A Piacenza il primo Falstaff di Luca Salsi è già memorabile

Spread the love
Luca Salsi in Falstaff al municipale di Piacenza

C’era mezza Parma al Municipale per il debutto del baritono nell’ultimo titolo verdiano. Lo stesso allestimento andrà in febbraio a Modena e in marzo a Reggio Emilia

di MAURO BALESTRAZZI

Venerdì sera al Municipale di Piacenza ti guardavi attorno e vedevi dei parmigiani: c’era mezza città in trasferta per non perdere il debutto di Luca Salsi nel ruolo di Falstaff, ultimo titolo del catalogo verdiano.

L’attesa non è andata delusa. Salsi è oggi il numero uno dei baritoni, come ha confermato anche la Tosca che ha inaugurato la Scala, dove è stato il più applaudito, e chi lo ricorda alle prime armi sul palcoscenico del Regio non può che restare ammirato nel verificare il percorso effettuato da questo artista per migliorarsi vocalmente e affinarsi come interprete.

Il suo Falstaff è già memorabile. Il ruolo gli calza a pennello e sembra scritto per lui. Salsi lo fa suo con incredibile disinvoltura e senza rifarsi ad altri modelli, ma offrendo una lettura personale di questo straordinario personaggio, senza mai cadere nella tentazione di una facile comicità o di calcare la mano sull’aspetto malinconico. Eccellenti alcuni momenti come il Quand’ero paggio o il monologo dell’atto terzo.

Certo, c’è ancora qualcosa da migliorare (i falsetti) o da togliere (quell’inutile risata dopo Va, vecchio John), ma già si può dire che se Ambrogio Maestri è stato il grande Falstaff degli ultimi vent’anni, Luca Salsi lo sarà da qui in avanti.

Attorno al protagonista si è mosso un cast molto equilibrato, con particolari note di merito per l’ottimo Ford di Vladimir Stoyanov (perfetto l’assemblamento delle due voci baritonali, stavolta più chiara quella di Ford e più scura quella di Falstaff), la spigliata Alice di Serena Gamberoni e il collaudato Cajus di Luca Casalin. Molto applaudita la Nannetta di Giuliana Gianfaldoni.

L’allestimento, essenziale e molto funzionale, con gli immancabili mimi, era del regista piacentino Leonardo Lidi, al suo debutto operistico. Discontinua la direzione dello spagnolo Jordi Bernàcer che ha guidato l’Orchestra Toscanini, più a proprio agio nell’atmosfera incantata dell’ultimo atto che nelle parti più brillanti, come la grande scena della caccia a Falstaff dell’atto secondo.

Questa produzione, sempre con Salsi protagonista, sarà a Modena il 14 e il 16 febbraio e a Reggio Emilia il 27 e 29 marzo. Niente Parma. Giusto così. I nostri cugini piacentini hanno lodevolmente dedicato un consiglio comunale ad affermare la piacentinità di Giuseppe Verdi, lamentando nel contempo lo scippo (sic) del compositore da parte dei parmigiani, cui sarebbero seguiti quelli della Cassa di risparmio e del 118. Spiace sia stato dimenticato Toscanini, i cui antenati paterni venivano dall’alta val Trebbia. Un suggerimento per la prossima riunione del consiglio comunale cittadino: Luca Salsi risulta essere nato a San Secondo, ma cercando con cura fra i suoi avi qualche piacentino potrebbe esserci…

Fonte Link: parma.repubblica.it

Lascia un commento