Caso Scala, la decisione nel cda di fuoco: “Restituiremo l’acconto ai Sauditi”

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L’annuncio del sindaco Sala dopo la riunione del consiglio del Piermarini e la relazione del sovrintendente sull’accordo con l’Arabia Saudita. Protesta dei Cub

di ANDREA MONTANARI

La resa dei conti, dopo giorni di veleni, polemiche, annunci. Il cda della Scala di Milano si riunisce per decidere sull’offerta dell’Arabia Saudita di finanziare il Piermarini con 15 milioni in cinque anni, in cambio di un posto nel consiglio di amministrazione. Un accordo che, in queste settimane, è stato sempre più in salita, visto che il regista dell’operazione, il sovrintendente Alexander Pereira, l’avrebbe condotta in solitaria, secondo le accuse del ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli, del governatore Attilio Fontana, del sindaco Beppe Sala. Ed è proprio il sindaco Sala che, uscendo dal cda, annuncia: “Restituiremo l’acconto ricevuto, la donazione è arrivata senza l’assenso del cda”.

Al centro del cda c’è la relazione di Pereira sulla questione, ma inevitabilmente sul tavolo c’è anche la riconferma del sovrintendente (che scade nel 2020) sempre più a rischio, visto che anche Fontana ha detto che “il suo comportamento è da licenziamento“, dopo aver saputo che Pereira aveva già accettato un acconto di tre milioni dai Sauditi. “Alexander Pereira certamente rimane al suo posto. Non è in discussione”, assicura Sala ricordando che il sovrintendente è confermato fino alla fine del mandato nel 2020. “Se Fontana intende portare avanti questa idea deve dire al suo rappresentante in cda, Philippe Daverio, di proporlo ma non è stato questo il caso”.
“Per me parla il governatore Fontana: spero che nessuno abbia fatto scelte culturalmente, economicamente, politicamente rilevanti senza coinvolgere gli azionisti che rappresentano i cittadini. Quindi se qualcuno lo ha fatto, si è comportato in maniera scorretta”, ha risposto il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini a chi gli ha chiesto se il sovrintendente della Scala Alexander Pereira sia “da licenziamento”.

Fonte Link: repubblica.it

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