LA POLITICA DEL SILENZIO

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Luigi Lucchi

Nel 1975 Pier Paolo Pasolini scriveva un fondo, pubblicato in prima pagina sul Corriere della Sera, in cui constatando la scomparsa delle lucciole, non solo dai centri abitati ma anche dalle campagne, avvertiva una catastrofe così grande per gli italiani al punto da proporre un processo pubblico, anche nelle piazze, a un partito: la DC, allora egemone, votato liberamente dal popolo.

La provocazione di Pasolini  non è stata colta. Ancor meno sarà colta la mia provocazione visto che obiettivamente non sono Pasolini  e che La Pilotta  non è il Corriere della Sera.

Oggi nella città e nei paesi ma anche in montagna e nelle campagne sono tornate forse le lucciole ma è scomparso il bene più prezioso: IL SILENZIO.

Il rumore insieme all’inquinamento visivo, a mio avviso, è il male peggiore.
Da questi inquinamenti derivano tutti gli altri.
Senza silenzio l’uomo non è più in grado di ascoltare se stesso, di ascoltare il suo spirito, il suo Dio, la sua coscienza.
Senza silenzio l’uomo diventa un oggetto, una macchina. Diventa solo un consumatore e i beni di consumo diventano persino i pensieri, i ragionamenti, il consenso, la democrazia.

Senza silenzio non c’è neppure la politica.
I partiti, anche nella nostra città, non sono stati sconfitti dalla scomparsa delle ideologie, dalla caduta del muro di Berlino, dall’azione nefasta di tangentopoli.

No i partiti e quindi la politica sono stati distrutti dal rumore, dalla mancanza di momenti di silenzio.
Si potrebbe obiettare che anche quando c’era il silenzio e l’uomo poteva parlare con se stesso, con la propria coscienza, con il proprio spirito, con il proprio Dio esistevano anche nei nostri territori problemi enormi: la fame, l’ignoranza, una breve aspettativa di vita, lo sfruttamento ecc.

E’ però altrettanto vero che molti di questi problemi sono stati risolti e avviati a soluzione proprio grazie al silenzio e alla possibilità quindi per l’uomo di ragionare e di ancorarsi a un’entità superiore.
Si potrebbero, oggi, a mio avviso, raggiungere traguardi mirabili se si avesse modo di ritrovare il silenzio.

Un’impresa questa che appare impossibile e che comunque non sono riuscito a realizzare nonostante ripetuti tentativi neppure nei luoghi deputati, per gran parte della giornata, proprio al silenzio come dovrebbero essere le Chiese o i Cimiteri.

La maggior parte delle Chiese, almeno quelle delle periferie o di piccoli paesi, per limitare i piccoli furti rimangono sempre chiuse; le altre Chiese sono su strade di traffico e quindi piene di rumori, altre poi hanno restauri perenni e se arrivi a entrare in una Chiesa dove forse per incanto puoi trovare il silenzio ecco il tintinnio di un grande orologio posto dal parroco magari con l’intento di dimostrare ai fedeli che le sue omelie non sono lunghe.

Si possono scegliere anche i Cimiteri ma anche in questi il silenzio manca distrutto da un tosaerba, da muratori intenti a fare qualche cosa ecc.
Non c’è silenzio in campagna visto l’utilizzo di macchine agricole e neppure in montagna tra i boschi perché si incontrerà sempre qualcuno con il telefonino che strilla o il mangianastri acceso.

Fateci caso. Prestate attenzione sarà facile notare che oggi non viviamo un minuto di silenzio.
In tutte le religioni, anche nella religione della politica il silenzio era contemplato come essenziale per permettere alla nostra mente di ragionare, di entrare in una sfera superiore, di scrutare per davvero la nostra intimità e le nostre aspirazioni.

Se quanti sentono la mancanza del silenzio come fatto grave, se quanti pensano di essere stati defraudati dalla stupenda visione delle stelle visto le tante luci artificiali e il luccichio ad intermittenza degli aerei decidessero di ritrovarsi in un luogo veramente appartato e oltre al silenzio e dopo pause di assoluto silenzio prendessero a discutere per il bene della nostra città e della nostra provincia sono certo che le prossime elezioni amministrative non vedrebbero in campo finti schieramenti di destra contro  finti schieramenti di sinistra.

Il silenzio e la meditazione porterebbero tanti uomini, donne, giovani ad avere idee, programmi e desiderio d’impegno in ogni settore.
Il silenzio e la meditazione di tanti porterebbe la politica cioè un bene scomparso tra il rumore assordante dei proclami. 

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