TARGHE

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parmaonlineCircolando per le strade italiane si ha l’impressione di cambiare continuamente paese o, meglio, si potrebbe credere che vi siano pi— stati in uno solo. Come effettivamente è. Che il Bel Paese sia un’accozzaglia mista e disparata è fuor di dubbio. Basta dare un’occhio al nostro parco auto. I parchi, quelli veri, ben presto verranno trasformati in dormitori automobilistici perché‚ le nostre città – e ormai anche le campagne – soffocano per macchine.

Comunque…

Il turista straniero con occhio attento vagante per le italiche contrade non può fare a meno di chiedersi com è che funzionino le cose en la Itala. E’ tutto uno sfrecciare continuo di popolazioni migranti da un punto italiota all’altro con una codificazione stradale assolutamente incomprensibile.

Il nucleo più consistente di popolazione macchinizzata ha targhe rettangolari su sfondo bianco con cifre nere: potrebbero essere coloro che detengono il potere. Forse sono i discendenti dei bianchi e dei neri che tanto lungamente lottarono per avere il potere. Dopo lunghi ed estenuanti combattimenti i biachi e i neri capirono che meglio sarebbe stato per tutti addivenire ad una tregua che sigillarono prontamente decidendo di immortalarla a futura memoria nei colori delle targhe delle auto loro.

C’è anche un secondo gruppetto – quasi in via di estinzione – che ha una forma rettangolare di targa con uno sfondo sempre bianco ma vi sono le prime due ciffre color arancio e le altre ciffre nere. L’Italia, paese dove le passioni sono sempre vive e calienti, avrà, forse, voluto ricordare il momento delle grandi battaglie sociali portate avanti da quello che, un tempo, veniva identificato col nome di comunismo. Certo, avrebbero anche potuto fare le prime due ciffre di un bel rosso vivo ma, il comunismo ormai è un ricordo sbiadito – e, qui, hanno perfino camuffato i comunisti in quercisti tanto grande è l’arte tutta italiana dell’arrangiarsi in tutte le situazioni.

Il terzo gruppo è decisamente minoritario e quasi disperso: si tratta di targhe quadrate nere su sfondo bianco ma quadrate che più quadrate non si può: è la sublimazione del quadrato. Sono le targhe della nobiltà sopravvissuta non si sa come a se stessa che ha imposto ai comandanti italianici che almeno le loro vetture fossero tutte perfettamente inquadrate in bell ordine con grande classe e stile. In effetti, queste targhe quadrate appartengono ad automobili un po’ vecchiotte e decadute decisamente démodé ma, con quest’aria di riflusso, le si osserva ammirandole come animali in via di estinzione.

Il Bel Paese in questa fine di secondo millenio – come già successo tante altre volte in precedenza – non poteva sfuggire all’assalto di nuove orde barbariche. Ed eccoli i nuovi barbari macchinizzati che stanno invadendo questo ex-delizioso paese d’arte e d’amore scorrazzando in lungo e in largo senza fissa dimora e occupazione. E’ un’inarrestabile fiumana che scorribanda da un capo all’altro della peninsula con auto in simil-spaziale targate che non si capisce assolutamente nulla né la provenienza né, tanto meno, la destinazione. Il dramma che stanno vivendo questi poveri italioti è che nemmeno loro ci capiscono niente, che questi nuovi targati proprio non gli piacciono ma l’invasione continua.

Persino il Santo Padre in periodo pre-appendicitorio ha ammonito dal suo sancta sanctorum di non fare troppo irritare il suo Principale perché quando questo si arrabbia non sa far altro che immolare agnelli sacrificali e, questo, sarebbe un grosso guaio per il popolo italiota. Sua Santità l’ha detto chiaramente che oramai anche gli agnelli sono una specie in via di estinzione…

E, se qui vengono a mancare gli agnelli, non si sa proprio come andrà a finire… (Parma, Ottobre 1996)

Roberta Valli

 

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