Lettera di un cittadino al Sindaco di Parma Federico Pizzarotti

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Gentile Direttore,

con la presente vorrei porre in evidenza una serie di illegittimità legate alla gestione “allegra” del personale da parte del Comune di Parma che hanno dato, e danno tuttora, luogo ad un esborso di denaro pubblico pressoché inutile.

Penso che come cittadino sia doveroso segnalare scelte da parte delle Amministrazione Pubbliche dalle quali discendono spese “inutili” a fronte della carenza di risorse pubbliche che caratterizza l’economia del nostro Paese.

Sono un cittadino in pensione ed ho il tempo di leggere i provvedimenti del Comune di Parma sulla piattaforma “albo pretorio online”[LINK] e proprio da questa mia passione e curiosità ho desunto quanto vi espongo.

Nel 2017 il direttore generale del Comune di Parma, dott. Marco Giorgi, ha sottoscritto la nuova proposta di organizzazione della struttura comunale (deliberazione di Giunta Comunale n. 106 del 30.03.2018) leggendo la quale si evidenzia immediatamente, nella cosiddetta c.d. seconda fase, un cospicuo aumento di posizioni dirigenziali e di posizioni organizzative.

Da cittadino attento ho letto e riletto questa deliberazione e sono arrivato all’assunto come le scelte dell’Amministrazione comunale siano scellerate sia sotto il profilo del rispetto del principio di buona amministrazione di cui all’art. 97 della Costituzione che del rispetto dei vincoli di finanza pubblica.

Mi spiego meglio. L’organizzazione del Comune di Parma pare di stampo tribale ossia ogni assessorato (forse, come ogni tribù per aumentare il proprio potere) si è creato una posizione dirigenziale dando vita a dei settori “inutili” e ad uno spezzettamento di molti processi che governano l’attività amministrativa.

Il tutto a fronte di una elevata carenza di organico che con il sistema tribale è stata ancora più acuita, stante l’ulteriore ripartizione del poco personale fra un numero più elevato di settori.

Ma atteso che mi rivolgo a Codeste Spettabili Autorità, presumo che io debba partire da ciò che dice la legge n. 296/2006, comma 557 s.m.i. (ancora vigente) che dispone “gli enti territoriali assicurano la riduzione delle spese di personale (…), garantendo il contenimento della dinamica retributiva e occupazionale, con azioni da modulare nell’ambito della propria autonomia”.

Il processo di riduzione della spesa va perseguito agendo su due direttrici. La prima è certamente la razionalizzazione e lo snellimento delle strutture burocratico-amministrative, anche mediante l’accorpamento di uffici per raggiungere l’obiettivo di ridurre l’incidenza percentuale delle posizioni dirigenziali in organico. La seconda, in parte legata alla prima, è relativa al contenimento delle dinamiche di crescita della contrattazione integrativa.

Il riferimento al primo punto di contenimento della spesa mediante l’accorpamento di uffici per ridurre l’incidenza delle posizioni dirigenziali in organico, è certo che il Comune di Parma abbia operato la scelta opposta.

Provo a spiegare quello che penso facendo qualche esempio pratico. Il Comune di Parma ha creato ex novo il settore Opere di Urbanizzazione. Se si pensa cosa siano, in punto di diritto, le opere di urbanizzazione mi domando se era necessario creare un settore ad hoc per seguire l’iter delle stesse scorporandole o dallo Sportello Unico dell’Edilizia (se si tratta di opere a scomputo o fuori comparto) o dal settore Lavori Pubblici (se si tratta di opere di urbanizzazione realizzate dal Comune).

Un altro settore “inutile” è quello relativo all’Associazionismo e Pari Opportunità. Per un Capoluogo di Provincia come Parma, con una carenza di risorse pubbliche e di organico, c’era proprio bisogno di creare un settore dedicato all’Associazionismo e Pari Opportunità? Queste funzioni non potevano essere inserite nell’alveo naturale del settore Sociale? È solo una questione di tribù…

L’apoteosi è, però, la creazione del settore Consulenza Giuridica e supporto alle funzioni istituzionali del Segretario Generale. La consulenza giuridica, infatti, negli enti locali è, ex lege, competenza attribuita al Segretario Generale (o, in sua assenza, dal vice segretario generale) e all’Avvocatura Municipale.

Nell’ambito del Comune di Parma è stato, invece, creato un settore ad hoc dove il dirigente (non vice segretario titolare) rilascia pareri senza assumersi alcuna responsabilità gestionale. Per questa fattispecie, sarebbe interessante capire come il Comune di Parma disciplina i rapporti e le responsabilità fra il Segretario Generale, il vice Segretario Generale titolare e questo dirigente, nonché quelli fra questo dirigente (privo di attività gestionale) ed i colleghi.

Si vuole fare presente a Codesta Spettabile Autorità che il dirigente preposto al settore Consulenza Giuridica è arrivato al Comune di Parma con una procedura di interscambio con il Comune di Torino; l’allora comandante della Polizia Municipale si è interscambiato con questo dirigente amministrativo creando un nuovo posto vacante (quello di comandante) in palese violazione di quanto disposto da tutte le Corte dei Conti (vedi, da ultimo, la Corte dei Conti Umbria n. 100/2017) ovvero che l’interscambio deve essere finanziariamente neutro.

Allo sconsiderato aumento delle tribù seguono poi ulteriori spese inutili: il direttore generale, nel caos che ha creato, non riuscendo “a sbrogliare la matassa”, ha affidato due incarichi a società esterne per avere un supporto per la gestione della Sua macrostruttura. Il primo affidamento è stato attribuito alla società ISMO srl (determinazione dirigenziale n. 241 del 07.02.2018 e 3536 del 18.12.2018) il secondo alla società REF Ricerche srl (determinazione dirigenziale n. 1747 del 28.06.2019).

All’inutile sconsiderato aumento delle tribù (molte coperte con degli interim) è seguito un aumento anche delle posizioni organizzative che ha superato attualmente il numero di 50.

Ritorno al pragmatismo: 56 posizioni organizzative più 28 posizioni dirigenziali fa un totale di 84 posizioni “apicali”.

Il totale dei dipendenti in servizio (come risulta dalla pianta organica del Comune di Parma) è di 1.260.

Se dagli stessi si sottraggono circa 160 operatori di Polizia Municipale e 300 maestre residuano circa 800 dipendenti, il che ognuno di questi signori, deve gestire, in media, 9 dipendenti. Calcolando che una percentuale di questi 800 dipendenti risulta assente dal servizio per malattia, distacco, comando o altri motivi, la percentuale è ancora più bassa.

Infatti, attualmente, esistono settori governati da un dirigente ad interim, con la posizione organizzativa e due dipendenti assegnati.

Mi sembra che il tutto non sia conforme al principio cardine di finanza pubblica relativo alla razionalizzazione e allo snellimento delle strutture burocratico-amministrative ed è per questo che vi chiedo un Vostro autorevole intervento al fine di poter salvare il Comune di Parma dallo sperpero di denaro pubblico che in questo momento lo sta affliggendo.

Circa il secondo punto, quello relativo al contenimento delle dinamiche di crescita della contrattazione integrativa, faccio presente che non ho rinvenuto nessuna determina, nessuna delibera che stabilisca le tariffe per il pagamento da parte dei privati, dei servizi di Polizia Municipale come stabilito dall’ultimo CCNL. Ma anche questa è tutta una questione politica…

Grazie dell’attenzione

un cittadino onesto    

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