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(ANSA) MILANO – Dopo una lunga giornata trascorsa tra sopraluoghi, riunioni in Prefettura e l’installazione a tempo di record di tornelli a sette porte dello stadio, Milano, in merito all’accesso a Milan-Livorno, in programma domani a San Siro, ha partorito una decisione salomonica: partita a porte chiuse si, ma a ‘tornelli aperti’ per gli abbonati. In sostanza e’ un po’ come se lo stadio venga chiuso soltanto a meta’: una soluzione che si differenzia da quelle prese, in un senso o nell’altro, per gli altri impianti.

Dopo un rimbalzare di voci e indiscrezioni per tutta la giornata, nel tardo pomeriggio, dal Viminale hanno fatto sapere che ”l’ultima parola” sulla questione sarebbe stata esclusivamente ”del Prefetto di Milano”, Gian Valerio Lombardi”. E in serata e’ arrivato l’annuncio delle societa’ che gestiscono l’impianto, Milan e Inter, che hanno dato la notizia dell’ok giunto dalla Prefettura, facendo tirare il fiato alle decine di migliaia di tifosi milanisti che avevano sperato a lungo di recarsi allo stadio, domani, alle 15. In realta’ potranno recarvisi gia’ alle 12, dato che la Prefettura ha disposto che ”in via precauzionale i cancelli vengano aperti tre ore prima dell’incontro”. In un comunicato ufficiale la Prefettura ha precisato di aver decretato che la partita ”venga disputata ‘a porte chiuse’, e che in occasione del predetto incontro sia consentito l’ingresso nell’impianto ai soli abbonati in possesso di titolo annuale acquistato in data antecedente all’entrata in vigore del decreto legge 8 febbraio 2007, non destinatari dei provvedimenti di cui all’art. 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401”.

”E’ la migliore soluzione che si potesse adottare in un frangente del genere”, ha commentato il vicesindaco e assessore alla Sicurezza, Riccardo De Corato. ”Ringrazio il prefetto – ha aggiunto De Corato – per aver lavorato in questi giorni alla ricerca della soluzione. Giocare a porte chiuse avrebbe danneggiato l’immagine della citta’ e di uno dei piu’ grandi stadi del mondo”. Il decreto della Prefettura, oltre alle deliberazioni, contiene anche alcune valutazioni della ‘Commissione provinciale di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo’ che oggi ha ispezionato i 28 tornelli installati ”7 blocchi di 4 tornelli in corrispondenza di 7 coppie di cancelli”. La commissione ha anche verificato che i tornelli ”consentono, in linea teorica, l’ accesso di circa 900 persone all’ora”. ”I tornelli – si legge in una nota – sono privi di metaldetector, come peraltro negli altri stadi italiani: al riguardo le societa’ – spiega la Commissione – qualora l’ impiego di metaldetector assurgesse a requisito indispensabile per l’ utilizzo dello stadio, si impegnano a dotarsene”. Comunque secondo i responsabili della sicurezza ”l’ impianto e’ dotato di adeguata videosorveglianza, a disposizione del Centro di gestione delle emergenze e sicurezza”.

SABATO DEGLI STADI VUOTI
Le protagoniste sono le gradinate deserte. Perche’ a Brescia, Lecce, Modena, Napoli, Pescara e Trieste si gioca nel clima surreale creato dalle voci dei giocatori che rimbombano nel vuoto. Mentre dall’esterno giungono gli incitamenti dei tifosi-esiliati.
Gli impianti di queste citta’ hanno capienze superiori ai 10.000 posti e non rispettano le severe misure richieste per garantire la sicurezza di pubblico e forze dell’ordine. Difficile dire se l’assenza dei tifosi sia stata un handicap per le formazioni casalinghe: i loro incontri finiscono con due vittorie (Lecce e Napoli), due pari (Brescia e Pescara) ed altrettante sconfitte (Modena e Triestina). In casa del Vicenza i tifosi sono ammessi, ma non quelli della Juve. Nonostante privi del biglietto sono arrivati in 300, quasi tutti con mezzi propri, pur di stare vicino alla squadra. Il questore ha pero’ confermato che la gradinata nord rimarra’ chiusa. Allora restano all’esterno, tirando due calci ad un pallone.
A Pescara, complice la pioggia battente, solo sparuti gruppetti intorno all’Adriatico. A Modena e’ il debutto da presidente di Alfredo Amadei. E lui decide di seguire la partita con l’Albinoleffe in curva Montagnani in segno di solidarieta’ verso i tifosi. Un uomo solo in curva pure al Nereo Rocco di Trieste.

E’ il presidente dei padroni di casa Stefano Fantinel. Lascia la panchina e sceglie gli spalti per testimoniare la sua vicinanza alla squadra. Deserto il San Paolo, nel giorno in cui i sostenitori del Napoli avrebbero potuto festeggiare con la squadra il primo posto. Entra solo un gruppetto, scortato da agenti della Digos, per esporre uno striscione. Dice ”La legge ci divide, la grinta ci unisce. Avanti ragazzi finché non si finisce-Curva A”. Poi se ne vanno. A La Spezia la curva dei tifosi spezzini osserva cinque minuti di silenzio per manifestare la sua contrarieta’ ai provvedimenti antiviolenza.

ANCELOTTI, FATTE COSE CON POCA COMPETENZA
Carlo Ancelotti non da’ un giudizio favorevole sulle misure anti-violenza prese dal Governo. Secondo il tecnico del Milan, che oggi a Milanello ha tenuto la consueta conferenza stampa che precede ogni incontro, ”sono state fatte cose con poca competenza”. ”E’ stata una settimana molto difficile perche’ ci e’ andata di mezzo una persona che non c’entrava nulla – ha detto Ancelotti – ma la mia opinione su quello che e’ successo, e’ che sono state fatte cose con poca competenza. Chiudere gli stadi non ha molto senso. Alcune cose, come l’inasprimento delle pene, mi sembrano adeguate, ma chiudere gli stadi significa colpire una parte sana del mondo del calcio. Che sono i tifosi ma che siamo anche noi squadre e giocatori. Tutto il mondo del calcio e’ vittima di questi delinquenti”.

CATANIA, LA CITTA’ NON CI LASCI SOLI
”Tutti coloro che hanno a cuore le sorti del Calcio Catania si stringano attorno alla squadra e alla societa’ per fare blocco a salvaguardia del lavoro fatto in questi anni”. E’ l’ invito rivolto dalla societa’ etnea alla citta’ di Catania con una lettera aperta firmata da dirigenza, squadra, componenti lo staff tecnico e medico, e da tutti i collaboratori. Nella missiva si esprime ”grande solidarieta’ alla vedova, ai figli, ai familiari, agli amici ed ai colleghi del valoroso ispettore capo di polizia, Filippo Raciti” e anche ”il piu’ sincero compiacimento per la tempestivita’ con la quale hanno operato le forze dell’ ordine”. Il Catania, nella lettera alla citta’, ribadisce il proprio desiderio a ”isolare tutti quei soggetti che si definiscono tifosi ed altro non sono che teppisti, delinquenti, purtroppo anche responsabili di un vile assassinio”. ”Chiediamo solo una cosa a tutti coloro che s’identificano con il nostro progetto – conclude la missiva – desideriamo fare calcio a Catania, gioire e soffrire con la parte sana dei nostri concittadini. Noi non molleremo mai. Non lasciateci soli!”.

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