Fondazione Toscanini: la Cgil la pensa così

Spread the love

Negli ultimi tempi la “Gazzetta di Parma” ha dato spazio a diverse voci, che si sono espresse con giudizi per lo più drastici e senza appello sulla gestione  e la sorte della Fondazione Arturo Toscanini. Articoli a firma di movimenti o partiti politici, che denunciano una parziale e distorta conoscenza della realtà lavorativa della Fondazione.

Non ci interessa entrare in polemica con gli autori; in alcuni casi si sono toccati argomenti delicati e oggetto di vera discussione.

Ci  interessa – al contrario – ripristinare se possibile una informazione più conforme alla realtà sullo stato di salute sia artistico che economico della Fondazione, ma soprattutto riportare nell’alveo naturale del confronto sindacale interno le questioni di carattere lavorativo.

L’Orchestra Toscanini  ha sempre, dal ’75 in poi, costituito uno dei veicoli promozionali della cultura musicale in Emilia-Romagna.

E’ opportuno ricordare quindi  che l’orchestra stabile ha intrapreso con successo la produzione della lirica ed è ormai punto di riferimento nel panorama musicale italiano come componente di produzioni presenti in città e teatri importanti.

La lirica quindi come base di produzione centrale per operazioni di livello e qualità e come fonte di risposte occupazionali sia sul fronte artistico che su quello tecnico.

Il bilancio, dal momento di massima difficoltà di alcuni anni fa, si è notevolmente irrobustito; segno di un’attività complessa ma in buona salute, senza dimenticare che permangono preoccupazioni riferite alle incertezze dei continui tagli al FUS (Fondo Unico dello Spettacolo).

La Filarmonica rappresenta certamente un riferimento e una preziosa occasione per la Fondazione Toscanini, ed è anche su questo tema che le organizzazioni sindacali sperano di avviare un confronto costruttivo che porti alla definizione di possibili interazioni professionali dei professori d’orchestra stabili.

Questo breve excursus, che dovrebbe riportare un po’ di ordine tra le notizie apparse recentemente, non vuole comunque negare una serie di difficoltà che però crediamo debbano trovare la loro risposta nel confronto sindacale e non nella polemica politica o peggio partitica.

Le condizioni di lavoro, la nomina di un direttore artistico-musicale per l’orchestra stabile, i concorsi e le audizioni per l’ampliamento dell’organico, la Filarmonica, il perseguimento di percorsi professionali, oltre alla sede, devono trovare la loro naturale soluzione nel confronto e negli accordi sindacali.

Da tempo il sindacato, in rappresentanza dei lavoratori della Fondazione (Professori d’orchestra e personale amministrativo e tecnico), contratta e discute di tutti questi aspetti cercando soluzioni e possibili accordi.

Alla fine di quest’anno è previsto inoltre il rinnovo della contrattazione aziendale, che integra quella nazionale, vale a dire il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche (ex Enti Lirici), unico riferimento normativo in ambito musicale, applicato ( oltre, naturalmente al personale delle suddette Fondazioni) a pochissime altre Istituzioni musicali.

Questo è il percorso corretto, anche se spesso può risultare complesso e conflittuale.

La polemica politica, quindi, non aiuta la risoluzione dei nostri problemi, ma amplifica la confusione e la conflittualità interna, rallentando la normale dialettica sindacale.

Concludendo, ci piacerebbe che si ponesse fine ad articoli artificiosi e si rispettasse maggiormente il valore del lavoro, che la Fondazione Toscanini oggi esprime. (Gazzetta di Parma, 01.08.2004)

Silvia Avanzini
Segreteria SLC CGIL

Nadia Frezza, Julia Geller, Giorgio Nevi, Carlo Perucchetti
RSA CGIL Fondazione Toscanini

Un pensiero riguardo “Fondazione Toscanini: la Cgil la pensa così

  1. E pensate male!!! Complimenti!!! Veramente lungimiranti!
    Credo che alla luce dei fatti, oggi 2009, dovreste almeno chiedere scusa a chi scriveva in ben altro modo rispetto al vostro e sollevava questioni vere, che si sono poi avverate, con la cacciata del Sovrintendente Baratta, l’azzeramento del CDA e Bilanci fallimentari… da portare i libri in tribunale!! Conseguenza evitata solo grazie al contributo extrabudget della Regione E.R. e alla anticipazione bancaria dei finanziamenti regionali degli anni successivi. Quando uno sbaglia a questi livelli, è buona norma dimettersi o almeno cambiare settore… per arrecare meno danno possibile!!
    Ma in Italia la faccia di bronzo ha valori al merito…

    Luigi Boschi

Lascia un commento