STORIE BLU NOTTE: ELI E GLI ALTRI

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Eli sbarca a Parma due anni fa. Torna dal mare con papa’ e mamma che le programmano il safari accademico secondo il copyright made in Corato. Nel paesone di residenza, Puglia rampante, infatti, i rampolli spediti a Economia e Commercio sotto le opere care a Maria Luigia realizzate da Petitot, spacciata come surrogato a piu’ breve distanza del mito meneghino Bocconi, sono un must imperdibile. Qualche sforzo persuasivo e non e anche le radici piccolo borghesi di Eli confluiscono nell’alveo di grandi speranze della spedizione lunga 600 chilometri sola andata. Un bottoncino di programmazione e la comunita’, numerosa per le proporzioni ancora contenute del bacino d’utenza dell’ateneo, si mette a macinare a testa bassa. Ossessione di riempire i libretti a tempo di record, raccogliendo il massimo dei voti. Il file e’ a prova di virus: genitori che sciamano in massa, con grisaglie d’ordinanza e tailleur ad ammorbidire qualche cellulite indesiderata nelle mamme, nei giorni di scritti e orali.

Ostacoli superati con una nonchalance che fa specie negli altri studenti, magari dagli orizzonti piu’ ampi e dagli interessi piu’ corposi. Sospetti che serpeggiano dialogando con soggetti che inzuppano il pane nel brodo della sana indifferenza – le bocche aperte in segno di ”Che dice questo ‘zzurro? ” (‘zzurro e’ sinonimo di brutto, negativo riferito a fatti e persone inedite n.d.r.) e fanno regredire la conversazione a monologhi scoprendo grigiore intellettuale ad alzo sottozero. Idee chiare le mostrano invece nello staccare assegni in boutique assortite con relativo sfoggio di pacchianeria, nell’osteggiare la cucina locale – detestabile perche’ e’ impensabile fare uno sforzo per uscire dalla monotonia di casa, rientra in questo anche la vendita di anguille e finocchi la mattina di Natale sulla piazza principale di Corato – e nel disprezzare un clima che comunque non chiede di sedurre. Socialita’ bassina con il milieu cittadino, era prevedibile. Eli, prudente fino all’ingenuita’, ci prova con le sue forze, senza appoggi. Un tonfo in un orale o uno scritto flop scatenano le paturnie di mamma’.:”Non tieni il ritmo degli altri, impossibile, a 25 anni sei obbligata a ottenere poster da dottore, lavoro e levatacce per il pupo. Il teorema delle tre L e’ ”imprescindibile”. L’indolenza monta come un albume sbattuto: rinchiusa in un palazzo raggrinzito del boom economico in via Nino Bixio e dintorni, Eli mangia pane (non torta fritta e’ tabu’) e indolenza. Niente dialogo con compagne narcisiste al cubo oppure troppo prese dal rigenerante piacere del sesso esotico. Mai un sogno di usare il quinquennio come mezzo e non fine: dimestichezza con l’aridita’ mentale elevatissima. Telefono cordone ombelicale col mondo lasciato nel Tavoliere, dal quale pero’ si sogna di fuggire perche’ non piu’ a’ la page, ma i volti nuovi, nordici per sbaglio, sono essenzialmente nemici: ”Che seccatura la loro creativita’, evitiamo il contagio”. Nel frattempo la comunita’ ingloba ambizioni divorate come gli spaghetti sconditi, per risparmiare, cucinati dai cuccioli del latifondo. La morale resta quella: ricordarsi che un ombrello serve essenzialmente quando piove, concetto complesso per chi ha in mano moltissimo ma ha fatto marcire la personalita’: tanto evolverla e’ tempo perso. Che lotta dura ovunque per l’universita’ nel difendersi dall’analfabetismo di ritorno.

Fabio Provera

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