Centrodestra, Moncalvo: “Simbolo, Isoardi e altre ritorsioni: ecco perché Salvini non mollerà Berlusconi”

Spread the love

Gigi Moncalvo – L’ex direttore de “la Padania” spiega perché l’alleanza del centrodestra è indistruttibile

Luca Sommi


Gigi Moncalvo
 è un giornalista di lungo corso, che conosce molto bene la Lega. Dal 2002 al 2004 ha anche diretto La Padania. “Quando diressi il giornale della Lega chiesi il licenziamento di Matteo Salvini”.

Perché?
Perché falsificava i fogli presenza. Vale a dire che non si presentava al lavoro, ma firmava ugualmente la presenza.

Oggi è un leader politico.
Senza dubbio, però a sovranità limitata.

Cioè?
Cioè che non può staccarsi da Berlusconi, neanche se lo volesse. E lo avrebbe potuto fare dopo le consultazioni al Quirinale, dopo la pantomima di Berlusconi al suo fianco. Però non può liberarsene.

Perché vuol essere il leader di tutto il centrodestra?
No, perché sono vincolati da un vecchio contratto.

Un contratto? Spieghi.
Siamo nel 2000, alla vigilia delle elezioni. Berlusconi capisce che senza la Lega di Bossi perderebbe ancora, come nel 1996. Allora decide di perdonarlo, anche se non si fida più di lui.

E allora cosa fa?
Porta Bossi da un notaio, in via Abbondio Sangiorgio a Milano, e fa mettere nero su bianco un accordo a tempo indeterminato.

Che prevede cosa?
Che Berlusconi rinuncerà a tutte le cause civili fatte negli anni alla Lega, quando lo insultavano con cose tipo “mafioso” o “piduista”… Borghezio girava con un documento, evidentemente falso, della polizia cantonale del Ticino nel quale si diceva che Berlusconi fosse un trafficante di droga. Secondo: appianare i tanti debiti della Lega, soprattutto quello contratto per la sede faraonica di via Bellerio.

E in cambio Berlusconi cosa chiede?
La proprietà del simbolo della Lega Nord, quello con il guerriero con lo spadone, vale a dire Alberto da Giussano. Con questo atto notarile la Lega non potrà più presentarsi col suo marchio alle elezioni politiche senza allearsi con Forza Italia. E infatti da allora non sono mai andati alle elezioni separati.

Un atto firmato da Bossi, forse non vale più…
No, vale ancora, perché a firmarlo non furono i privati cittadini Berlusconi e Bossi, ma le due entità giuridiche che rappresentavano, ossia il presidente pro-tempore di Forza Italia e il segretario pro-tempore della Lega Nord.

Come facciamo a sapere se quel documento esiste davvero o no?
Ci sono tante testimonianze, la più significativa è quella dell’eurodeputato Francesco Speroni che raccontò a Radio Radicale, qualche anno fa, dell’esistenza di questo documento. Poi c’è un documento dell’ex tesoriere di Forza Italia, Giovanni Dell’Elce, che scrive, su carta intestata di Forza Italia, alla Banca di Roma, allora guidata da Geronzi, per concedere una fideiussione di 2 miliardi di vecchie lire alla Lega Nord. Di questo ne scrisse anche Mario Calabresi su Repubblica anni fa, prima di dirigerla.

Berlusconi spese tutti questi soldi solo per un marchio?
Lui è uomo di marketing, sa quanto valgono. Pensa che quando scelse “Forza Italia” esisteva già, era di una trasmissione di Odeon Tv condotta da Maurizio Mosca, Walter Zenga e Fabio Fazio. Bene, per avere il marchio assunse Maurizio Mosca a Mediaset, perché il marchio “Forza Italia” l’aveva depositato lui.

Torniamo all’accordo.
Sì, una volta firmato arriva il risvolto comico: natale del 2000, Berlusconi con famiglia invita ad Arcore Bossi con famiglia. Perché? Per fare un giuramento solenne tra le due famiglie. Una sorta di rito per sancire l’accordo raggiunto. Me lo raccontò Bossi.

Ma poi Salvini lo ha un po’ cambiato quel marchio…
Non c’entra, se vuole usare Alberto da Giussano deve rispettare quel contratto. Altrimenti è plagio, punto. E comunque è noto che negli ultimi giorni sono accadute delle cose importanti che rinsaldano l’asse tra Berlusconi e Salvini.

Quali?
Due giorni fa la Rai annuncia che la prossima conduttrice del programma di Antonella Clerici La prova del cuoco sarà la fidanzata di Matteo Salvini, Elisa Isoardi. Per me questo non è un fatto di poco conto.

Cose più concrete?
Quando giorni fa Di Maio denunciava il fatto che Salvini fosse continuamente attaccato dai programmi giornalistici di Mediaset diceva il vero. Ora non accade più.

Dunque anche se Salvini dovesse trionfare in Friuli non cambierà niente con Berlusconi?
No, perché non può. E alle elezioni anticipate andranno ancora insieme. 
29 APRILE 2018

Fonte Link: ilfattoquotidiano.it

Lascia un commento