Ferraris, Fontana, Pizzarotti il trittico Lirico del Regio di Parma

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20/07/2014 ore 10,35 Ricevo questa e-mail dall’assessore Maria Laura Ferraris:
Guardi che il Parco della Musica è un progetto di questa amministrazione. Quindi nella sua visione un flop. Come non aver liquidato la Fondazione e chiuso il Regio. Nella sua cultura direttamente proporzionale alla volgarità e violenza dei suoi interventi l’incoerenza impera. a partire dai “tre olandesi” che ha decantato finchè non si è visto escluso da remunerate posizioni in Regio. Così almeno dice la città. Invii le comunicazioni a chi si iscrive al suo blog. Dovrebbe essere tutela di legge, almeno poterne uscire. 

20/07/2014 ore 19,56 Rispondo 

Assessore Ferraris,
comprendo la sua risposta risentita, per la mia richiesta delle sue dimissioni a seguito dei suoi flop. Lei dichiara una precisa linea politica e rivela “acutezza nel merito”, ma non scalfisce la mia posizione. Le ho trasmesso i miei scritti, come a molti componenti della Giunta e del Consiglio Comunale, perché lei fosse informata come Assessore. Sono un cittadino che ha tutti i diritti, per legge, senza la sua autorizzazione, di trasmetterle la sua visione, il suo pensiero. Lei ha il dovere istituzionale, non la facoltà di leggermi, e eventualmente incontrarmi.  Vista la sua richiesta, comunque, non mi crea fastidi cancellarla dalla mia mailing list. Lei scrive e fa riferimento a “cosa dice la città”, bene, sappia che in città si dice che lei sia l’amante del Sindaco e faccia ampio uso di xanax (psicofarmaco). Non le dico come era soprannominata confidenzialmente da Fontana. Questa la tengo per me.
Sono altresì al corrente della sua opinione su Carlo Fontana prima dell’incarico, espressa a artisti che la incontrarono per perorarne la nomina.

Vede, lei risponde con un insieme di cose che meriterebbero invece una dettagliata scansione e risposta. Cosa che io farò, in modo da renderle più chiaro l’insieme.. che lei fatica a cogliere. Lei non è all’altezza del ruolo chiamato a svolgere… e non è solo una mia opinione.
Se questa è la sua scrittura… Capisco la sua confusione mentale in cui perversa e riconduce l’attività culturale di Parma. Di “liquidare la Fondazione e chiudere il Regio” erano altri a sostenerlo… io invece ero preoccupato ci si potesse arrivare. Qualcuno le disse in diretta che il Regio era un cadavere… ricorda? ma non ero io. Era un certo Walter Lemoli, che non è l’ultimo arrivato, ma una figura di riferimento del teatro di prosa italiano.

La vera “volgarità” nei confronti della città è nella sua nomina imposta a Assessore alla cultura per curriculum. 
E dovrebbe chiedere anche a Fontana e a Ferrari prima di scrivere e lanciare queste sue “perle di cultura”. Non dovrei io rammentarle il recente passato storico del Regio. Io ho svolto un ruolo per il cambio di guida al Regio, da tutti riconosciuto e documentato. Il mio blog era lo strumento di severa critica di quanto stava succedendo e attraverso cui far conoscere nuove proposte e il nuovo pensiero (vedi ad esempio il progetto Rolli-Pertusi). Lei dove era? Chi era contro il rinnovo di Mauro Meli ad eccezione del sottoscritto? Con chi teneva Carlo Fontana quotidiane relazioni prima ancora di arrivare a Parma? Cosa dichiarò a TV Parma Carlo Fontana, intervistato da Molossi, su come da Milano si tenesse aggiornato sul Regio? Risposta: “attraverso il blog di Luigi Boschi”. 
Se vuole leggere gli sms di Carlo Fontana, mi fissi un incontro e glieli mostro tutti, oppure se lo faccia dire da Fontana stesso e da sua moglie. Tengo poi in memoria tutte le mail con Carlo Fontana. Non temo confronti su quel che dico. E Fontana so che non smentirà, perché è la verità. Chi suggerì a Fontana, su specifica sua richiesta, il nome di Amministratore Esecutivo, poi adottato? E’ vero, una volta arrivato a Parma, Fontana espresse il desiderio di avvalersi anche della mia collaborazione, avrei dovuto avere un incarico (tutto qui), per meriti, e non penso vi sia nulla di male; ho un mio trascorso familiare e professionale… che continuo ad esercitare con diverse modalità. Il mio socialblog (mio neologismo) ne è la conferma.  
Fui costretto purtroppo ad assentarmi da Parma per un grave problema di salute, diagnosticato in agosto 2012, di cui avevo reso noto Fontana solo qualche giorno prima della mia partenza. E poi, quando ero in cura a Milano, dopo una importante operazione, la lettera pubblicata, a mia totale insaputa, senza alcun preavviso, sulla Gazzetta di Parma del 15 febbraio 2012, LETTERA ALLA GAZZETTA DI PARMA DI CARLO FONTANA a firma Carlo Fontana Amministratore esecutivo Teatro Regio indotta o commissionata, pare, dal direttore Molossi. Lettera di cui chiesi, essendo un atto di un soggetto pubblico, che vi fosse la discussione nel CDA del Regio, con verbale di incontro reso pubblico, giusto per la logica della trasparenza a cui avete sempre fatto riferimento. Mi fu negato (chieda a Marcello Frigeri, vi è stata ampia corrispondenza mail e telefonica)…L’amministratore esecutivo del Regio Carlo Fontana, in provincia ridotto a un lacché di Molossi. Fontana, la rosolata porchetta scaligera, un boccone prelibato a Parma 
Pensi Ferraris che il vostro ufficio stampa chiese a me, non a lei, se potevo scrivergli un testo riassuntivo sull’OTR, sapendo della mia conoscenza in merito; cosa puntualmente avvenuta che poi io tramutai in un mio articolo I FALSARI DEL REGIO). La decisione sull’OTR è una delle poche cose positive che riconosco a Pizzarotti, non condividendo, però, per quel che ne so, la gestione e il modo in cui è stata loro comunicata.
Vede, la mia battuta sui “tre olandesi”, detta al Regio in un contesto pubblico, fu determinata dalla stretta relazione che avevo con Fontana che mi disse di essere milanista da sempre, come lo sono io. 
Visto che è in tema di “stupide, ignoranti accuse” vendicative, si faccia raccontare anche della cena da Cocchi che organizzai personalmente (conto alla romana), con circa dieci persone, ospiti solo Fontana, Arcà, Ferrari. Ed era con noi seduta al mio fianco, con il suo sorriso raggiante Elena Formica, anche lei poi delusa della nuova dirigenza: “Non è cambiato nulla Luigi! -mi diceva sconsolata-Vedo ancora tutte le stesse facce di prima che fanno le stesse cose”. Cercavo di convincerla chiedendole di concedere loro un po’ di tempo. Ma aveva ragione Elena! Aveva capito tutto da subito.
Sì, pensavo fossero tre olandesi, ma se ne rivelò solo uno Luigi Ferrari. A lui si deve la rimessa in ordine dei conti del Regio e il business plan. Su questo aspetto scambiai una veloce battuta con il suo Sindaco Pizzarotti incontrato per caso all’uscita dalla biblioteca Guanda. Mi confermò la preziosa attività svolta dal Maestro Ferrari. 
E sempre a Ferrari a fianco di Roi, si deve ascrivere il riassetto economico della Toscanini dopo Baratta con l’aiuto economico della Regione Emilia Romagna, Presidente Errani. 
Sa, non sempre tutti gli acquisti riescono. Principale impegno di Fontana sarebbe stato quello di trovare nuovi soci per la Fondazione e nuovi sponsor. Non penso sia avvenuto. Avrebbe dovuto riaprire un dialogo con la città che il Regio ha sempre avuto, terminato, forse, con Angela Spocci, lasciata ingiustamente ai margini.  
Arcà avrebbe dovuto disegnare un nuovo progetto artistico sia per la Stagione che per il Festival Verdi, tracciare un nuovo percorso per il Regio. Non credo vi sia, se non in forma involutiva. Ora vengo a sapere che è farina anche del suo sacco!! complimenti… per la farina avariata. 

Del Parco della Musica di Parma includendo Palazzo del Governatore, ne parlai più volte a Fontana e a Luigi Ferrari, spiegando pure cosa pensavo si potesse fare, durante le mie frequentazioni “non remunerate” e mi risulta peraltro che “Il parco della musica di Parma” sia un progetto di Roberto Ghiretti, presentato in campagna elettorale. Quindi non si appropri di qualcosa, che se verrà realizzato, ne sarò personalmente contento, ma era già stato pensato e proposto anche da altri. Un concetto già realizzato da Renzo Piano a Roma.

Così come sono favorevole sul Consorzio Regio-Toscanini per la gestione del complesso Paganini composto da auditorium, sala Ipogea, il centro di produzione musicale Toscanini, divenuto poi centro congressi. La Regione finanziò con 3.000.000.000 di lire l’opera dell’edificio adiacente l’Auditorium per conserntire alla Orchestra stabile Toscanini (tra le 13 ICO Italiane), che risiede a Parma, di avere una propria sala prove.
E di tale idea sulla necessità di una maggiore sinergia operativa tra le due Fondazioni (senza vicendevoli prevaricazioni), scrissi un progetto l’anno scorso per la Toscanini che comprendeva diversi aspetti, in particolare per iniziative internazionali, in quanto le due Fondazioni costituiscono le nostre realtà musicali di Parma conosciute nel mondo. Chieda a Ferrari o a Roi.

Per ultimo vediamo i suoi principali successi, da me, a suo parere, “erroneamente” chiamati flop:

-“Botero a Parma” (dov’è il tour internazionale?); Le opime forme di Botero a Parma
-“Festival della Parola”, credo senza successo di pubblico; una scopiazzatura con minor successo di “Settembre parmigiano”. L’INIZIO E LA FINE DELLA PAROLA: FESTIVAL DELLA PAROLA DEI FALSARI
-soppressione del Festival della Poesia senza vere motivazioni;

-Festival Verdi 2013
 SEVERA LA CRITICA NAZIONALE SUL FESTIVAL VERDI 2013 DI PARMA. GRANDE PERO’ LA DIREZIONE DI SEBASTIANO ROLLI A BUSSETO CON FALSTAFF
Visto che ci sono, rispondo anche su alcuni punti del suo intervento di oggi (20/07/2014) sulla Gazzetta di Parma pag 7. 
-Cito: “L’anno scorso (2013) ho lasciato che fossero Carlo Fontana e Paolo Arcà a presentare il Festival Verdi del Bicentenario perché era una proposta forte, che portava la loro firma. Quest’anno (2014) la proposta era più debole, più esposta alle critiche, mi sono voluta prendere le mie responsabilità, affiancando il dottor Fontana”
Lei Ferraris, dice “ho lasciato”?  Ma non ha competenze nè ruolo per programmare stagioni artistiche da sola o a fianco di chicchessia. Lei non dovrebbe stare neppure nel CDA del Regio in palese conflitto di interessi. Ed è qui lo scontro culturale che sostiene a ragione Fontana “idee divergenti”, ma si rende conto se l’ex scaligero per 15 anni sovrintendente può accettare il confronto nel merito con lei? Lei era l’impedimento fin dall’inizio! Se Carlo Fontana a Parma ha fallito non è colpa sua, i responsabili sono altrove… e lei lo sa! Questo a  Fontana lo riconosco, ma lui l’ha voluto!                                     
-cito. “Pensiamo a una figura di massimo 45 anni, anche per creare un’opportunità ai giovani… Chiederemo un progetto triennale. Il bando sarà pronto per metà settembre. Contiamo di trovare la persona che cerchiamo per la fine del Festival Verdi, metà novembre”. 
Cos’ è il desiderio di un suo possibile nuovo “principe” che la porti altrove?
Ne sarei felice se arrivasse per novembre, ma anche prima, un direttore artistico con le caratteristiche necessarie per fare ciò che non è stato fatto in questi anni. Vedremo chi suggerirete. Forse il limite dell’età è un vostro stratagemma per favorire qualcuno escludendo la possibilità di partecipare ad altri con esperienza.
Limitare infatti la partecipazione al Bando a persone fino a 45 anni, vuol dire non aver capito niente di Teatro ne di produzioni artistiche. In questo modo lei offende i professionisti del settore. Non si può ancora partorire un figlio laureato! Solo persone che hanno competenza, relazioni, esperienza anche internazionale possono avere l’autorevolezza di ambire ad un ruolo di direttore artistico del Regio. Ciò che conta è sì il progetto, fondamentale, che in questi anni non c’è stato, al di là del business plan, ma anche il ruolo riconosciuto nell’ambiente. L’autorevolezza e la credibilità di comando. Altrimenti non arrivano né sponsor, né nuovi soci. (Non vi è riuscito il navigato Fontana!) Non per escludere i giovani (di cui dovreste invece occuparvi anziché lasciarli spiaggiati con il bicchiere in mano), ma visto che il prescelto dovrebbe essere persona di vertice, è bene che sia attrezzata per svolgere questo ruolo. Non è incarico da prime esperienze quello al Regio, in particolare di questi tempi.
L’età non può essere una discriminante a priori. Questo sarebbe un altro suo flop, ma sono convinto che questa condizione di età (massimo 45 anni) sarà rivista. Confido nel CDA. Sarebbe altrimenti un’altra sua idiozia. Lei non ha nemmeno le capacità e le conoscenze per delinearne il profilo. 
Per prima cosa, invece, dovrebbe dimettersi, subito, dal CDA del Regio (spero che questo tema sia portato e discusso in Consiglio Comunale e che il Consiglio su tale aspetto possa esprimere la sua opinione. Voglio vedere chi consente la sua permanenza oltre la maggioranza bulgara pentastellata, recentemente  un po’ in difficoltà). E’ una questione etica. E si prepari ad andarsene, perché non sarete rieletti e lei sparirà da Parma. Nessuno vi vuole e la vuole!! Questo si dice in città… torni alle sete. Già si intravvedono i primi segnali di caduta.
Che una nullità come lei, Ferraris, abbia avuto una pagina intera sulla Gazzetta, per dire niente, è una vergogna giornalistica che contraddistingue il nostro organo di stampa locale, firmata dalla nota Pedrabissi di cui ricordiamo le interviste genuflesse a Meli, (vedi miei articoli NEL SEGNO DI MELIMAURO MELI E IL REGIO DI PARMA: UNA STORIA, SETTE ANNI INDIMENTICABILI!… UN ELDORADO INSPERATO.) una attenzione neanche avuta per l’ex sovrintendente scaligero Fontana, che nonostante gli errori commessi a Parma, ha una sua storia, lei no. 
Insomma, con voi pentastellati, si può dire che dopo l’orgia è arrivata la maledizione, tra orrore e folcrore; al vuoto politico in città, corrisponde una reazione con il voto degenerato e il Regio, che è specchio della città, (ora tempio del dramma anziché del melodramma) come la Concordia finita incagliata nelle secche mentre a bordo si brindava, lei Ferraris era sul ponte di comando (CDA) a brindare col novello Schettino-Pizzarotti. Siete una parodia di governo. Da due anni state ingannando tutti. Il Regio nelle vostre mani è una stiva sott’acqua. Per riportarlo a galla occorrono mezzi idonei con risorse economiche e umane che ora non ci sono. Ubaldi, Vignali, Ciclosi, Pizzarotti… hanno ridotto Parma e il Regio a un relitto appoggiato sul fianco. Le banche hanno in mano il corpo esausto della città tenuto in vita con circolazione estracorporea. Fino a quando?  
Devo riconoscere a Giuseppe Pellacini una brillante metafora sul Regio, notevole, da commedia parmigiana del sasso, tipica da loggione: “Il sindaco ha bombardato il nostro teatro come neanche la seconda guerra mondiale riuscì a fare”.
Buona domenica (20/07/2014)

Luigi Boschi  
  

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