MANGIARE CARNE? UNA SCELTA COME UN’ALTRA

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Franco Libero Manco

Mangiare la carne non è una scelta come un’altra, non è come scegliere di mangiare pasta o patate: c’è di mezzo la sofferenza e la vita d un essere fatto come noi per il quale (come per noi stessi) vivere o morire non è la stessa cosa. E’ forse la stessa cosa lasciar vivere un vitello, un coniglio, un capretto o spaccagli il cuore con un coltello? E’ forse la stessa cosa lasciare nel suo ambiente marino un’aragosta o gettarla viva nell’acqua bollente? Forse sarà per te la stessa cosa, per te che non consideri il dolore degli altri, non certo per la vittima che se potesse certo cercherebbe di impedirtelo, come cercheresti tu di impedire al tuo carnefice di farti a pezzi per un suo terribile ed egoistico piacere.

Rispettare la scelta di chi mangia la carne è come rispettare l’idea di chi giustifica lo schiavismo, il razzismo, la tortura o la pena di morte. Si possono forse rispettare le idee di chi ritiene legittimo nuocere ad altri esseri senzienti? Ma questa società indifferente, egoistica ed antropocentrica, dà all’essere umano il diritto di disporre della vita e della morte di ogni creatura non umana, come un tempo i potenti disponevano della vita degli chiavi che spesso uccidevano per mero svago. Non si può impedire ad una persona di mangiare la carne dal momento che la legge lo consente, anche se lo scopo di procurarsi piacere con una sostanza intrisa di tossine e di dolore è un atto moralmente ingiusto e crudele.

Coloro che considerano estremisti i vegetariani, perché credono vogliono imporre le proprie idee, perchè non accettano di buon grado questa macabra e primordiale abitudine, se cadessero nelle mani dei cannibali, certo non sosterrebbero la legge del più forte che mangia il più debole. Se in gioco vi fosse la vita di una persona a noi cara certo non saremmo così concilianti verso il rispetto delle idee altrui. Meritano rispetto solo le opinioni che non si esprimono in modo lesivo nei confronti di qualunque creatura secondo il principio “Non fare ad altri ciò che non vorresti ti fosse fatto”. Opinioni (e quindi modi di vivere) diversi da questo noi li accettiamo perché siamo costretti, anche se non li giustifichiamo, consapevoli che un albero (come la sensibilità di un uomo, il senso di giustizia e la civiltà di un popolo) non cresce in un giorno e che bisogna dare alla gente il tempo di capire.

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