LATOSCANINI PRESENTA IL SUO NUOVO PROGETTO

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La nuova Toscanini si presenta con molte novità e tanti progetti. La recente dirigenza ha avuto in eredità una Fondazione in equilibrio economico e crescita artistica. Su questa base il Sovrintendente Triola ha illustrato tutte le novità, e sono tante, che caratterizzeranno la stagione 2019-2020. Un progetto sul lascito culturale toscaniniano, condiviso da tutto il nuovo CDI, dalla Presidente Di Francesco, nonché dall’Assessore alla cultura della Regione Emilia Romagna  Massimo Mezzetti. LB

foto Luigi Boschi: da desta: la presidente Carla Di Francesco; il sovrintendente Alberto Triola; l’assessore Regionale Massimo Mezzetti

T-DAY: con la XIV stagione di concerti 2019/2020 si presenta La Toscanini, nuovo brand musicale italiano che sintetizza le attività della Fondazione Artuto Toscanini di Parma 

Il nuovo logo della Toscanini

Nuova immagine, sponsor e protagonisti del podio: da Luisi a Gatti, Mariotti e Wellber

Due artisti-in-residenza: il compositore Fabio Massimo Capogrosso e il violoncellista Pablo Ferrández 

Inaugurazione l’8 novembre con il direttore musicale Alpesh Chauhan per un doppio omaggio a Toscanini e a Beethoven 

Next: un dipartimento di innovazione e ricerca per fare della musica un elemento costante di crescita civile 

La Toscanini è il rinnovato brand che sintetizza le linee del nuovo corso voluto da Alberto Triola, sovrintendente e direttore artistico che, a pochi mesi dal suo insediamento, armonizza tutta la produzione della Fondazione Arturo Toscanini di Parma, dalle stagioni concertistiche, alla formazione, all’impegno nel sociale, ai progetti di sviluppo regionali e all’estero.

12 concerti sinfonici, 5 appuntamenti della nuova rassegna Fenomeni, un’immagine rinnovata e la riorganizzazione dei rapporti col territorio e con l’estero, due nuovi grandi sponsor: questi i primi numeri e progetti della Stagione 2019/2020 della Toscanini, “una stagione con i baffi”, guidata dal novembre 2018 da Alberto Triola che presenta il suo primo cartellone e illustra il nuovo brand della Fondazione, basato sul lascito artistico e morale di Arturo Toscanini, fatto di rigore, magistero e responsabilità sociale.

Dal 1994 la Fondazione Arturo Toscanini è una delle più prestigiose istituzioni musicali italiane, attiva nella programmazione sinfonica, lirica e nella formazione musicale; con sede a Parma, città natale del grande direttore d’orchestra del quale porta il nome, ha lo scopo – grazie al prezioso supporto della Regione Emilia-Romagna – di onorarne la memoria e la tradizione di rilevanza esecutiva. Due i complessi artistici della Fondazione: la Filarmonica Arturo Toscanini, destinata all’esecuzione del repertorio sinfonico con solisti e direttori di fama internazionale, e l’Orchestra dell’Emilia-Romagna “Arturo Toscanini” (OREAT) che agisce tanto nell’attività concertistica, quanto nella formazione e nelle produzioni operistiche dei teatri regionali.

La Toscanini è sostenuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Emilia-Romagna, dal Comune di Parma, da Parma Capitale italiana della cultura 2020, dalla Fondazione Cariparma e dalla Fondazione Monteparma. A fianco degli storici sponsor come CePIM Interporto di Parma, HERAcomm, Chiesi e Opem, il sistema La Toscanini ha ricevuto l’immediata adesione anche di Dallara (che ha “adottato” la rassegna Fenomeni, condividendone i valori) e di Barilla che, per la prima volta, da il proprio importante sostegno alla Fondazione.

«La Fondazione Toscanini – afferma la presidentessa Carla Di Francescoè oggi un’istituzione sana, dimostrando che un’amministrazione ordinata e una continua crescita artistica possono perfettamente coesistere e produrre risultati significativi. Coerentemente, la linea progettuale trae solide basi dal passato ma vuole sempre più rispecchiare le linee di rigore morale, di eccellenza artistica ed esecutiva, di impegno civile che furono di Arturo Toscanini».

Il cammino delineato da Triola per La Toscanini passa attraverso nuovi investimenti, contenuti rinnovati, progetti internazionali. Mentre Parma si prepara ad essere capitale italiana della cultura nel 2020, la nuova stagione della Toscanini intende proporre un modello incisivo e coerente di programmazione musicale e ospitalità d’interpreti, accentuando la sua identità artistica e la matrice cameristica che la anima. L’impegno è anche profuso affinché una parte del valore percepito di Toscanini nel mondo venga “restituita” a Parma e al territorio.

«È forte la volontà di indirizzare il progetto culturale della Toscanini – specifica Alberto Triolanella direzione di una connotazione più marcatamente toscaniniana. Del Maestro occorrerà studiare, apprendere e capire di più per perpetuarne l’eredità artistica e morale al tempo stesso: un modello di artista e intellettuale che rivela oggi, quasi inaspettatamente, un pregnante significato e che offre alle coscienze contemporanee ampi spunti di riflessione. Negli anni a venire sarà importante, per la ricerca di un suono e di un repertorio fortemente identitari per la nostra orchestra, progettare con coerenza e determinazione una sempre maggiore familiarità con le colonne portanti del sinfonismo classico, approdando quindi a un personale e maturo rapporto con la letteratura romantica, post romantica, novecentesca e contemporanea».

Nella stagione 2019/2020, a guidare la Filarmonica Arturo Toscanini sul podio dell’Auditorium Paganini a Parma saranno direttori fra i più apprezzati della scena mondiale – Christophe Rousset (22-23 novembre), Omer Meir Wellber (27-28 febbraio), Daniele Gatti (6 marzo), Sesto Quatrini (19-21 marzo), Michele Mariotti (1-2 aprile), Trevor Pinnock (16-18 aprile), Fabio Luisi (23-24 maggio) – in cartellone al fianco del direttore principale Alpesh Chauhan (8-9 novembre, 20-21 dicembre, 13-15 febbraio, 15-16 maggio) e insieme a solisti come Emmanuel Pahud (primo flauto dei Berliner Philharmoniker, 16-18 aprile), al violoncellista e “artist in residence” della stagione Pablo Ferrández (20-21 dicembre, 27-28 febbraio, 15-16 maggio), ai pianisti Daniel Ciobanu (27-28 febbraio) e Alessandro Taverna (23-24 maggio), ai violinisti Vadimin Gluzman (27-28 febbraio), Carolin Widmann (19-21 marzo) e al “fenomeno” contemporaneo dell’archetto Ray Chen (1-2 aprile).

Appare quanto mai naturale, per un’orchestra che porta il nome di Toscanini, aprire la stagione con l’Ottava e la Nona Sinfonia di Beethoven, partecipando alle celebrazioni del 2020, 250° anniversario della nascita del sommo compositore di Bonn, al quale in stagione saranno dedicati 8 dei 12 concerti. Lo spunto beethoveniano è ideale sia per fare da viatico ai concerti di repertorio illuminista (Haydn, Mozart, Cherubini ecc.), sia alle varie derivazioni sinfoniche dapprima delle stagioni romantiche, quindi del Modernismo, tutte in vario modo debitrici nei suoi confronti; senza dimenticare il sinfonismo italiano del primo Novecento e la nuova musica, con un brano in prima esecuzione assoluta, commissionato a Fabio Massimo Capogrosso (compositore residente). Un’orchestra che porta il nome del più grande direttore italiano non può non riservare un’attenzione particolare ai compositori italiani, e allora ecco Paganini e Busoni, e soprattutto tre autori del Novecento in un’unica serata: Petrassi, Casella e Ghedini.

La stagione Fenomeni – rassegna che compare per la prima volta – crocevia di linguaggi e occasione per alimentare la curiosità e la sete di scoperta, ospita alcuni giovani virtuosi, come il percussionista (Premio Abbiati 2018) Simone Rubino (15 novembre, diretto da Yves Abel), il Quartetto Henao (7 febbraio, diretto da Francesco Cilluffo), ma anche un maestro indiscusso del violino moderno come Ilya Gringolts (21 febbraio, diretto da Alpesh Chauhan) e Federico Maria Sardelli (10 aprile), attraverseranno molteplici sentieri dell’espressività con uno sguardo particolarmente attento al Novecento e all’attualità. Fenomeni di una musica intesa come galassia di generi ed espressioni molto differenti fra loro, talvolta rinunciando agli schemi della ritualità tipica del concerto “classico”, rivolgendosi a un pubblico nuovo e curioso. Chiusura di stagione affidata alla Human Rights Band (5 maggio), compagine italiana di musicisti impegnati nella performance e nella formazione contro la discriminazione, la violenza e lo sfruttamento.

Il 2020, anno di Parma capitale italiana della cultura, si aprirà festosamente per la prima volta e fuori abbonamento con un Concerto di Capodanno del virtuoso Julian Rachlin al violino e sul podio per le pagine più divertenti e funamboliche della tradizione russa e austriaca da Čajkovskij agli Strauss uniti nel segno del valzer. In tal modo la musica potrà ulteriormente integrarsi nell’offerta turistica, dialogando con le esperienze enogastronomiche e il progetto di ospitalità coordinata “Parma incoming”  in un’ottica di valorizzazione e sviluppo integrati.

Sempre per il 2020 sono in preparazione ulteriori progetti che si realizzeranno in luoghi simbolici della città: per esempio un Festival Toscanini focalizzato sul Novecento italiano non solo musicale ma anche artistico e letterario; una rassegna di musica barocca organizzata in collaborazione con il Complesso Monumentale della Pilotta negli spazi del Teatro Farnese e il Concorso Toscanini dedicato ai giovani direttori d’orchestra per l’opera italiana.

La Toscanini Next è il nuovo dipartimento nato per coltivare energie destinate alla innovazione e alla ricerca, per far interagire la musica con le esigenze e le necessità contemporanee; l’articolazione prevede cinque settori in cui conoscenza e progettazione, esperienza e visione guardano al futuro musicale e didattico: nuovi territori, nuovi stili, nuovo pubblico, nuova formazione, nuove generazioni.

Per la nuova immagine, firmata da Genuizzi-Banal Architetti, si è puntato sul carattere parmigiano per eccellenza, Bodoni, sinonimo di eleganza, e sui colori del celeste (come la carta da lettere di Toscanini) e del blu (come l’inchiostro usato dal Maestro) ad accompagnare la T che fa da logo.

Riorganizzato e semplificato il sistema di biglietteria:

  • il prezzo del singolo biglietto è stato adeguato agli standard delle altre orchestre nazionali, con un aumento che non incide sul costo dell’abbonamento (invariato rispetto alla scorsa stagione);
  • la tariffa per giovani è stata alzata da under30 a under35;
  • nasce la tariffa “Academy” per gli studenti di scuole e università;
  • vengono equiparati i due turni A e B con stagioni identiche.

Quattro le formule di abbonamento: Turno A e Turno B (con 11 concerti della Filarmonica, escluso quello diretto da Daniele Gatti); Fenomeni (con 5 concerti); Super Toscanini (12 concerti, Fenomeni, Prove aperte); Super Beethoven (4 concerti Beethoven, Fenomeni, Prove aperte).

Il rinnovo degli abbonamenti sarà possibile dal 2 luglio al 14 settembre (chiusura della biglietteria nel mese di agosto); i nuovi abbonamenti possono essere sottoscritti dal 21 settembre al 12 ottobre.

I biglietti singoli saranno in vendita dal 19 ottobre.

CARLA DI FRANCESCO Presidente Fondazione Arturo Toscanini

Questa XLIV edizione della Stagione concertistica della Filarmonica Arturo Toscanini, pur collocandosi in una piena continuità artistica e funzionale con le edizioni precedenti, è sicuramente diversa per molti aspetti. Non anticiperò qui il contenuto delle prossime pagine ma chi le vorrà sfogliare noterà molti e importanti cambiamenti in una programmazione che esprime la piena volontà dei Fondatori e del Consiglio di Amministrazione di intraprendere un nuovo ciclo virtuoso, di ampliare le già elevate capacità dell’orchestra, di diversificarne le direzioni di sviluppo, di esprimere appieno le potenzialità di una struttura che già possiede una sede, un ruolo, una posizione, un’intensità espressiva evidenti a chiunque. La Fondazione Toscanini è oggi un’istituzione sana, cosa purtroppo non comune nel nostro Paese, ma essa dimostra che un’amministrazione ordinata e una continua crescita artistica possono perfettamente coesistere e produrre risultati significativi. Noi desideriamo che le potenzialità contenute al suo interno possano svilupparsi pienamente, arricchendo il tessuto musicale e culturale non solo di Parma (dove ci attende l’anno che la vede Capitale Italiana della Cultura) ma dell’intera regione. Questo mandato trova attuazione nella programmazione che vi viene sottoposta e rispecchia, attraverso nuove scelte, il rinnovamento di una linea progettuale che dal passato trae solide basi ma che vuole sempre più rispecchiare le linee di rigore morale, di eccellenza artistica ed esecutiva, di impegno civile che furono di Arturo Toscanini.

ALBERTO TRIOLA Sovrintendente e Direttore Artistico

La Filarmonica Arturo Toscanini apre la sua nuova stagione di concerti con due sinfonie beethoveniane, l’Ottava e la Nona, dirette da Alpesh Chauhan. Al sommo Ludwig, di cui nel 2020 si celebrano i 250 anni dalla nascita, sono dedicati ben otto dei dodici concerti del cartellone: il direttore principale della Filarmonica Toscanini completa il progetto dell’integrale delle sinfonie beethoveniane, che si concluderà con la Terza e non a caso: proprio con l’Eroica, tre anni fa, il giovane direttore britannico, felicemente adottato da Parma, inaugurò la collaborazione con la nostra orchestra. Oltre all’Ottava e alla Nona, in cartellone anche la Seconda, Terza, Quarta e Settima e tre grandi concerti: il Triplo, l’Imperatore e il Concerto per violino, oltre alle Ouverture Leonore n. 3 e Egmont. È questo il significativo contributo che la Toscanini – impegnata in un sostanziale rilancio della propria immagine e in un rinnovato impulso delle proprie ambizioni artistiche – riserva a uno dei capisaldi della cultura europea (non solo musicale). Beethoven ha parlato al mondo con un linguaggio intenso e nuovo, e continua a farlo con inesausta vitalità. Riconosciuto maestro della modernità, simbolo della classicità e dell’Europa stessa: ancora oggi rimaniamo affascinati dal carisma della sua gigantesca figura, dall’abbagliante visione estetica, dall’afflato spirituale, dalle implicazioni politico-sociali della sua musica e del suo pensiero.  La Stagione 2019/20 parte dunque dalle celebrazioni beethoveniane e dall’impegno di ripensare il futuro della Filarmonica, nel segno di una importante tradizione da cui muovere i passi e di una identità da rimarcare con decisione, anche attraverso una nuova immagine, una grafica completamente rinnovata e una denominazione che recupera una radicata familiarità (“la Toscanini”: la nostra orchestra è così chiamata e conosciuta da sempre), attribuendole il carattere e l’incisività di un brand, ben consapevoli dell’onore e dell’onere che implica portare il nome di Arturo Toscanini. Beethoven e Toscanini, tradizione e innovazione: tensione inesauribile e sguardo rivolto sempre oltre, come l’albatro montaliano. Non è una coincidenza, quanto piuttosto la precisa volontà di indirizzare il progetto culturale della Filarmonica – e della Fondazione di cui l’orchestra costituisce il riflesso più evidente – nella direzione di una connotazione più marcatamente toscaniniana. Del Maestro occorrerà studiare, apprendere e capire di più per perpetuarne l’eredità artistica e morale al tempo stesso, tenendo conto non solo del sommo direttore d’orchestra, ma anche dell’uomo e del testimone esemplare dei drammi storici e civili dei suoi tempi. Un modello di artista e intellettuale che rivela oggi, quasi inaspettatamente, un pregnante significato e che offre alle coscienze contemporanee ampi spunti di riflessione. Questa rinnovata consapevolezza ispira la scelta dei direttori chiamati sul podio della Filarmonica, che potrà misurarsi con direttori esemplari per valori espressi, impegno, rigore ed estro e arricchirsi nel dialogo musicale con numerosi prestigiosi solisti. Negli anni a venire sarà importante, per la ricerca di un suono e di un repertorio fortemente identitari per la nostra orchestra, progettare con coerenza e determinazione una sempre maggiore familiarità con le colonne portanti del sinfonismo moderno: con Beethoven, i grandi classici Mozart, Haydn e Schubert; e a partire da questi irrinunciabili capisaldi approdare a un personale e maturo rapporto con la letteratura romantica, postromantica, novecentesca e contemporanea. Un’orchestra che porta il nome del più grande direttore italiano della storia non può non riservare un’attenzione particolare ai compositori italiani: e allora ecco Paganini e Busoni, e soprattutto tre autori del nostro Novecento in un’unica serata: Petrassi, Casella e Ghedini, ovvero alcuni dei maggiori rappresentanti della modernità musicale italiana che guarda alla produzione europea, valorizzando la secolare tradizione strumentale nostrana. L’attività della Filarmonica si arricchisce anche di una significativa novità: la nomina di due artisti residenti, che per un’intera stagione legheranno il proprio nome e la propria arte a quello della nostra orchestra con l’obiettivo di fare delle nostre stagioni un crocevia della creatività contemporanea. La Toscanini si inserisce con determinazione, anche così, nel solco della tradizione delle più blasonate compagini orchestrali internazionali. C’è poi un inedito cartellone, che abbiamo voluto chiamare “Fenomeni”, termine che richiama diversi ambiti di significato; evoca il virtuosismo più spettacolare e apre a diverse possibili epifanie del linguaggio musicale: universale e democratico per definizione, ma anche complesso, articolato e talvolta spiazzante. La musica intesa come galassia di generi ed espressioni molto diversi tra loro. Un cartellone che può anche rinunciare agli schemi della ritualità tipica del concerto “classico” e si rivolge a un pubblico nuovo e curioso, riproponendosi di frantumare steccati, demolire pregiudizi, creare ponti e spalancare occasioni/portali di ascolto.  Si dovrebbe cominciare a ragionare sull’arte dell’ascoltare, che integra quella del suonare, e le dà sostanza e significato. Non ci può essere musica senza qualcuno che voglia e sappia ricercare il silenzio necessario all’ascolto. Un silenzio aperto, attento, disponibile. Un privilegio prezioso ma alla portata di tutti, oasi di tempo diradato e sospeso, di qualità. Momenti e incontri che la musica può rendere possibili e di cui di questi tempi si avverte un assoluto bisogno. Buona stagione di concerti a tutti!

Luigi Capitani Amministratore Delegato e Presidente CePIM – Interporto di Parma

Siamo fieri ed orgogliosi dell’ottimo lavoro svolto dalla Fondazione Arturo Toscanini. Ogni anno il programma si presenta ricco e interessante con un occhio verso l’internazionalità, ma senza mai dimenticare la tradizione e le radici parmigiane. È con immenso piacere quindi che CePIM SpA continua a sostenere la Fondazione Arturo Toscanini, perché riteniamo sia indispensabile che il patrimonio musicale e artistico parmigiano venga preservato e incentivato nella sua crescita.

Isabella Malagoli Direttore generale di HERAcomm

La collaborazione, ormai pluriennale, con la Fondazione Arturo Toscanini ci dà l’opportunità di sostenere una realtà di eccellenza a livello nazionale e regionale con la quale abbiamo in comune la tensione continua alla qualità dell’offerta. Parma è stato uno dei primi territori in cui l’azienda ha investito aprendo un negozio e intensificando l’attività di vendita della luce e del gas. Hera sta affrontando una fase di cambiamento e innovazione volta ad operare scelte strategiche e azioni concrete per concorrere alla realizzazione di un sistema di economia circolare. Stiamo innovando prodotti e servizi che presto proporremo ai clienti attuali e potenziali per concorrere, insieme, alla maggiore sostenibilità dell’ambiente nell’ottica degli obiettivi  globali fissati dall’ONU per lo sviluppo sostenibile, che potrebbe essere un ambito di azione comune con la Fondazione.

Ombretta Sarassi Binacchi Presidente OPEM SpA

La cultura è un bene di tutti e tutti dovrebbero possedere la chiave d’ingresso. Sostenere la cultura in tutte le sue forme significa custodire il passato e investire nel futuro tramite i nostri giovani.  Questo è l’impegno costante e concreto di OPEM S.P.A.

Angelica Dallara Vice President of Dallara Automobili

Siamo lieti sostenere la stagione concertistica Fenomeni, grazie alla quale si è creata la possibilità di coniugare il tema per noi abituale della velocità e dell’ innovazione, con la musica composta e suonata da giovani e straordinari artisti emergenti insieme alla prestigiosa Filarmonica Arturo Toscanini. Crediamo che sia un’ occasione di interazione tra espressione musicale ed industria al servizio della società civile, ed un ulteriore modo per valorizzare la nostra città, portatrice di arte nel segno della tradizione ma anche del progresso.

ALPESH CHAUHAN Direttore Principale

Alpesh Chauhan ricopre la carica di Direttore Principale della Filarmonica Arturo Toscanini dall’autunno 2017. Il giovane direttore inglese ha velocemente raggiunto un vasto riconoscimento internazionale collezionando tra i suoi maggiori successi di questi anni concerti al BBC Proms e con la London Symphony Orchestra al Barbican Centre, la produzione operistica di Turandot al Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia e di Lady Macbeth of Mtsensk con la Birmingham Opera Company e ha debuttato nel maggio di quest’anno con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. Dal 2014 al 2016 è stato Assistant Conductor della City of Birmingham Symphony Orchestra, dove continua a esser presente con frequenza come direttore.  Dopo aver programmato repertorio orchestrale di prim’ordine tra cui il ciclo completo delle sinfonie di Brahms, la Settima Sinfonia di Bruckner e la Patetica di Čajkovskij, nel 2019/20 Alpesh Chauhan tiene al centro della scena della Filarmonica Toscanini le sinfonie di Beethoven, completando il ciclo avviato a inizio anno. Altri impegni della prossima stagione lo vedranno con la Philharmonia Orchestra, la BBC Scottish Symphony e BBC Symphony Orchestra, la City of Birmingham Symphony Orchestra, la Düsseldorfer Symphoniker, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e la Antwerp Symphony Orchestra, oltre a un tour con le orchestre olandesi Het Gelders Orkest e Orkest van het Oosten. È ospite regolare di importanti orchestre quali l’Orchestre National d’Île de France, la Malmö Symphony Orchestra, la Royal Philharmonic Orchestra, la BBC Philharmonic e BBC National Orchestra of Wales. Alpesh collabora con importanti solisti come Nicola Benedetti, Pablo Ferrández, Boris Giltburg, Benjamin Grosvenor, Stephen Hough, Leila Josefowicz, Pavel Kolesnikov, Johannes Moser, Alice Sara Ott, Kian Soltani, Arcadi Volodos e con cantanti quali Marco Berti, Christianne Stotijn e Jennifer Wilson. È stato oggetto di ampi articoli sul Times, BBC Music e Classical Music Magazine come anche su la Repubblica, Amadeus e Musica. Ha scritto sul significato dell’educazione musicale nel magazine Music Teacher ed è stato “blogger ospite” per «Gramophone Magazine», venendo anche intervistato da RAI, BBC Breakfast, BBC Radio 4 e Radio Klara Belgium. Chauhan è stato membro della giuria del BBC Young Musician of the Year sia nel 2016 che nel 2018. A Birmingham, Alpesh Chauhan è stato primo violoncello della CBSO Youth Orchestra, avendo l’opportunità di partecipare a masterclass di direzione d’orchestra, come parte della Youth Orchestra Academy 2007. Nel 2008 è stato ammesso al Royal Northern College of Music per studiare violoncello con Eduardo Vassallo prima di proseguire la frequenza del prestigioso Masters Conducting Course sotto gli auspici di Clark Rundell e Mark Heron. Ha studiato con Stanislaw Skrowaczewski, partecipato a masterclass con Juanjo Mena e Vasily Petrenko mentre Andris Nelsons e Edward Gardner sono stati suoi mentori.

FABIO MASSIMO CAPOGROSSO Compositore in residenza

«Scrivere un pezzo è come fare un viaggio: per quanto lo si possa progettare nei minimi dettagli, ci porta a percorrere dei sentieri misteriosi. A volte prendo degli appunti in maniera molto disordinata sul pentagramma che porto sempre con me, a volte mi metto al pianoforte o registro delle idee al telefono»Così si esprime sull’arte dello scrivere musica Fabio Massimo Capogrosso, compositore in residenza per la Stagione 2019/2020, nel corso della quale verranno eseguiti quattro suo brani di cui tre inediti. Giovane ma già affermato, si riconosce per lo stile denso, potente, altamente comunicativo. «I suoi lavori sono complessi ma fruibili al massimo» ha detto Carlo Boccadoro, il direttore della prima di Lovecraft Dream (2017) che la Filarmonica Toscanini eseguirà nel primo dei concerti della rassegna Fenomeni. Nato a Perugia nel 1984, inizia giovanissimo lo studio del pianoforte per poi diplomarsi in composizione al Conservatorio dell’Aquila. Ospite delle più importanti istituzioni come l’Accademia di Santa Cecilia e il Teatro alla Scala, tra i riconoscimenti che si sono stati assegnati, negli USA ha vinto il Bassoon Chamber Music Composition Competition e nel 2018 è stato tra i premiati della nona edizione del Discover America, indetto dal Chicago Ensemble e al Keuris Composers Contest. «Scrivere musica significa mettersi alla prova, non esser mai contento, scontrarsi con i lati nascosti della personalità e dell’inconscio. Scrivere musica è un viaggio che mi arricchisce come uomo e come musicista ed è un lavoro che sento di dover fare».

PABLO FERRÁNDEZ Artista in residenza

«Il violoncellista Pablo Ferrández ha tutto: una tecnica splendida, una musicalità profonda e un carisma travolgente». Così Christoph Eschenbach si è espresso a proposito del ventottenne violoncellista, nato a Madrid in una famiglia di musicisti e formatosi con Natalia Shakhovskaya alla Escuela Superior de Música Reina Sofía e alla Kronberg Academy con Frans Helmerson. La nomina come “giovane artista dell’anno” (premio ICMA 2016), si è aggiunta al premio al XV Concorso Internazionale Čajkovskij, dove è stato descritto come un solista che mette sempre le sue qualità al servizio del compositore la cui tecnica e maturità sono al di sopra della sua età. E ancora:«la vanità personale è al di fuori di Ferrández» (Premio della Giuria Rheingau Festival). In questi anni, Pablo Ferrández ha intrapreso una brillante carriera, collaborando con artisti e orchestre di fama internazionale. Suona lo Stradivari “Lord Aylesford” del 1696 in prestito dalla Nippon Music Foundation. A seguito della esecuzione ad inizio Stagione 2018-2019 del Concerto per violoncello di Dvořák, è stato nominato artist-in-residence per la Stagione 2019-2020 in cui, in tre programmi diversi, interpreterà le Variazioni Rococò di Čajkovskij, il Concerto per violoncello n. 1 di Šostakovič e il Triplo Concerto di Beethoven.

Storia de LA TOSCANINI

La Fondazione Arturo Toscanini

La Fondazione Arturo Toscanini è una delle maggiori e più dinamiche istituzioni musicali italiane, attiva nel campo della produzione sinfonica, della produzione lirica e della formazione musicale dei più giovani. La Fondazione Arturo Toscanini, istituzione musicale della Regione Emilia-Romagna che agisce con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è stata costituita nel 1994 per iniziativa della stessa Regione, del Comune e della Provincia di Parma e rappresenta la naturale evoluzione dell’omonima Associazione costituita nel 1975 dai Comuni e dalle Province dell’Emilia-Romagna e riconosciuta dallo Stato nel gennaio 1977.Oggi una delle maggiori e più dinamiche Istituzioni musicali italiane, attiva nel campo della produzione sinfonica, della produzione lirica e della formazione professionale dei giovani nelle arti e nei mestieri dello spettacolo, la Fondazione porta il nome di Arturo Toscanini, onorandone il lascito artistico e la tradizione di eccellenza esecutiva, ed ha sede a Parma, città natale del grande direttore d’orchestra. Essa si presenta oggi, dopo un periodo di costante crescita produttiva ed artistica, con una dimensione operativa ed una struttura organizzativa che permettono la realizzazione di un’attività costituita ogni anno in media da oltre 100 concerti sinfonici e 40 rappresentazioni liriche. La Fondazione dispone, per la realizzazione dei propri programmi, di due diversi complessi artistici, attivi su base annuale: la Filarmonica Arturo Toscanini, destinata all’esecuzione del grande repertorio sinfonico con la presenza dei maggiori solisti e direttori d’orchestra internazionali; l’Orchestra dell’Emilia-Romagna “Arturo Toscanini”, che agisce tanto nell’attività concertistica regionale ed educational che nelle produzioni operistiche. Le sue orchestre sono ospiti dei maggiori teatri regionali e nazionali e tengono importanti tournée all’estero. Le sue passate produzioni operistiche, affidate a registi di grande fama quali ad esempio Franco Zeffirelli e Pier Luigi Pizzi, hanno visto la presenza degli artisti più prestigiosi e sono state successivamente presentate nelle più importanti città italiane, nonché all’estero. La Fondazione, inoltre, collabora a livello produttivo con alcune delle maggiori istituzioni teatrali italiane e straniere .La sua compagine sociale vede la partecipazione di alcuni dei più importanti Enti pubblici dell’Emilia-Romagna (molti dei quali sono sedi dell’attività) ed è stata via via allargata a numerosi soggetti privati, quali ad esempio le Fondazioni bancarie di Parma, secondo le linee di sviluppo tracciate dalla più recente normativa nazionale in materia di ordinamento degli enti musicali. La Fondazione Arturo Toscanini opera con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che la riconosce quale Istituzione Concertistico Orchestrale nazionale, della Regione Emilia-Romagna e di numerosi enti pubblici e privati. A partire dal gennaio 2017 si trasferisce nella sua nuova e polifunzionale sede produttiva, il Centro di Produzione Musicale “Arturo Toscanini”, che sorge all’interno del Parco Eridania di Parma, a pochi metri dall’Auditorium Paganini, sede dei propri concerti. Il Centro, che vanta due grandi sale prove, cinque sale studio, una sala conferenze, spazi per uffici e magazzini, e comprende anche la Sala Ipogea, capace di 365 posti a sedere, che lo collega direttamente all’Auditorium, sorge all’interno dei dodici ettari del Parco Eridania, grande polmone verde a ridosso del centro storico e può ospitare attività convegnistica.

La Filarmonica Arturo Toscanini, che ha la sua sede a Parma, nell’Auditorium Paganini disegnato da Renzo Piano (NdR: voluto da Pietro Barilla e il sindaco Stefano Lavagetto, nell’area ex industrie Barilla e Eridania; realizzato con il contributo regionale e con i fondi per la conversione delle ex aree industriali. A Parma uno dei primi progetti unitamente alle ex manifatture Rotondi di Novara) ), è il punto d’eccellenza dell’attività produttiva della Fondazione Arturo Toscanini, maturata sul piano artistico nella più che trentennale esperienza dell’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna e nell’antica tradizione musicale che affonda le proprie radici storiche nell’Orchestra Ducale riordinata a Parma da Niccolò Paganini nel 1835/36[LINK] e per i quarant’anni successivi ai vertici delle capacità esecutive nazionali.

Oggi una delle più importanti orchestre sinfoniche italiane, la Filarmonica si è esibita sotto la guida di direttori del calibro di Charles Dutoit, Eliahu Inbal, Lawrence Foster, Rafael Fruhbeck de Burgos, Gianluigi Gelmetti, Michail Jurowski, Dmitrij Kitajenko, Yoel Levi, Lorin Maazel, Kurt Masur, Zubin Mehta, Georges Prêtre, Mstislav Rostropovich, Jeffrey Tate e Yuri Temirkanov. Consensi entusiastici di pubblico e critica hanno salutato debutti e ritorni nelle maggiori sale da concerti di tutto il mondo in città quali Washington, New York, Parigi, Madrid, Barcellona, Amburgo, Mosca, Lucerna, Budapest, Bucarest, Varsavia, Gerusalemme, Tel Aviv, Tokyo, Pechino. Tra i numerosi solisti di cui la Filarmonica Arturo Toscanini vanta la collaborazione vanno citati: Salvatore Accardo, Anna Caterina Antonacci, Ramin Bahrami, Stefano Bollani, Ian Bostridge, Mario Brunello, Stanislav Bunin, Lucio Dalla, Mariella Devia, Placido Domingo, Isabelle Faust, Paolo Fresu, Juan Diego Flórez, Sonia Ganassi, Natalia Gutman, Sharon Isbin, Steven Isserlis, Ton Koopman, Sergej Krylov, Ute Lemper, Andrea Lucchesini, Misha Maisky, Shlomo Mintz, Mike Patton, Ivo Pogorelich, Vladimir Spivakov, Uto Ughi, Jean-Yves Thibaudet, Maxim Vengerov, Krystian Zimerman.

La costante innovazione delle strategie musicali, associata al rigore dell’approccio artistico, ha indotto al recente ampliamento del repertorio, esteso dai capisaldi del XIX secolo verso le frontiere del XX, fino agli avamposti del presente. A questo passo è corrisposto l’invito rivolto ad una nuova rosa di direttori, tutti appartenenti alla giovane generazione ma già pienamente affermati a livello internazionale.

Dal 2006 ad oggi si sono così avvicendati con vibranti successi sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini i nomi di Kazushi Ono e Francesco Lanzillotta, che ne sono stati Direttore ospite Principale rispettivamente tra il 2012 e  il 2015 e tra il 2015 e il 2017, Vladimir Jurowski, Carlo Rizzi, Tugan Sokhiev, Juraj Valčuha, Tomas Netopil, Rinaldo Alessandrini, Michele Mariotti, Wayne Marshall, Tan Dun, Asher Fisch, Stéphane Dèneve, Pietari Inkinen, Roberto Abbado, John Axelrod e James Conlon.

Negli ultimi anni la Filarmonica Toscanini è stata in tournée in Cina, Svizzera, Germania, Austria. Dal 2007 essa è l’orchestra residente del Concorso Internazionale di Direzione d’Orchestra Arturo Toscanini e dal 2012 è partner artistico del Festival Verdi di Parma. Dal gennaio 2017 l’Orchestra si è trasferita nella sua nuova sede, il Centro di Produzione Musicale “Arturo Toscanini”, situato a pochi metri dall’Auditorium Paganini e all’interno dei dodici ettari del Parco Eridania, grande polmone verde a ridosso del centro storico.. Il giovane direttore inglese Alpesh Chauhan è, a partire dal settembre 2017, il Direttore Principale dell’orchestra. La sua attività è supportata da CePIM spa, partner istituzionale della Fondazione Arturo Toscanini, e da Heracomm, partner istituzionale della Filarmonica Arturo Toscanini.

L’Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini, nata a Parma nel 1975, è riconosciuta dallo Stato Italiano come Istituzione Concertistico-Orchestrale di rilevanza nazionale dal 1977. Dal 1982, con il consenso degli eredi, porta il nome del grande direttore Arturo Toscanini. Oggi considerata una delle più importanti orchestre regionali italiane, l’Orchestra dell’Emilia-Romagna, composta da 52 musicisti, è impegnata in una prestigiosa ed ininterrotta attività lirica e sinfonica, emblema della cultura musicale del territorio a supporto delle attività liriche dei Teatri di tradizione e dei Festival della Regione. L’OERAT si dedica, inoltre, ad una intensa e capillare attività di promozione e valorizzazione del patrimonio musicale tra le nuove generazioni, attraverso un’offerta continua e innovativa che spazia da occasioni di ascolto a proposte laboratoriali. Negli anni si è avvalsa della direzione musicale di Piero Bellugi (1980/81), Gunter Neuhold (1982/85), Vladimir Delman (1986/88), Hubert Soudant (1988/91), Gianandrea Gavazzeni (1992/96), Patrick Fournillier (1998/2000). Vincitrice di due Premi Abbiati (nel 1982 e nel 1986) è stata protagonista di tournée internazionali nelle più prestigiose città europee,  nordamericane ed asiatiche e ospite di numerose trasmissioni radiofoniche e televisive in tutto il mondo. Ha partecipato alle produzioni d’opera direttamente allestite dalla Fondazione Arturo Toscanini con artisti quali Franco Zeffirelli, Pier Luigi Pizzi e Pier’Alli, molte delle quali (Aida, La traviata, Rigoletto, Nabucco, I Vespri siciliani) edite in DVD nelle maggiori collane nazionali ed internazionali di marchi come Decca, Ricordi, Fonit Cetra, Ermitage ed Eca, per cui ha anche realizzato numerose registrazioni discografiche. 

FABIO MASSIMO CAPOGROSSO Compositore in residenza

«Scrivere un pezzo è come fare un viaggio: per quanto lo si possa progettare nei minimi dettagli, ci porta a percorrere dei sentieri misteriosi. A volte prendo degli appunti in maniera molto disordinata sul pentagramma che porto sempre con me, a volte mi metto al pianoforte o registro delle idee al telefono»Così si esprime sull’arte dello scrivere musica Fabio Massimo Capogrosso, compositore in residenza per la Stagione 2019/2020, nel corso della quale verranno eseguiti quattro suo brani di cui tre inediti. Giovane ma già affermato, si riconosce per lo stile denso, potente, altamente comunicativo. «I suoi lavori sono complessi ma fruibili al massimo» ha detto Carlo Boccadoro, il direttore della prima di Lovecraft Dream (2017) che la Filarmonica Toscanini eseguirà nel primo dei concerti della rassegna Fenomeni. Nato a Perugia nel 1984, inizia giovanissimo lo studio del pianoforte per poi diplomarsi in composizione al Conservatorio dell’Aquila. Ospite delle più importanti istituzioni come l’Accademia di Santa Cecilia e il Teatro alla Scala, tra i riconoscimenti che si sono stati assegnati, negli USA ha vinto il Bassoon Chamber Music Composition Competition e nel 2018 è stato tra i premiati della nona edizione del Discover America, indetto dal Chicago Ensemble e al Keuris Composers Contest. «Scrivere musica significa mettersi alla prova, non esser mai contento, scontrarsi con i lati nascosti della personalità e dell’inconscio. Scrivere musica è un viaggio che mi arricchisce come uomo e come musicista ed è un lavoro che sento di dover fare».

 

PABLO FERRÁNDEZ Artista in residenza

«Il violoncellista Pablo Ferrández ha tutto: una tecnica splendida, una musicalità profonda e un carisma travolgente». Così Christoph Eschenbach si è espresso a proposito del ventottenne violoncellista, nato a Madrid in una famiglia di musicisti e formatosi con Natalia Shakhovskaya alla Escuela Superior de Música Reina Sofía e alla Kronberg Academy con Frans Helmerson. La nomina come “giovane artista dell’anno” (premio ICMA 2016), si è aggiunta al premio al XV Concorso Internazionale Čajkovskij, dove è stato descritto come un solista che mette sempre le sue qualità al servizio del compositore la cui tecnica e maturità sono al di sopra della sua età. E ancora:«la vanità personale è al di fuori di Ferrández» (Premio della Giuria Rheingau Festival). In questi anni, Pablo Ferrández ha intrapreso una brillante carriera, collaborando con artisti e orchestre di fama internazionale. Suona lo Stradivari “Lord Aylesford” del 1696 in prestito dalla Nippon Music Foundation. A seguito della esecuzione ad inizio Stagione 2018-2019 del Concerto per violoncello di Dvořák, è stato nominato artist-in-residence per la Stagione 2019-2020 in cui, in tre programmi diversi, interpreterà le Variazioni Rococò di Čajkovskij, il Concerto per violoncello n. 1 di Šostakovič e il Triplo Concerto di Beethoven.

 

Un pensiero riguardo “LATOSCANINI PRESENTA IL SUO NUOVO PROGETTO

  1. Il passo imposto da Alberto Triola pare decisamente “nazionale” ma di altissimo livello : saranno infatti tre fra i più importanti direttori d’orchestra italiani attualmente in carriera a dirigere l’orchestra nel corso della stagione. Daniele Gatti nelle ultime settimane ha assunto incarichi tutti italiani con la Filarmonica di Milano (la nuova iniziativa animata da Luca Formenton, l’editore de IL SAGGIATORE), con l’Orchestra Mozart – fondata da Claudio Abbado e ora orfana anche di Bernhard Haitink dopo il suo ritiro dalle scene – il che oltre all’incarico di Direttore Musicale all’Opera di Roma lo porta a ricentrare le sue attività in Italia. Fabio Luisi è direttore musicale del Maggio Musicale Fiorentino – oltre che dell’Opera di Zurigo – e ben conosce Alberto Triola per la loro comune attività al Festival di Martina Franca : la sua presenza nella stagione della nuova Toscanini è un bel segnale. Come pure quella di Michele Mariotti, che ha appena lasciato la direzione musicale del Teatro Comunale di Bologna e al momento non ha incarichi. Mettere Sesto Quatrini nella stessa cerchia pare eccessivo, ma diamo il beneficio del dubbio a un direttore italiano che si è fino a questo momento distinto soprattutto per il repertorio operistico. La rappresentanza internazionale è garantita dal direttore principale, il giovanissimo Alpesh Chauhan, inglese di Birmingham e sovente associato alla City of Birmingham Symphony Orchestra, dove è stato direttore assistente e da Trevor Pinnock, che porta la sua esperienza nel repertorio barocco al nuovo corso dell’orchestra, che prevede incursioni nella musica del ‘700 in particolare in relazione alla frequentazione del meraviglioso Teatro Fanrnese. E’ d’altro canto sempre più frequente il caso di orchestre “moderne” che dedicano tempo ed energie a incursioni nel repertorio barocco, arricchendo così l’esperienza e la flessibilità dei propri musicisti: valga per tutti l’esempio dell’orchestra dell’opera di Zurigo, in seno alla quale è nata “La Scintilla”, complesso dedicato appunto all’esperienza della musica antica.

    Enrico

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