LA VITA SPRECATA SU FACEBOOK

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LA VITA SPRECATA SU FACEBOOK
Alessandro Feroldi

Sul New York Times Chris Hugues ha messo il mondo in allarme contro lo strapotere del suo ex compagno di Harvard, Mark Zuckerberg. Tra Facebook, Instagram e Whatsapp sono circa 4 miliardi gli utenti sotto controllo. Come dire c’è un personaggio, uno solo, che può sapere tutto sui due terzi della popolazione mondiale. I dati degli utenti vengono ceduti a caro prezzo alle grandi società di consumo, anche a fini elettorali, come rivelato nello scandalo ‘Cambridge Analytica’ svelato da una giornalista inglese sull’Observer.

In vent’anni il padrone di Facebook, cui ha aggiunto gli altri due social più usati, Instagram e Whatsapp, ha acquisito un potere enorme, non paragonabile a qualunque altro potente della storia umana. C’è qualcosa che non va in questo, si intuisce facilmente.

Ma peggio ancora, il tempo medio che gli individui nel mondo passano sui social supera le due ore. A parte gli usi professionali o tecnici, quante ore sono perse ogni giorno sulla terra per chattare e bighellonare sui social? Un ottavo di ogni giornata viene sprecato a chiacchierare sui social. È proprio necessario? Tempus fugit, dicevano i romani, il tempo fugge. Sprecarlo in questo modo ci rende più liberi? Quante altre cose più umane e più sane si potrebbero fare invece di stare incollati a uno schermo di computer o di smartphone? 21.5.19 

Fonte Link: quadrangolare.com

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