MELI ATTO III

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Dopo Cagliari e La Scala, il Regio di Parma
D) Maestro Meli, quale è il suo compenso annuale per l’impegno al Regio?
R) Sono affari miei. Sono aspetti personali a cui non rispondo.

D) Maestro Meli, Le sembra corretto continuare ad avvalersi dell’agente Proczynski, come è sua abitudine, che risiede a Montecarlo, molto discusso nell’ambiente, in particolare per i suoi modi disinvolti di gestire i compensi delle performance dei suoi artisti e eludere il fisco italiano?
R) Ho conosciuto Proczynski per caso presentato dalla Scala. Se è l’agente di Muti, Maazel, Prêtre, cosa posso farci!! non è mia competenza controllare il suo operato.

D) Maestro Meli, si dice che il Lirico di Cagliari abbia avuto un profondo deficit economico (24 milioni di euro nel 2003) con la sua sovrintendenza, potrebbe darci lumi?
R) C’è stato innanzitutto un problema di competenza amministrativa. Comunque i deficit degli ex enti lirici dipendono dalla politica statale. Il fondo per lo spettacolo è insufficiente e inadeguato.

Nota: Che per la cultura non vi siano risorse è cosa risaputa. Sta di fatto però che i mezzi si trovano per i soliti noti!! che prosciugano le casse. Comunque viste le difficoltà per carenza di risorse, Meli cosa fa? Stipula un contratto con l’agente Proczynski per 2,1 miliardi di lire nel 1999 per cinque rappresentazioni della nona di Beethoven diretta da Maazel, pagata in due tranche in contanti, anche con marchi tedeschi. (Espresso 28 aprile 2005).

Così Meli, il nuovo sovrintendente, risponde alle mie domande in occasione della sua presentazione di insediamento a sovrintendere la Fondazione Teatro Regio. Ringraziandomi per la delicatezza delle domande, riscuote anche un applauso da alcuni partecipanti. E il Sindaco Ubaldi al suo fianco a sorridere, compiaciuto per le risposte. Bell’esempio di rigore etico per i cittadini!! che giornalmente subiscono invece vessazioni di ogni tipo. Non si sbaglia quando si dice che la prepotenza di pochi ha origine dal disinteresse di molti!! Ma un sovrintendente non dovrebbe avere attenzione per il rigore etico prima ancora di quello artistico? Come mai tanta disinvoltura da parte della Pubblica Amministrazione a elargire finanziamenti destinati a pagare artisti via Montecarlo? La Guardia di finanza così attenta agli scontrini di cassa, che fa, guarda l’opera? Come mai il Sovrintendente non risponde della sua remunerazione in pubblico? Ha vergogna! Forse pudore? E’ o non è la collettività che in modo indiretto lo remunera? Ma va là Meli, mi faccia il piacere!! Se la ride sornione Totò…”Pu che sovraintendòr al s’l’inténda! Ag piäse l’òpra d’I Masnadiér! (Più che sovrintendere se l’intende! Gli piace l’opera de I Masnadieri), sottolinea cinico il fantasma del loggione parmigiano. (Parma, 4 agosto 2005)

Luigi Boschi

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