Riflessioni sul Vangelo di Don Umberto Cocconi: “Che cosa è il matrimonio agli occhi di Dio? Qual è il progetto di Dio sull’uomo e la donna?”

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Il matrimonio agli occhi di Dio

Don Umberto Cocconi

La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo Gesù l’ammaestrava, come era solito fare. E avvicinatisi dei farisei, per metterlo alla prova, gli domandarono: «È lecito ad un marito ripudiare la propria moglie?». Ma egli rispose: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di rimandarla». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma all’inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola. Sicché non sono più due, ma una sola carne. L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto». Rientrati a casa, i discepoli lo interrogarono di nuovo su questo argomento. Ed egli disse: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio contro di lei; se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio» (Vangelo di Marco).

La parola “adulterio” risulta strettamente connessa a termini come: adulterare, corrompere, falsificare ed alterare. Infatti con l’adulterio … l’amore da realtà buona e bella, diventa tossico. E come mai è successo che la realtà più bella sia potuta finire in malora? Colui o colei che ha lasciato i propri genitori per unirsi al suo sposo o alla sua sposa come può voltare le spalle alla sua amata/al suo amato? Come mai non si è più capaci di rimanere fedeli alla promessa delle promesse? Perché non si è più capaci di stare e restare nell’amore? La risposta che Gesù dà a questa serie di interrogativi è che il nostro cuore si è indurito. Il cuore indurito, la sklerokardia, è alla base della nostra incapacità di prendere seriamente a cuore la vita dell’altro. “Nulla ha lunga vita nella nostra società”, anche l’amore muore. Massimo Recalcati ritiene che ogni vero incontro d’amore esige intrinsecamente il suo perpetuarsi, esige il “per sempre”. Per questo gli amanti si promettono amore fino alla morte. È la potenza dell’amore che sa introdurre l’eterno nel tempo, che sa trasformare la contingenza dell’incontro in una necessità che si ripete. Gesù viene coinvolto dai farisei in questa disputa non perché essi siano interessati al suo parere, quanto piuttosto, in base alla sua risposta, al mero fine di poterlo poi accusare di fronte alla folla di lassismo o di rigorismo. Gesù non si lascia trarre in inganno, nè tanto meno incasellare dalla casistica giuridica, ma va diritto al nocciolo della questione: “Che cosa è il matrimonio agli occhi di Dio? Qual è il progetto di Dio sull’uomo e la donna?”. Gesù non si dilunga in considerazioni circa il matrimonio tratte dall’esperienza o dal buon senso, ma va alla stessa Parola di Dio, a quella Parola che rivela il progetto del Creatore. Gesù vede proprio nella fedeltà coniugale un punto cruciale della novità evangelica, del mondo nuovo che egli è venuto a inaugurare: la nuova creazione! La vocazione della coppia è quella del “diventare uno solo”, dell’essere in cammino verso un’unità profonda, che coinvolge i corpi, i sentimenti, i progetti e tutta la vita. L’essere “una sola carne” è la vocazione che Dio pone sui due, perché essi possano essere nel mondo sua immagine, cioè manifestazione del suo mistero profondo fatto di relazione e comunione. La cosa più difficile è amare l’altro nel tempo, nella sua differenza irriducibile e inconoscibile. L’amore non è compatibile con le mezze misure, esige tutto o niente. Gli amanti sono coinvolti anima e corpo, il rapporto d’amore è esclusivo per definizione. Nessuna relazione sopravvive se si cristallizza, se rimane statica, se non si nutre di avvicinamento, ma l’amore deve essere disposto ad accettare la delusione e le ferite del cambiamento. Il rapporto basato sulla fedeltà autentica è una promessa aperta al futuro, senza, tuttavia, la pretesa di determinarlo. Sono fedele al mio partner quando cammino al suo passo, quando sono dentro alle sue difficoltà, ai suoi problemi, quando sto in ascolto per scoprire i suoi doni e le qualità, quando so accoglierli, apprezzarli, gustarli e farli crescere. Proprio perché la vita di coppia è, come in ogni forma di discepolato, un percorso, a ciascun coniuge è chiesto un cambiamento radicale nel proprio modo di pensare e di vedere l’altro. Richiede, per entrambi, di lasciare quella statica immagine dell’altro che ci si è fatti, per riscoprire, ogni giorno, l’effettiva autenticità dell’amato … e amarlo! In un rapporto d’amore c’è il momento dell’innamoramento, quell’istante in cui l’altro sembra perfetto, ma poi la realtà mostra come si debba arrivare ad accettare che l’altro abbia delle qualità, positive o negative, che non corrispondono ai nostri sogni, perché l’altro non è un sogno, l’altro è una persona che ha una sua identità, un suo compito, un suo modo di vedere la vita. È quell’amore che vive non del possesso della persona desiderata ma che si esprime nel dono gratuito di sé alla persona amata.

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