Riflessioni di Don Umberto Cocconi sulla Pasqua: È lo stupore che può far rotolare via la pietra che sigilla il nostro cuore, per far emergere ciò che è nascosto, ciò che è stupendo.

Spread the love

Don Umberto Cocconi

Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro; ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi vicino a loro in vesti sfolgoranti. Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra, essi dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea, dicendo che bisognava che il Figlio dell’uomo fosse consegnato in mano ai peccatori, che fosse crocifisso e risuscitasse il terzo giorno». Ed esse si ricordarono delle sue parole. E, tornate dal sepolcro, annunziarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria di Màgdala, Giovanna e Maria di Giacomo. Anche le altre che erano insieme lo raccontarono agli apostoli. Quelle parole parvero loro come un vaneggiamento e non credettero ad esse. Pietro tuttavia corse al sepolcro e chinatosi vide solo le bende. E tornò a casa pieno di stupore per l’accaduto (Vangelo secondo Luca) 
Se, come le donne di questo brano, anche noi ci fossimo recati al sepolcro, cosa avremmo visto? Di certo avremmo notato la pietra rimossa e, una volta entrati, non avremmo trovato il corpo di Gesù. Come le donne ci saremmo chiesti: “Che senso ha tutto questo?”. Qualcuno ha spostato quella grande pietra! Ma chi? Perché? Il corpo di Gesù è stato forse trafugato? Ma da chi? E a che scopo? Questi, a rigor di logica, sono i primi interrogativi sorti tra le presenti quel giorno, il primo della settimana. Ma non è tutto: queste donne, proprio nel luogo della morte, incontrano due uomini dagli abiti luminosi che, fattisi vicini, dicono loro: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto! Non vi ricordate ciò che disse quando era ancora in Galilea: bisogna che il figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”. Questi due personaggi hanno il compito di far ricordare, di riportare alla memoria le parole di Gesù, in particolare quelle inerenti alla sua passione e morte. Ovviamente noi oggi, qualora ci recassimo li, non incontreremmo quei due uomini dagli abiti sfolgoranti, ma sicuramente, se ci mettessimo in ascolto della Scrittura, potremmo davvero ricordare ciò che lui stesso disse prima di venir crocifisso. Di fronte a una scoperta di questo genere non possiamo non raccontare ai nostri amici ciò di cui siamo stati spettatori. Raccontare queste cose, agli occhi degli altri, appare inverosimile. Le nostre parole, come quelle delle donne, sembrano un “vaneggiamento”, impossibili da credersi. Non è stato però tutto inutile, le parole di quelle donne, hanno smosso qualcuno e, proprio colui che aveva tradito il suo maestro, si sentì in dovere di correre per andare a vedere cosa realmente fosse accaduto. Immaginiamoci la corsa di Pietro verso il sepolcro … che cosa pensa? Che cosa ha nel cuore? Perché a differenza degli altri apostoli ha sentito il desiderio di andare? Forse nel cuore sentì come una certezza: “E se fosse vero? No è impossibile, nessuno crede alle parole delle donne. I miei amici sono scettici, mi dicono: perché vai? E io sento come una voce che mi chiama … lo sento vicino, io che sono stato così lontano da lui”. L’evangelista, per farci comprendere lo stato d’animo di Pietro, sottolinea che “egli tuttavia si alzò”. Nonostante ci fossero buone ragioni per “stare seduti”, lui a differenza degli altri si alzò e corse. Chissà come sarà stato il correre di Pietro … e che cosa avrà provato mentre si avvicinava sempre più al sepolcro? Sarebbe stato l’inizio o la fine di ogni speranza? Giunto in prossimità del sepolcro non è colpito dalla pietra rimossa, non entra neppure nella tomba, ma abbassa lo sguardo e vede “soltanto i teli”. Come mai le donne non si sono accorte dei “teli”? Forse perché cercavano il corpo di Gesù. Pietro invece cercava “prove” e per lui la prova che Gesù era veramente risorto era in quei “teli” posati a terra. Infatti di fronte alla vista dei teli se ne ritornò a casa pieno di stupore per l’accaduto. È lo stupore che può far rotolare via la pietra che sigilla il nostro cuore, per far emergere ciò che è nascosto, ciò che è stupendo. Per Pietro è accaduto qualche cosa di grande e prodigioso il primo giorno dopo il sabato: davvero il Signore è risorto! E se il Signore è veramente risorto noi, pure come Pietro, possiamo ripartire alla grande, da quel sepolcro vuoto.

Lascia un commento