Fiere di Parma, Cibus 2020 salta. La prossima edizione a maggio 2021

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Rinviato di un anno il salone italiano dell’alimentare. La scelta legata soprattutto alla mobilità internazionale limitata a causa dell’epidemia- Fiere di Parma e Federalimentare hanno deciso: l’edizione 2020 di Cibus non si terrà.

Il principale appuntamento italiano e fra i più importanti in Europa dedicato al made in Italy alimentare slitta al 2021.

Gli organizzatori avevano deciso di rinviare l’evento dalla primavera a settembre 2020 (dall’1 al 4), e oggi è arrivata dagli organizzatori la comunicazione dello stop per l’anno in corso.

La 20esima edizione di Cibus sarebbe dovuta iniziare oggi, 11 maggio. Si passa quindi direttamente al 2021 nei giorni che già erano stati pianificati essendo Cibus un evento annuale.

Per lo svolgimento di Cibus, hanno spiegato gli organizzator in videoconferenza, “è stato constatato che non esistono le condizioni oggettive per poter garantire uno svolgimento del Salone nel mese di settembre, mantenendo gli standard qualitativi e quantitativi di incoming, soprattutto estero, al livello delle abituali aspettative delle aziende espositrici, degli stakeholder e dei partner istituzionali”.

Inoltre, “non sarebbe stato possibile accettare un’edizione ridotta di Cibus proprio perché il Salone dell’Alimentazione rappresenta per la community internazionale degli operatori dell’agroalimentare l’evento di riferimento assoluto per la promozione dell’authentic italian food & beverage”.

Giandomenico Auricchio, presidente Fiere di Parma: “Non ci sono le condizioni per organizzare l’edizione 2020 dal punto di vista dell’incoming straniero. Non abbiamo inteso aprire un’edizione ridimensionata. La prossima si terrà fra il 4 e il 7 maggio 2021. La scelta è sofferta, saltiamo un anno ma abbiamo preferito non dare corso a un appuntamento che fosse al di sotto delle aspettative”.

“Nel frattempo Fiere di Parma resterà al servizio della business community con due eventi: dal 2 al 3 settembre Cibus Forum in un padiglione ad hoc” per fare il punto della situazione della filiera agroalimentare nel dopo Covid. Un appuntamento che sarà “fisico”  e in streaming “E inoltre ci sarà My Business Cibus, piattaforma dove tremila imprese legate a Cibus potranno inserire i loro prodotti tradizionali e le novità per essere presenti in maniera virtuale in tutto il mondo”. In tutto 200mila prodotti nella vetrina online dal 12 maggio.

Ivano Vacondio, presidente Federalimentare: “Siamo molto dispiaciuti del rinvio di Cibus 2020 perché c’erano grandi aspettative”. Le ricadute della pandemia, sottolinea Vacondio, si faranno sentire sul settore agroalimentare soprattutto per l’arresto del canale Horeca. Le previsioni per l’anno in corso sono quindi negative: export 2020 meno 15% del valore, vendite interne in calo dal 12 al 15% valore e produzione giù del 10%. Segnali di ripresa si potranno vedere solo dalla metà del prossimo anno.

Antonio Cellie, amministratore delegato Fiere di Parma: “Venivamo da un periodo magico, eravamo lanciati verso i 50 miliardi di export alimentare e purtroppo è arrivato questo stop. Per il settore fieristico il momento è drammatico. Il limite grandissimo attuale è la mobilità internazionale”. Un elemento fondamentale per Cibus che attira la metà dei visitatori dall’estero. “Nel 2021 saremo la prima grande fiera dell’alimentare a inaugurare, una magnifica solitudine” la definisce Cellie. Prima, a settembre, Cibus Forum “si terrà in piena sicurezza grazie a un protocollo di gestione Covid free”.

Per quanto riguarda gli eventi fieristici, a settembre a Parma si terrà l’unico salone del camper in Europa. E questo sarà certamente un appuntamento guida per testare la nuova frontiera dell’accesso in fiera al tempo del coronavirus.
Un investimento di Fiere di Parma circa un milione di euro per garantire una fruizione sicura fra i padiglioni. 11 maggio 2020

Fonte Link: parma.repubblica.it

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