Riflessione sul Vangelo di don Umberto Cocconi: Non abbiate paura degli uomini

Religioni e Spiritualità, Umberto Cocconi
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Gesù disse ai suoi apostoli: «Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli» (Vangelo di Matteo).
Gesù parla ai suoi uditori mediante immagini, non usa la via del concetto, ma la via poetica. Se c’è una cosa che dovrebbe contraddistinguere il credente è la sua capacità di non avere paura. Per tre volte Gesù rivolgendosi ai suoi discepoli afferma: “non abbiate paura!”. Di che cosa non si deve avere paura? Della verità, di esserne testimoni, di sentirsi abbandonati da Dio. Una canzone di Tommaso Paradiso, che in questi giorni mi è capitato di ascoltare, più volte ripete: «No, non avere paura/Quando vai a dormire sola/Se la stanza sembra vuota/E se senti il cuore in gola/Non avere paura/Mi prenderò cura io di te». Proprio come Gesù che ci esorta a non aver paura di coloro che potrebbero calunniarci, o dire falsità contro di noi. «Un pettegolezzo calunnioso non svanisce mai del tutto, se molti lo ripetono: anche la calunnia è una specie di divinità» (Esopo). Nella politica il discredito dell’avversario è quasi all’ordine del giorno, criticato per quello che è e non per quello che dice, all’interno di un confronto che dovrebbe essere invece sulle idee e non sulla reputazione delle persone. È la malattia delle persone vigliacche che, non avendo il coraggio di parlare direttamente, parlano dietro le spalle. Tutti noi viviamo comunicando, continuamente in bilico tra la verità e la menzogna. Ma cosa significa dire la verità? Significa essere sinceri? Oppure esatti? A volte ci giustifichiamo dicendo: “Ma io ho detto quello che sentivo!”. Sì, ma hai assolutizzato il tuo punto di vista. Quante chiacchiere distruggono la comunione per inopportunità o mancanza di delicatezza! Gesù ci invita ad avere coraggio: “non tenete nascosto il mio messaggio”, ma gridatelo, portatelo alla luce. Invita il credente ad avere audacia, a non chiudersi nelle sagrestie, nei propri circoli o lobbies, ma a uscire a gridare, ad essere vero, esplicito e trasparente. Sul posto di lavoro, nella scuola, negli incontri di ogni giorno siamo chiamati ad annunciare che Dio si prende cura di ognuno dei suoi figli e che nulla vi è di autenticamente umano che non trovi eco nel cuore di Dio (Gaudium et Spes). Dio si prende cura anche di due uccelli “insignificanti”, come dei capelli del tuo capo. Dio, nonostante tutte le cose che ha da fare si perde dietro le più piccole cose: i passeri e i capelli del mio capo. I passeri nella Bibbia sono gli animali più inutili e di scarso valore… Dio guarda i passeri! Contare i capelli è una cosa stupida, soprattutto per chi, come noi oggi, pensa sia più utile contare i soldi, i voti ricevuti, i torti subiti e i beni accumulati. Questo per dirti che tu vali, che Lui ha cura di te, di ogni fibra del tuo corpo, Lui è innamorato di ogni tuo dettaglio. Però succede che i passeri continuano a cadere, gli innocenti a morire, il giusto è venduto per un paio di sandali o un soldo. Ma allora, Dio dove è? Come può permettere tutto questo? È Dio che infrange le ali dei corti voli che sono le nostre vite? No! Gesù ci dice che nessuno cadrà fuori dalle mani di Dio, lontano dalla sua presenza. Dio sarà lì. «Ogni odio, ogni guerra, ogni violenza accade contro la volontà del Padre, e tuttavia nulla avviene senza che Dio ne sia coinvolto, nessuno muore senza che Lui non ne patisca l’agonia, nessuno è rifiutato senza che non lo sia anche lui» (Ermes Ronchi). Questo è Dio Padre! Questo è Dio che conta i nostri pensieri, si prende cura delle nostre piccolezze e povertà. Dobbiamo invece avere paura di chi spegne in noi la speranza e la gioia di vivere, facendoci pensare che solo avendo, possedendo, noi valiamo. Dobbiamo avere paura di dimenticare il vero volto di Dio come Padre, arrivando a non riconoscere più Gesù presente nei più piccoli.

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