Liguria, Trenitalia dovrà rivelare i segreti sugli introiti della super tariffa 5 Terre

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Giovanni Toti presidente Regione Liguria

 

 

 

 

Presidente Toti si vergogni! LB

Dura sentenza del Consiglio di Stato: “Improprio evocare segreti industriali in una situazione di monopolio”. Vittoria di associazioni, albergatori e cittadini delle Cinque Terre


Con una sentenza dai toni molto duri, il Consiglio di Stato bacchetta in maniera pesante Trenitalia  obbligando l’azienda di Stato a rendere finalmente pubblici gli aspetti economici del Contratto di servizio fra società e Regione Liguria come richiesto da diverse associazioni, operatori turistici e privati delle Cinque Terre assistiti dall’avvocato Roberto Lamma. Finalmente si potranno conoscere i segreti che da anni Trenitalia e Regione Liguria difendono strenuamente. In particolare, interessano ai cittadini delle Cinque Terre gli introiti e i costi relativi alla tariffa speciale 5 terre.

Ma la vittoria in Consiglio di Stato, che ha confermato il pronunciamento del Tar Liguria consentirà a varie associazioni sul territorio ligure di venire finalmente a conoscenza dei dettagli del Contratto stipulato nel 2018 con scadenza 2032.

Le parole conclusive della sentenza sono un vero pugno nello stomaco di Trenitalia: “Ed appare a dir poco improprio – si legge – evocare segreti industriali e commerciali da non mettere a repentaglio in una situazione di concorrenza, solo che si consideri che qui si versa, di fatto, in una situazione pressoché monopolistica, per di più garantita per molti anni e in un territorio dove il traffico veicolare è forzosamente limitato per carenza e modestia delle infrastrutture stradali da condizioni naturali e non sostituibile dai servizi marittimi (che, pur esistenti, mai potrebbero costituire un’efficace sostituzione della linea ferroviaria, per la natura limitata dell’offerta e la loro stagionalità)”.


Trenitalia si era sempre opposta all’ostensione dei dati relativi alla parte economica del contratto sollevando una lunga serie di motivi. Analoga posizione di totale chiusura ai cittadini era stata tenuta dagli uffici regionali sostenendo che i cittadini non avessero titolo per accedere ai segreti di un accordo fra due parti (per altro entrambe pubbliche).

Scrivono però i giudici del Consiglio di Stato: “…nell’accesso civico (generalizzato) si ha un accesso di suo finalizzato a garantire il controllo democratico sull’attività amministrativa, nel quale l’interesse individuale alla conoscenza è protetto in sé e per sé, in assenza di contrarie ragioni di interesse pubblico o privato”.
Insomma una sentenza che è anche lezione sui principi democratici impartita a Trenitalia e amministrazione regionale.

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