UNIONE DEI GIORNALISTI PER LA COSTITUZIONE

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«La libertà – per essere qualche cosa di reale – deve passare – ha scritto Borsa – dalle istituzioni al costume politico: deve essere qualche cosa che non bisogna aspettarsi dagli altri ma che bisogna guadagnarsi, da noi stessi, giorno per giorno come la vita, e nella quale non basta credere. Bisogna soprattutto sentirla. Chi non sente la libertà come un dovere non può invocarla come un diritto».
Mario Borsa

Gentili colleghi/e, nell’augurarvi un ottimo 2007, vi invito fin da ora ad evidenziare sulle vostre agende la data di giovedì  25 gennaio.

Per quella sera, infatti, con il Presidente Franco Abruzzo e con il vicepresidente, Damiano Nigro, con Gianni De Felice, Alberto Arrigoni, Sergio D’Asnasch, Enrico Fedocci, don Emilio Pastormerlo, Nicola Vaglia, Jole Zangari e altri numerosi colleghi professionisti e pubblicisti, abbiamo organizzato un’altra cena pre-elettorale dedicata all’approfondimento dei temi riguardanti il futuro della nostra professione.

Questa volta abbiamo optato per una soluzione più snella e meno impegnativa. La cena si svolgerà presso il Ristorante "Le isole", in via Pirelli 5, angolo piazza Duca D’Aosta.

Il titolare del locale ci riserverà per quella sera, a partire dalle ore 20,30, un’ampia sala nella quale potremo confrontarci, discutere e organizzarci per il futuro.

Per 10 (dieci) euro a testa, potremo gustare una pizza (o, in alternativa, un primo), una birra e il caffè.

L’obiettivo è di coinvolgere anche altri colleghi rimasti fuori dalle precedenti cene fatte nei mesi scorsi.

Quest’e-mail arriverà  a tutti coloro (e non solo) i quali hanno lasciato il loro indirizzo e-mail durante l’ultima cena del 30 novembre u.s., ma ciascuno di voi  è pregato di farla circolare tra colleghi potenzialmente interessati. Non ci sono preclusioni verso nessuno. Saranno graditissimi tutti i colleghi ai quali sinceramente stia a cuore il futuro della professione giornalistica.

La cena di giovedì 25 gennaio servirà  anche a valutare l’idea di costituire un Movimento di opinione per la difesa della professione giornalistica che si chiami "Unione dei giornalisti per la Costituzione" e che si ponga al di fuori dei sindacati e dei partiti tradizionali, mettendo al primo posto il confronto sui temi che attengono al futuro della nostra professione. La base di discussione sarà un documento che in queste settimane stiamo elaborando e che focalizzerà  i punti cruciali delle sfide che attendono i giornalisti (riforma della professione, rispetto della deontologia,  tutela del lavoro autonomo e del lavoro dipendente, assistenza legale, formazione, ecc..). Il non collateralismo partitico e sindacale  dovrà costituire il patrimonio comune di tutti gli aderenti al movimento.  Non collateralismo  vuol dire presa di distanza da ogni centro di potere esterno o interno al giornalismo professionale: valore questo da praticare concretamente. Ci batteremo per introdurre una norma antitrust del tipo "chi ha interessi privati in altri settori non può possedere giornali". L’anomalia italiana è data dal Parlamento, che possiede tre reti tv e tre reti radiofoniche, e dagli editori di giornali e tv, che hanno interessi in altri campi (banche, auto, cemento, assicurazioni, costruzioni,  cinema, etc). Il  movimento  si stringe attorno ai valori fondamentali della Costituzione,  i valori  di libertà e di uguaglianza, il diritto di cronaca e di critica ancorato al rispetto della dignità della persona. La Costituzione è il baluardo contro  l’arroganza degli editori, che da due anni negano il contratto ai giornalisti e trattano da paria i freelance e i collaboratori. La libertà di impresa non significa concepire il mercato come un pollaio dove le volpi possono fare quel che vogliono.

In questo momento il nostro pensiero va a Mario Borsa, il grande giornalista del Secolo di Milano e  del Corriere della  Sera, riscoperto da Walter Tobagi nel 1976 (il saggio è in www.odg.mi.it/docview.asp?DID=300): «La libertà – per essere qualche cosa di reale – deve passare – ha scritto Borsa – dalle istituzioni al costume politico: deve essere qualche cosa che non bisogna aspettarsi dagli altri ma che bisogna guadagnarsi, da noi stessi, giorno per giorno come la vita, e nella quale non basta credere. Bisogna soprattutto sentirla. Chi non sente la libertà come un dovere non può invocarla come un diritto».

Sarebbe bello ritrovarsi in tanti (la sala può contenere fino a 400 persone) per lanciare quest’iniziativa che ha il solo scopo di elevare il tono del dibattito su argomenti assai importanti, allargando la partecipazione della categoria anche in vista delle elezioni per il rinnovo dei consigli regionali e del consiglio nazionale dell’Ordine.

Nell’attesa di ricevere le adesioni via email, un caro saluto e ancora tanti auguri a voi e alle vostre famiglie.

Ruben Razzante
ruben.razzante@unicatt.it
cell. 3356807677

Franco Abruzzo
abruzzo39@yahoo.it
fabruzzo39@hotmail.com
cell. 3357227238

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