Riflessioni al Vangelo di Don Umberto Cocconi: Amate i vostri nemici

Spread the love



Do
n Umberto Cocconi

Gesù disse ai suoi discepoli: «A voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Da’ a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo; perché egli è benevolo verso gl’ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro». (Vangelo secondo Luca).
Afferma Dietrich Bonhoeffer che amare il fratello sarebbe un ordine che si può facilmente fraintendere, ma amare il nemico esprime con chiarezza inequivocabile ciò che vuole Gesù, in quanto l’amore per il nemico è uno scandalo insopportabile. 
Chiedere di amare il proprio nemico è “andare contro natura”, è fare ciò che la stessa ragione vieta, e non solo il buon senso. Posso amare il peccatore, ma amare il mio nemico è impossibile, in quanto è superiore alle mie stesse forze, urta contro il concetto di bene e male. Vincere il nemico mediante l’amore per il nemico: questa è la volontà di Dio. Ma chi è nella sostanza il mio nemico? E’ sempre colui che nutre inimicizia per me. È colui che rimane mio nemico anche di fronte al mio amore, che non mi perdona nulla, anche quando io gli perdono tutto, che mi odia quando io lo amo, che mi oltraggia tanto più quanto più io lo servo.
Ma l’amore deve chiedere di essere corrisposto? L’amore cerca forse colui che ha bisogno di amore? Di fronte a chi non mi ama, anzi di fronte a chi mi vuole male, come dovrei comportarmi? Gesù non ha paura di affermare: ”benedici, fai a lui del bene, prega per lui, senza condizioni”. Come si fa a servire il nemico con sentimenti puri e senza ipocrisia ed aiutarlo in ogni cosa? Di fronte al nemico dovremmo alzare le mani per difenderci o per benedirlo? Il nemico è colui che vuole il mio male, la mia rovina, ma se io lo amo non voglio tutto ciò. Rispondendo al male con il bene io rompo la catena dell’odio e della vendetta! 
«Dove si trova nel mondo miseria più profonda, ferite e dolori più gravi che presso il nemico? Dove è più necessario e più bello fare del bene che al nemico? Nella preghiera, ci poniamo accanto al nemico, al suo fianco, siamo con lui, presso di lui, per lui davanti a Dio. Gesù non ci promette che il nemico, che amiamo e benediciamo, non ci offenderà e perseguiterà. Lo farà senz’altro. Così prendiamo su di noi la sua povertà e miseria, la sua colpa e perdizione, e intercediamo per lui presso Dio. Dio nei miei riguardi non badò a bene o male, perché anche il mio bene davanti a lui era empio. L’amore di Dio cercò il nemico che ne ha bisogno, che egli considera degno di essere amato» (D. Bonhoeffer).
Tertulliano soleva dire: «Amare gli amici lo fanno tutti, i nemici li amano soltanto i cristiani». Occorre chiedersi: è veramente possibile amare il nemico, e amarlo mentre manifesta la sua ostilità e inimicizia, il suo odio e la sua avversione? Il cristiano è portato dal Vangelo a vedere in se stesso il nemico amato da Dio e per cui Cristo è morto. Scrive Paolo: «Dio dimostra il suo amore verso di noi perché mentre noi eravamo suoi nemici lui è morto per noi». L’amore del nemico non va confuso con l’amore al peccatore in quanto l’amore per quest’ultimo nasce dal perdono. Anzi, proprio la libertà di chi sa correggere e ammonire chi compie il male, nasce dalla profondità della fede e da un amore per il Signore, che sono la necessaria premessa per l’amore del nemico.
Paradossalmente, ma con verità, potremmo dire che il nemico è il nostro più grande maestro, è colui che può veramente svelare ciò che abita nel nostro cuore e che non emerge quando siamo in buoni rapporti con gli altri.

Lascia un commento