UNA RISPOSTA DOVUTA A ANTONIO BOSCHI

Lettere, Parmademocratica, Pilotta, Sorgenti
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Dopo la vostra presentazione vi scrivo per rispondere così con i fatti a Antonio Boschi (mio omonimo, ma a me persona di fatto sconosciuta), autore di squallide lettere (LINK) che esprimono tutta la sua miseria! La codardia nell’evitarmi l’invio è un’ulteriore conferma!

Come vede, Antonio, non ho fatto nulla di quanto lei temesse. Non è nel mio stile, forse è nel suo…e per questo teme che gli altri si comportino come lei forse si comporterebbe.

Negli incontri avuti con Vincenzo Tradardi e Arrigo Allegri, non solo mi sono adoperato per trasmettere il mio punto di vista e i miei suggerimenti (sono stati molti, anche utilizzati, può chiedere a Vincenzo), ma nel momento che non ho trovato la sintonia con la vostra modalità di fare politica, lo ho comunicato tempestivamente a Tradardi e gli anticipai pure che dei contenuti da me prodotti, compreso il nome, ne avrei fatto un articolo. (Di seguito potrà leggere la mia lettera e la risposta di Vincenzo). Ecco perché l’articolo PARMADEMOCRATICA, città delle conoscenze e della solidarietà, lo ha potuto leggere su “Parmachesiparla”, ma anche su altre riviste on line, dopo che lo avevo inviato anche a tutti voi.

Non devo certo rendere conto a lei del mio agire, ma sull’onestà intellettuale non permetto ad alcuno di potersi esercitare in stupide elucubrazioni. Coerenza e tenuta etica dovrebbero essere scelte imprescindibili del fare politica!! Ma assistiamo all’esatto contrario…e lei ne è un esempio.  Non ho mai agito in funzione di un interesse personale, lo dimostrano le battaglie culturali, politiche e civili da me fatte, e che forse le sono sfuggite o fa finta di non sapere. Non ultimo  PARMADEMOCRATICA i cui contenuti e modalità politiche sono distanti (per quel che ho avuto modo di vedere) dai comportamenti, toccati con mano, dal vostro Movimento. E anche su questo Vincenzo, se vuole, può dargliene informazione.

Lei, Antonio, rappresenta invece la banalizzazione della politica fatta di maldicenze, discrediti e pregiudizi. E’ grazie a persone come lei che i partiti divengono luoghi invivibili.
Comunque ho provveduto a far pervenire la lettera, da lei trasmessa a tutto il suo gruppo, anche alla persona interessata. Provi a dire in faccia ai suoi figli cosa pensa della loro madre!! Una persona che ha sempre avuto e dimostrato molta passione e impegno politico. Lei e tutta la sua famiglia mi sono stati vicino in molte battaglie fatte, e questo senza la sua ignobile accusa di promiscuità fedifraga. Questa si chiama calunnia e diffamazione!! Allegri che è avvocato dovrebbe informarla!
Per quanto attiene invece le mie molte amanti, beh, amare è vivere, un piacere della vita che mi ha sempre reso felice. Vorrebbe vietarmelo? Come lo scrivere?

Essere capaci di verità è un esercizio forse difficile per lei che preferisce la strisciante, ipocrita maldicenza…e l’interesse particulare, vedi Ghiaia! Io non la conosco, non ho mai avuto il dispiacere, ma d’ora in poi, visto che lei invece è così interessato a me, mi eviti, non abbiamo nulla da dirci! E così eviti pure di affaticarsi in letture sgradevoli!

Prima di “Farecittà” (nome da lei proposto) provi a pensarla!! Le suggerisco una frase di Gandhi: “Siate il cambiamento che vorreste vedere nella società”. Il suo fare città sarebbe fare miseria umana!!
Ma ciò che mi rincresce invece e mi amareggia sono due cose:

a) che Vincenzo e Arrigo, che mi conoscono, non abbiano avuto parole in mia difesa, visto la mia impossibilità a farlo, dal suo tentato discredito;

b) la mancata pluralità informativa di Parmainmovimento. Non ci si lamenti poi degli stessi comportamenti altrui.

Si vorrebbe cambiare chi occupa il potere, ma la mentalità non cambia! Il cinismo è forse l’ultimo residuo bellico delle ideologie politiche al tramonto. Il potere acceca la visione etica! Quale la differenza tra voi e gli altri? Tutto ridotto a diversi interessi particulari? O a diversità di sedute anatomiche per lucrosi posti di potere? Ma per favore!! E’il ridicolo di un sistema insostenibile che si replica camuffato!
(Parma, 16 ottobre, 2006)

Luigi Boschi 

Caro Vincenzo,
non voglio turbare i vostri progetti, né i vostri disegni politici. Ci ho riflettuto e preferisco astenermi per ora dal partecipare alle prossime riunioni. Ho percepito di essere scomodo e non condivido le modalità del dialogo politico proposto. Già nell’incontro di giovedì pomeriggio, scusami, non avevo trovato il feeling che soddisfacesse la mia passione politica. L’incontro con te sabato mi ha confermato il mio pensiero. Non mi diverte questo dialogo culturale, non condivido il percorso e le modalità riscontrate nell’assaggio del viaggio politico. Speravo fosse possibile coltivare altri modi e altri mondi, ma già le prime battute mi hanno deluso. Per me l’opera prima è rivelatrice. Non sono riuscito ad entrare in sintonia. Ho visto che non c’è spazio per pensare diversamente il fare politica. Non ho trovato né il clima, né l’intesa, né vero ascolto…e la musica proposta non sollecita la mia fantasia, non libera il dialogo jazz, non mi diverte. Se le modalità devono essere quelle dei partiti, beh la cosa mi sconcerta. Non c’è bisogno di farne un altro. Dove starebbe la diversità? Non ho intravisto una volontà di dialogo, né cercare di capire e mettersi all’ascolto. Senza clima adatto la creatività, muore, così come muore questo Paese. Il burocratese mi irrita come la forfora! Le organizzazioni obsolete sono intollerabili come le scarpe strette…non si vede l’ora di togliersele dai piedi.
Preferisco essere franco quindi fin da subito e, conoscendomi, non crearvi fastidi. Confida nel mio silenzio assoluto su ciò che si è detto e sui vostri programmi. Del nome proposto e dei miei contenuti (che disturbo vi han creato) ne ho fatto un articolo per la rete. Ovviamente non vi è traccia del vostro testo che potrete utilizzare così come era stato definito giovedì sera. La sala, per voi, è già confermata, a 50 Euro compresa IVA, al Toscanini per sabato dalle 11 alle 13.
Essere amici è essere franchi. Ciao e buon lavoro.
Parma, 8 ottobre 2006
Luigi
 
Caro Luigi, mi dispiace, mi dispiace veramente, ma apprezzo la tua
sincerità e la tua lealtà. Conoscendoti (fin dal ’98) immaginavo e
temevo che il progetto, a te che sei abituato a muoverti e ad
arrampicare in solitaria e in totale libertà, a piedi nudi, potesse
essere un pò troppo stretto. Per questo ti ho voluto parlare (un
incontro gradevolissimo e utile in ogni caso). Mi dispiacerebbe
averti dato l’impressione di un “discorso burocratico” che ripete
vecchi moduli partitici che mi sono per altro da tempo totalmente
estranei. Forse, e a differenza di te, ho meno fiducia in una
cyberdemocrazia che tu invece vedi quasi a portata di mano e
liberatoria. Non mi sembra che il mondo stia procedendo in quella
direzione. Magari potessi sbagliarmi. Io, dietro la rete, ci vedo anche
il rischio di un più potente grande fratello. E, continuando il tuo
pensiero, penso che se qualche cosa ci potrà salvare , non sarà la
tecnica , per quanto raffinata, semmai sarà la filosofia, e questo sì,
la conoscenza. Ciao , Luigi. Grazie. Teniamoci di vista. vincenzo
 
 
 
 
 
 

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