L’Udc su Teatro Regio e Fondazione Toscanini

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Nei giorni scorsi l’Udc aveva già espresso forti dubbi sulla gestione dei fondi regionali erogati alla Toscanini e sulla mancata cerimonia di investitura di Lorin Maazel in una delle città della Regione Emilia Romagna, socio di referimento primario della Toscanini e privato di tale "onore". La Toscanini sente ora la necessità di far omaggio alla città di Parma di un concerto della Filarmonica diretta dal M° Maazel in piazza Duomo. La notizia viene data in anteprima dal principe Diofebo Meli Lupi nell’ambito di un programma su una emittente locale. L’Udc si augura che questo "omaggio" (che dovrebbe svolgersi ai primi di luglio) sia gratuito come lo è stato il Galà in onore di Carlo Bergonzi al Regio di Parma, il dubbio sorge in quanto i biglietti per il concerto di Bergonzi a Busseto organizzato dalla Toscanini, non vengono offerti gratis come a Parma e sicuramente dalla nostra città non parteciperanno in molti alla festa in onore del tenore: non tanto perché si paga, quanto per il fatto che si paga per un evento già fruito gratuitamente al Regio di Parma.

E a proposito del Regio e della Toscanini, l’Udc, dopo aver letto il pensiero espresso a tal proposito nelle "lettere al direttore" (Gazzetta del 15 giugno 2004), sente sempre più il bisogno di fare chiarezza. La confusione fra la plurimiliardaria (in vecchie lire) orchestra Filarmonica Toscanini e la benemerita società amatoriale dei Filarmonici di Busseto, operanti già nell’ottocento, la dice lunga sul bisogno d’informazione e di chiarezza. Il sovrintendente della Toscanini non sarebbe lieto del confronto, visto il "battage" pubblicitario di una operazione, nelle intenzioni, internazionale (l’investitura di Maazel a Barcellona). Ma nella lettera vi è un’altra imprecisione: la Toscanini non è ancora "Ente Lirico" (così come affermato), anzi non possiede nemmeno una sede, cioè un teatro.

Il Teatro Regio di Parma ha già la sua orchestra ed è di ottimo livello. Il nostro teatro, anzi è considerato a livello nazionale "uno dei teatri più seri e di qualità". Se qualche rappresentazione può essere discutibile (in questa stagione lirica , ad esempio, quella di Bohème) non si può negare l’evidenza, e cioè che il Regio di Parma vanta una orchestra che è già ambasciatrice nel mondo della musica Verdiana. L’augurio è quello che il Comune di Parma e altre Istituzioni sostengano il Conservatorio "A. Boito" come ente di formazione e il Teatro Regio come ente di produzione e di altissima tradizione e prestigio. La guerra contro Ubaldi, attraverso il Regio, non giova alla città, inoltre i due enti hanno diversa natura e sono entrambi due progetti validi se condotti con seri criteri, ognuno di loro deve mantenere però la propria identità. Se di basso livello si deve parlare, questo può essere riferito solo alla Filarmonica A. Toscanini che pur con cospicui contributi regionali, al contrario del Regio, fino ad ora non è riuscita ad ottenere un livello qualitativo tale da giustificare il considerevole sostegno finanziario (al sito www.udcparma.it è pubblicata ampia documentazione), anzi la Toscanini ha addirittura la presunzione di poter fare "formazione" utilizzando fondi europei e regionali. E solo sulla stagione d’Opera piacentina il sindaco Reggi di Piacenza ha affermato che "sulla Toscanini ha investito 4 miliardi di vecchie lire in risorse locali e 11 miliardi arrivati da altre fonti", e ha aggiunto che " così potrebbe essere per la Cherubini, la nuova orchestra giovanile della Fondazione A. Toscanini". Non dimentichiamo che la Toscanini già riceve annualmente parecchi milioni di euro dalla Regione Emilia Romagna, questo ancora una volta pone preoccupanti interrogativi sui bilanci in rosso di questa Fondazione, alla quale ancora si chiede, per ragioni di trasparenza, di poter visionare il bilancio, atto pubblico di diritto ma non di fatto.

E poi se al Comune di Piacenza sta così a cuore la Fondazione A.Toscanini e la giusta esigenza di avere un’orchestra, ebbene si prenda l’orchestra della Toscanini, e la giusta esigenza di avere un’orchestra, ebbene si prenda l’orchestra della Toscanini che finalmente potrebbe avere una sede ed un teatro, e potrebbe abbattere gli alti costi dell’affitto del sontuoso Palazzo Marchi. Ma il prof. Baratta, leader incontrastato della Toscanini, è disposto a rinunciare a Parma?

E quanto ancora sarà disposta la Regione a sostenere la Toscanini, considerato che questa sta facendo una politica di alleanze con il governo romano che sta diventando una vere e propria "love story".

Sulla prolifica attività della Toscanini, e sulla capacità di far girare in tournée certe orribili produzioni, ci congratuliamo: indiscussa poi la capacità di ottenere finanziamenti da Regione. Stato e Ue, nonché da diversi Comuni. Più discutibile anche il rapporto con l’orchestra stabile che non sembra esser soddisfatta, così come non lo è il pubblico che peraltro paga il biglietto ( e non sono "prezzi politici").

Allora? All’Udc non sembra affatto che questa sia un’orchestra al servizio della Regione Emilia Romagna, quanto piuttosto una Regione al servizio di questa orchestra. Al neo Presidente della Provincia di Parma (ente fondatore della Toscanini), l’Udc chiede di fare chiarezza sui numeri e di aprire un dibattito costruttivo sulla musica nel nostro territorio e sul sostegno al Conservatorio come ente di formazione, spesso "dimenticato" dalla Regione: sulla salvaguardia e sulla crescita dell’orchestra stabile della Toscanini che può avere una sua valenza e un suo spazio al di là del Teatro Regio che costituisce realtà già consolidata, senza guerre o competizioni, o peggio, strumentalizzazioni politiche. (Gazzetta di Parma 25/06/2004)

Giuseppec Pellacini
Segreteria Provinciale Udc

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