Perché Giuseppe Conte non ha sfiduciato prima Matteo Salvini da Ministro?

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Giuseppe Conte e Matteo Salvini in Senato

Perché Giuseppe Conte non ha sfiduciato Matteo Salvini da Ministro?
Forse non riuscirà a portare gli italiani al voto subito, ma il governo da traditore è riuscito a farlo cadere. Conte è salito al Colle, mentre Salvini, falsificando i fatti,  è ancora Ministro degli Interni insieme ai suoi ministri. E’ vero non durerà molto… verrà messo fuori dai giochi politici anche dai suoi.
Il tempo delle brevi consultazioni, ma questo è un vulnus preoccupante del nostro Stato democratico di cui Conte ha dato ampia lezione allo sleale, irresponsabile scarpone leghista che pagherà per questa assurda improvvida crisi agostana da lui voluta che mette in grave difficoltà il Paese; un delitto politico senza movente

Condivido nel merito tutto l’intervento del prof. Conte, la sua competenza e sensibilità istituzionale, l’esposizione dei fatti [LINK]; la sua signorilità e pacatezza del racconto nelle dure e giuste accuse, pur dovendo sopportare al suo fianco l’imbarazzante presenza del villano provocatore che l’ha pugnalato alle spalle. Un Primo Ministro il prof. Giuseppe Conte di alto profilo, che da molti anni l’italia non aveva. La sua competenza, personalità gli hanno permesso di trovare un ampio consenso e stima popolare e grande rispetto e considerazione in Europa.  
Se un rilievo, però, si può muovere a Giuseppe Conte è di non aver fatto dimettere o sfiduciato, da tempo, Matteo Salvini da Ministro degli Interni. Ciò che ci ha comunicato sulla slealtà e insensibilità istituzionale del Ministro degli Interni  è cosa grave, le dichiarazioni pubbliche offensive e di disprezzo contro Conte e i 5 Stelle, quasi quotidiane come ha dimostrato nelle sue comunicazioni e nelle sue azioni il Primo Ministro, ebbene, le accuse ora a Salvini sono, purtroppo, tardive. Una requisitoria che doveva essere fatta prima. Ne aveva la possibilità. In assenza del coraggio di chi questa crisi l’ha prodotta, lei prof Conte la responsabilità politica di questa caduta anticipata di Governo, se la è, molto correttamente, assunta, l’ha fatta propria, ma un po’ irresponsabilmente ha taciuto, cosa si consumava all’interno del CDM. Comportamento, immagino, dettato solo per una opportunità politica e per il bene del Paese, sperando forse che l’avidità di potere e consensi di Salvini, unitamente a un ritorno di responsabilità, e di maggior attenzione alle dichiarazioni pubbliche, consentisse un nuovo clima collaborativo. A mio avviso avrebbe dovuto parlamentarizzare prima questa situazione, prodotta da Salvini, che covava all’interno del suo esecutivo. Salvini un falsario opportunista immeritevole delle sue attenzioni, che brandisce il rosario come fosse un’arma a sua disposizione contro chi lo contesta, dimenticandone la sacralità di preghiera. Vi è però anche un altro significato indicato da Nicola  Morra [LINK]: “il rosario in Calabria è un messaggio in codice alla ‘ndrangheta”. Un individuo  Salvini indegno di ricoprire il Ministero degli Interni. Un animale politico che non molla la preda e offende, spesso, le istituzioni democratiche. E questo suo “original sin” (peccato originale), prof. Conte, l’ha poi pagato personalmente costringendola a doversi dimettere (anche se avrebbe potuto attendere, poteva limitarsi, dopo l’incontro in Senato, a rapportarsi con Mattarella senza dimissioni, visto che la mozione di sfiducia nei suoi confronti è stata poi ritirata, e Salvini ha rimarcato la volontà a ravvedersi, mandando messaggi al M5S). Questa azione di forza di Salvini nei suoi confronti, minacciando e producendo la caduta di Governo, l’hanno pagata tutti gli italiani. Forse, portando prima in Parlamento la discussione sui dissidi del CDM, avrebbe giovato a non far precipitare in una crisi, ora, difficile da risolvere, a meno che non vi sia un ravvicinamento dopo le liti politiche e personali tra la Lega e il M5Stelle, all’interno del quale  sembra vi sono diversi sostenitori (Di Battista e Davide Casaleggio[LINK]) verso questa soluzione di ripresa del dialogo. 
Vorrei qui riportare alcuni passaggi storici che hanno portato, in precedenza, alla sfiducia di Ministri: 
Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere. Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.
La nostra costituzione non è chiara sull’ammissibilità dei voti di sfiducia nei confronti dei singoli ministri, ma in pratica esistono per la responsabilità che li lega individualmente agli atti dei loro dicasteri (art. 95 1)[LINK]. Una possibilità confermata dalla sentenza numero 7 della corte costituzionale del 1997 [LINK]; il pronunciamento era stato invocato da Filippo Mancuso, ministro della giustizia sotto il governo Dini, sfiduciato dalla maggioranza nel 1995 (primo caso della storia repubblicana). Inoltre è utile ricordare che in seguito alla prima mozione di sfiducia presentata (nel 1984 contro l’allora ministro degli esteri Andreotti), nel 1986 il regolamento della camera nell’articolo 115[LINK] fu modificato per includere quest’eventualità. La riforma precisò che la disciplina di sfiducia al governo “si applica alle mozioni con le quali si richiedono le dimissioni di un Ministro“. 

Se dopo le elezioni Europee il comportamento di Salvini, come lei ha dichiarato, prof. Conte, era palesemente contrario al proseguimento di questo Governo, per suoi interessi personali e di partito (volendo in qualche modo capitalizzare il consenso e quindi rivedere il rapporto di forza con il M5S), ma non per gli italiani, perché non lo ha sfiduciato allora, portando la sfiducia in Parlamento? Sarebbe caduto il governo? Certo, ma è quel che è successo a distanza di qualche mese. La situazione era chiara fin dopo le elezioni europee, che forse ha esaltato eccessivamente il leghista (dimenticandosi Salvini che altri politici italiani ebbero un ampio consenso alle Europee, per poi dimezzarle alle successive politiche). Le continue dichiarazioni pubbliche con offese ai suoi colleghi e a lei stavano ad indicare la palese insofferenza e la volontà del leghista di rompere il contratto stipulato con il Movimento 5 Stelle. Un quotidiano stillicidio che meritava solo di essere stigmatizzato e sfiduciato anzitempo o portato in Parlamento.

Ora che un Ministro volgare, sleale, ignorante e opportunista, un “capitano che chiede pieni poteri nelle piazze, brandendo il crocifisso tra un  mojito e l’altro”,  nel disprezzo totale della democrazia, e della nostra religione Cristiano Cattolica. Come Salvini (che fa finta di non conoscere che i tempi della crisi, così come le elezioni, non li decide lui), riesca a far cadere un Governo in agosto per interessi personali e avidità di consensi e potere, con tutti i problemi che ciò comporta per l’Italia, è preoccupante per questa nostra democrazia.  Sembra quasi che un Ministro possa far dimettere il suo Presidente e viceversa Il Presidente non possa sfiduciare il suo Ministro.  Qualcosa non va! E’emblematico, inoltre, della debolezza politica del Governo gialloverde e del prof. Conte, che nel suo perfetto discorso di correttezza e sensibilità istituzionale, dando a tutti lezioni di statista, del senso delle istituzioni democratiche, con rilevazione scandita dai fatti, di grande levatura (discorso che rimarrà nella storia e Salvini, giunto a fine corsa, non potrà dimenticare la sua figura di pochezza), non sia riuscito, però, ad evitare allo scarpone leghista di calpestarle. Ma i conti si faranno alla fine Salvini. Dopo questo suo ennesimo tradimento (si legga cosa dice di lui Flavio Tosi nel commento a seguito di questo post), lei sarà messo fuori da ogni incarico politico e presto sparirà dalla scena politica, a meno che non venga riesumato dalla riallacciata alleanza Giallo-Verde che ora Salvini auspica e a cui si prodiga, dopo averne prodotto la sciagurata rottura, per lui e per gli italiani.
Per questo suo incomprensibile comportamento politico, infatti, l’Italia ne sta pagando le conseguenze; e in questo particolare frangente ne è stato indegno rappresentante politico. 

Se riuscirete ad andare oltre le reciproche offese e rancori (cosa di cui dubito), Salvini potrebbe riabilitarsi e uscire dall’angolo in cui si è voluto cacciare e le cui negative conseguenze politiche dovrà mettere in conto anche con i suoi della Lega e soprattutto con l’elettorato che mal sopporta questa improvvida crisi estiva.
 
Ora tutto è nelle mani del demiurgo Mattarella, ma questa è de-responsabilizzazione da parte di tutti, non rispetto per le garanzie costituzionali, che questo prevedono. La responsabilità politica di questa crisi di Governo, oggi conclamata, è di tutti i politici, non solo del buffone Salvini. Non si permette a un pagliaccio travestito da Ministro di pugnalare alle spalle gli italiani e tradire un contratto sottoscritto pubblicamente anticipandone la rescissione senza vere motivazioni, come è risultato anche dal suo sconclusionato intervento in Senato [LINK], ridicolo rispetto a quello del prof. Conte. Salvini, nel suo intervento, non ha esitato a offendere pure tutti i Senatori (definendoli alcuni liberi e altri non liberi). Possibile che il governo di uno Stato come l’Italia dipendano  dagli umori di questo emoticon salviniano?
A Salvini deve essere dedicata una targa in Parlamento di traditore della Repubblica, altro che andar con lui a scambiare opinioni o bersi un caffè, caro Conte, a meno che non vi sia un nuovo patto, visto che i diktat imposti dal PD e dal M5S, sembrano difficili da superare. Se Salvini è stato un nemico pubblico, e lo è con quel che ha fatto, non può essere persona da frequentare, altrimenti diventa tutto ipocrisia… tutto solo vanità di vanità, vanitas vanitatum.

Vedremo l’epilogo. Sarà difficile, ma mi auguro che al prof. Giuseppe Conte venga ridato l’incarico per formare il nuovo governo e lui, possibilmente, lo accetti, sostenuto da una diversa (se “nel PD smettono di litigare tra loro, come i bambini, e riprendono a discutere” dice Cuperlo) o medesima maggioranza (molto difficile). Il Presidente Mattarella abbia questo coraggio, Conte lo merita, per la sua competenza, per la stima di cui gode che si è saputo conquistare in questi 14 mesi da Primo Ministro, una vera, positiva rivelazione politica e di uomo per tutti. Se non vi sarà una ripresa etica nella politica italiana, non rimarrà che la passione dell’indifferenza.(Parma, 20/08/2019; aggiornato il 21-22-23/08)
Luigi Boschi

Un pensiero riguardo “Perché Giuseppe Conte non ha sfiduciato prima Matteo Salvini da Ministro?

  1. Flavio Tosi su Salvini
    Il “venditore di pentole” Salvini, – conclude Tosi – tra un dj set e un mojito, sta distruggendo il Paese”. Del resto chi tradisce una volta, tradisce sempre: e Salvini nella sua vita politica ha tradito nell’ordine Bossi, Maroni e il sottoscritto, ma soprattutto gli ideali federalisti e liberali della Lega. Ovvio che per esclusivo tornaconto prima o poi arrivasse a tradire anche il suo governo. Riconosco oggi a Conte un’uscita di scena da uomo serio e perbene. Un gigante rispetto al nanetto politico ex comunista padano. Una grande dignità al confronto della miseria umana e politica di Salvini, che prima nudo in spiaggia faceva il gradasso e chiedeva “pieni poteri”, poi quando ha capito di aver fatto una cazzata ha cominciato a fare passi indietro e a mendicare la pace.
    Perfino oggi Salvini ha mostrato tutta la sua inadeguatezza come leader: non sapeva nemmeno dove sedersi e dove parlare, faceva le faccette isteriche come i ragazzini durante il rigoroso discorso di Conte. Poi ha utilizzato il Senato per dire le solite puttanate demagogiche, la più grande di tutte che era pronto a mettere 50 miliardi per tagliare le tasse quando sa che non c’è una lira (infatti ha fatto cadere il governo perché pensava di poter fare la manovra salata e anti-popolo solo dopo un voto che lo bullonasse alla sedia per 5 anni). Infine ha elemosinato a Di Maio un nuovo accordo. Un buffone! Un buffone senza dignità!
    Eccolo lì, Salvini, tanto tracotante nel suo ennesimo vuoto e isterico comizio, quanto piccolo piccolo nella valenza politica e strategica. Eccolo lì, Salvini: un pallone che si sta sgonfiando nelle contraddizioni della sua miserabilità. Guardatelo: è affannato, paonazzo, straparla, perde il filo, mentre il Conte tradito lo umilia e lo mette con le spalle al muro. Il piccolo Salvini è talmente sfatto, disperato e impaurito da mendicare ancora, fino all’ultimo. Cosa non si farebbe per salvare la poltrona! Ha la faccia di tolla Salvini e in un visibile gioco di specchi afferma il contrario di ciò che pensa. Dice che non ha paura perché ha una fifa blu di perdere il potere. Afferma che rifarebbe tutto perché sa di essersi fregato da solo. Dice che la Lega è compatta perché si rende conto che anche con molti dei suoi ha perso credibilità (Giorgetti in primis). Invoca le piazze perché è consapevole che fra qualche mese non lo seguirà più nessuno. E questo piccolo omino disperato sarebbe un leader?Purtroppo i suoi alleati di centrodestra non riescono a capire a chi si sono messi in mano. Registro infatti ancora oggi il totale asservimento di un parte di Forza Italia e di Fratelli d’Italia a questo piccolo “guappetto” ridicolo”.Governo sul viale del tramonto, Tosi: «Il populismo contro il popolo lascia macerie».
    Tosi dixit.“

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