Marian Donner: Manuale di Autodistruzione

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Francesca Avanzini 

Marian Donner
“They are jealous gods that would have the whole world flat because they are”, sono divinità gelose che vorrebbero l’intero mondo piatto perché loro lo sono. Così Sylvia Plath a proposito degli uomini (intesi come maschi) mentre Baudrillard, idolo intellettuale del secolo scorso, oggi scarsamente citato, parlava di dépense nel senso di spreco di sé. Ma la voga era iniziata ancora prima, con i Romantici che predicavano genio e sregolatezza, la seconda in verità molto più accessibile del primo.

Questo per dire che ogni epoca ha avuto le sue voci fuori dal coro e i suoi outsider.

A ricordarci oggi le virtù del trasgredire Marian Donner, giornalista e opinionista olandese con il suo “Manuale di autodistruzione”.

È un mondo conforme, questo, dove tutti vogliono successo, ricchezza e bellezza ispirati alle

sirene della pubblicità, che li promettono se solo acquisterai una certa macchina, un certo profumo, anche solo un certo rasoio. Persino la bellezza è conforme, ottenuta a colpi di bisturi e ginnastica, perché tutto deve essere liscio e senza imperfezioni. Bisogna attenersi alle mode, mangiare cibi sani, andare in palestra, superare lo scoramento e la depressione magari con un manuale di auto-aiuto, perché né obesità, né povertà, né diversità sono tollerate.

Anche l’amore non è più un rischio. Ammaestrati da film dove attori famosi pronunciano frasi del tipo ”Tu mi rendi una persona migliore”, aboliamo il cuore in gola, lo strazio, la sofferenza provocati dal confronto con l’altro, sempre irriducibile a se stessi, a favore di un brodino di facile tenerezza e superficiale dolcezza. Programmiamo il futuro e non vogliamo incognite, una vita molto simile a quella descritta in varie distopie, di Orwell in primis, dove gli umani sono presi in carico dalla culla alla tomba, manipolati geneticamente alla nascita per selezionare ottimismo e positività, e tenuti a bada con farmaci rasserenanti. È il capitalismo, bellezza, che ammassa ricchezza nelle mani di pochi, arbitri della vita di molti, che consuma e disintegra le risorse del pianeta.

E mi si permetta una nota personale: oltre alle altre, la schiavitù dei social, dove sei obbligato a pubblicare per esistere, perdendo tempo che sarebbe meglio speso, per esempio, a leggere libri o giornali e dove passi a multinazionali, che ti conoscono più della tua mamma, dati che verranno usati a loro vantaggio.

Contro tutto questo, dice Marian Donner, ribellatevi: puzzate, bruciate, sprecate tempo, sbronzatevi anche se male alla salute, e soprattutto danzate. Il corpo in movimento, che suda e si muove al di là degli schemi, imprevedibile, imprendibile, non catturabile, è libero.

Non sono concetti nuovi, quelli espressi nel Manuale, ma ben venga chi ogni tanto ce li ricorda. E Marian lo fa con un’impertinenza da bambinaccia, che fa la lingua e fugge via, senza costrizioni.

Il libro sarà presentato sabato 26 alle 18, nell’ambito del festival “Spiegamelo di Salsomaggiore. L’autrice sarà intervistata dalla psicologa Valeria Locati.

Manuale di autodistruzione, Il Saggiatore, pp 124, € 14

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