Juventus, fuori Allegri, arriva Guardiola

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Pep Guardiola nuovo allenatore della Juventus


Massimiliano Allegri ex allenatore Juventus

L’uscita di Allegri dalla Juventus era nelle cose. 

CR7 è arrivato per vincere la Champions non un altro scudetto. Quindi pur raggiungendo la vittoria di un altro campionato, l’obiettivo vero è stato mancato. Mancando o fallendo il vero obiettivo, Allegri ha di fatto fallito. E Agnelli non poteva continuare con Allegri. Ma nemmeno Ronaldo che vuole vincere e aggiungere nuovi traguardi al suo Palmarès. All’età di 34 anni, quindi, non più giovanissimo. Non ha tempo da perdere. Allegri non lo ha mai convinto. Nelle scelte e nel gioco… nonostante le obbligate dichiarazioni.  
La mancanza di gioco, tra l’altro, non ha mai convinto né il Presidente, né i tifosi (e Allegri dichiara:“Che cos’è il bel gioco?… Io ancora non l’ho capito) La Juve è espressione di un marchio FCA a livello internazionale, e la squadra deve essere a questa altezza. Deve solo vincere ogni competizione a cui partecipa. Non ha altra scelta. Le richieste economiche di Allegri si avvicinavano troppo a quelle di PEP. Il tira e molla tra la Juve e il suo tecnico era la dimostrazione che il Presidente Agnelli stava definendo (almeno sulla parola) i dettagli contrattuali con un nuovo allenatore capace di assurgere da subito i livelli internazionali del calcio per la Juve. Agnelli da buon manager non poteva fare un salto nel buio e non lo farà. La decisione è già stata presa. Chi sosteneva l’anno scorso dell’arrivo di CR7, è lo stesso che dà oggi per certo l’arrivo di Pep. Tutti riconoscono ad Allegri di aver vinto tanto, ma non da solo, come, invece, è stato più volte rimarcato. Due appunti: 1) nessuno ha ricordato il grande lavoro di Marotta; 
2) Visti tutti questi elogi all’ex allenatore livornese, nessuno ha dichiarato, però, con chiarezza, perché è stato voluto questo allontanamento. E’ un vulnus della comunicazione Juventus che denota grande ipocrisia (non vogliamo qui ricordare la storia Moggi, Bettega, Giraudo), ma questi comportamenti non depongono a favore anche di questa nuova dirigenza. Nessuno chiede, anche se grande è la curiosità, di rivelare oggi il nome del nuovo allenatore, se non è ancora possibile dichiararlo… mentre sappiamo tutti che una soluzione è già stata presa, e, forse, logiche contrattuali e mediatiche, di sponsor, impediscono di far conoscere, oggi, la verità. Ma rifiutare di rispondere ai motivi veri che hanno portato alla chiusura del rapporto con Allegri, sarebbe stata opportuna per non cadere nella scelta ipocrita che per ora ha avuto la meglio.  
Guardiola ha tutte le caratteristiche per essere il nuovo allenatore del futuro della Juve. E Agnelli vuole solo lui, non altri. Disposto ad affrontare i necessari impegni economici per averlo e costruire una squadra stellare, la miglior Juve di tutti i tempi. E lo si vedrà anche nel prossimo calciomercato. Le rotture sono spesso necessarie per i cambiamenti (la storia lo insegna). Cosa contraria che senso ha cambiare? Per uno simile ad Allegri, ma con meno esperienza, come Simone Inzaghi? Agnelli credo voglia solo primissime parti.  Allegri ha vinto, ma non ha convinto. Nonostante i grandi mezzi a disposizione, non ha inventato nulla, come gli disse Sacchi: “scopiazzi!” Vincere in Italia senza rivali e senza grandi meriti, non è vincere.
Altri allenatori italiani non li vedo proponibili. Non hanno il physique du rôle, né lo stile Juve. Simone Inzaghi, forse, lo potrà diventare, ma ora non è ciò che la Juve vuole. Sembra quasi una brutta copia di Allegri; tanto vale allora tenersi l’originale.  Agnelli  deve poter contare su un allenatore di caratura internazionale; non può permettersi di non vincere la Champions. Glielo impongono i conti e le scelte dei giocatori. E l’opinione di CR7 ha il suo peso nella decisioni del progetto. L’arrivo di Guardiola sarebbe un ulteriore salto di qualità non solo per la Juve, ma per tutto il calcio italiano. Nuove idee, nuova mentalità. Nuovi pensieri e tattiche. Le eccellenze fanno la differenza. Ronaldo non ha voglia di tornare ad allenarsi un altro anno con Allegri, è sorpassato. Non ha tempo da perdere. Allegri, è vero, ha vinto tanto, ma non ha convinto né i tifosi, né la società, nonostante non lo dichiari. Mi ricordo ancora quando il livornese tenne per quasi un campionato sulla panchina del Milan Pirlo… poi lo volle alla Juventus e fece anni strepitosi da campione qual era. Litigò con Ibra quando in una partita di Champions portò tre portieri in panchina. Quando fece perdere il campionato al Milan nel 2012 per una sbagliata gestione dello spogliatoio (vedi dichiarazioni di Zambrotta [LINK]. Ora Allegri vai, dove ti porta Ambra, dopo aver assorbito l’esperienza Milan di Galliani  e quella di Marotta nella loro miglior stagione. La Juve chiuda, per cortesia, dignitosamente questa parentesi finale di lacrime, finti sorrisi e ipocrisia. Una presa in giro per tutti gli sportivi e i tifosi di calcio. Fatta passare dal mainstream come grande stile Juve. Detto livornese: “l’albero in culo e le foglie dintorno”. (Parma, 18/05/2019: aggiornato il 19/05/2019)
Luigi Boschi

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