Fellini metafisico

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Libro Fellini Metafisico

Francesca Avanzini

Sopraffatti dalla fantasia felliniana, travolti dal gorgo delle immagini, si è poco pensato al “messaggio” e tantomeno alla funzione educativa dei film del maestro.

Senza nulla togliere alla sua arte, anzi, aggiungendovi una dimensione didattica in senso lato, Monica Vincenzi e Luigi Casa, coppia autoriale e nella vita, firmano “Fellini metafisico” che, uscendo a ridosso del centenario della nascita del regista, ne analizza tutti i film in una chiave insolita. Se nella vita Vincenzi è pedagogista clinica con un training psicologico di tutto rispetto, Casa, geologo, è anche scrittore e poeta, dunque la coppia è più che qualificata per una disamina dell’opera di Fellini in chiave junghiana, ulteriormente suffragata dal fatto che il regista frequentò lungamente Ernst Bernhard, uno psicoanalista che aveva lavorato direttamente con Jung e preso dimora a Roma.

L’assunto del libro è che, attraverso la messa in scena di archetipi universali, proprio come succede nelle favole, il regista ci comunichi messaggi utili per la vita di tutti i giorni, che possano guidarci lungo la strada (non a caso uno dei film di Fellini si intitola così) aiutandoci a tenere la rotta senza troppe deviazioni. Andando oltre le apparenze, il regista indaga sulla struttura profonda del reale – di qui la sua inclinazione metafisica-e sulla dimensione spirituale. Del tanto vituperato in ambiente ecclesiastico “La Dolce vita”, Fellini disse “Credevo di aver fatto un film religioso”. In effetti il tema dello smarrimento e del vagare nella notte, il tentennamento di fronte alle tante forme del femminile che si offrono al protagonista-alter ego di Federico, hanno a che fare con la vita dello spirito, come ben capì il gesuita Arpa che fu confidente di una vita e quasi padre spirituale di Fellini.

Uno dei miti-base, riproposto in molti film, è quello di Amore e Psiche dove, attraverso molteplici prove, si giunge all’affermazione  di un amore che non è più cieco e solo carnale, ma presuppone un equilibrio di sacro e profano, un’integrazione di maschile e femminile dentro e fuori di sé. Di questa ricerca parlano film come Otto e mezzo, La Dolce vita e soprattutto Giulietta degli spiriti.

Molti altri sono gli archetipi di cui Fellini si serve per indagare il suo e il nostro mondo, dato che il suo cinema ha risvolti sociali, politici e di forte critica a tutti gli aspetti repressivi, incrostati e rigidi delle educazioni e istituzioni.  

Sirene e seduttori, donne–bambine e predatori, clown e maschere, popolano l’universo fantastico di Fellini e rispecchiano le parti, gli incontri, il viaggio di un’anima, fino alla finale presa di coscienza di sé, l’accettazione dei propri talenti e l’armonizzazione dei conflitti.

Il libro sarà presentato domenica 19 gennaio alle ore 17.30 presso la libreria Fiaccadori.

Francesca Avanzini

 

Fellini metafisico, Armando Editore, pp.415, € 23

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