GIUSEPPE MARTINI A IMPARIAMO IL CONCERTO racconterà Šostakovič e Strauss Sala Päer giovedì 23 maggio ore 18.00

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Giuseppe Martini critico musicale

GIUSEPPE MARTINI A IMPARIAMO IL CONCERTO: Nella conferenza conclusiva racconterà Šostakovič e Strauss
Alla Sala Päer giovedì 23 alle ore 18.00. 

Giuseppe Martini sarà il protagonista dell’ultimo appuntamento dell’edizione 2019 di Impariamo il Concerto, la serie di conferenze e prove aperte al pubblico attraverso le quali la Fondazione Toscanini presenta al suo pubblico e agli appassionati i brani che costituiscono la programmazione di Nuove Atmosfere. L’incontro di questa settimana, tenuto dal noto giornalista e musicologo parmigiano, è previsto per le 18.00 di giovedì 23 maggio alla Sala Conferenze Päer del CPM Toscanini. L’ingresso avverrà attraverso l’atrio del Centro di Produzione Musicale in corrispondenza della biglietteria della Fondazione.

Per chi vorrà assistere alle prove aperte (l’occasione è irripetibile causa il monumentale organico che vede unite la Filarmonica Toscanini e l’Orchestra Verdi di Milano dirette da Jader Bignamini) esse sono in calendario all’Auditorium Paganini per le ore 16 dello stesso giorno. I biglietti – al prezzo simbolico di 1 euro – sono in vendita presso la biglietteria della Fondazione Toscanini, situata presso il CPM Toscanini, Viale Barilla 27/A, o direttamente in Auditorium a partire da 30 minuti prima. Informazioni al numero 0521/391339 o scrivendo a biglietteria@fondazionetoscanini.it.

Il programma sarà aperto dal Concerto per violino e orchestra n. 1 in la minore op. 77 di Dmitrij Šostakovič, che sarà interpretato da Francesca Dego, giovane violinista italiana ormai proiettata verso una luminosa carriera internazionale. L’opera, che debuttò nel 1955, è dedicata al celebre violinista David Oistrakh che lo interpretò per la prima volta; era dal 1933 che Šostakovič non si misurava con il concerto solistico (è di quell’anno il Concerto per pianoforte) e tutto lascia pensare l’apparizione dello straordinario virtuoso sia stata determinante per spingere il compositore a creare questo splendido concerto ed anche a condizionarne il linguaggio, caratterizzato dal problema dell’inserimento virtuosistico del solista nella compagine strumentale. Ancor più straordinaria la monumentale Eine Alpensymphonie la Sinfonia delle Alpi, poema sinfonico op. 64, che Richard Strauss compose tra il 1911 e il 1915, qualche anno dopo i suoi primi nove – e celeberrimi – poemi sinfonici. Partitura che richiederebbe la bellezza di 137 esecutori, dalla possente e perfetta capacità di descrivere in musica la maestosità delle Alpi, essa è considerata “un ingombrante enigma” dagli studiosi del compositore che ritorna qui alla grandiosità degli inizi, raggiungendo però uno dei vertici assoluti della sua immensda capacità di orchestratore, dando vita ad un’opera complicata, originale, fantasiosa, che affascina da un secolo gli ascoltatori di tutto il mondo.

Giuseppe Martini è segretario scientifico dell’Istituto nazionale di studi verdiani e si occupa di ricerca storico-musicale. Collabora dal 1993 alla pagina culturale della “Gazzetta di Parma” e dal 2001 alla rubrica letteraria del mensile “Arbiter”. È stato vicedirettore, critico musicale e d’arte per il mensile “Il Caffè del Teatro”. Oltre a numerosi saggi e interventi in riviste e convegni e articoli in riviste, si ricordano fra i suoi lavori principali: “Claudio Merulo” (Parma, Ordine Costantiniano di S. Giorgio, 2005), “Giuseppe Verdi. L’uomo, l’artista, il mito” (Torino, UTET, 2011); “Le prime di Verdi a Parma” (Fidenza, Mattioli, 2013, con Gian Paolo Minardi); “Verdi. Genesi e trama delle opere” (Parma, STEP, 2013); l’apparato critico del “Carteggio Verdi-Morosini” (Parma, Istituto nazionale di studi verdiani, 2013); la cura del “Carteggio Verdi-Piroli (Parma, Istituto nazionale di studi verdiani, 2017), primo volume dell’edizione nazionale dei carteggi verdiani. Ha inoltre scritto e presentato la serie di documentari “sempreVerdi” su Classica HD (2015-2016). Ha collaborato ai programmi di sala del Teatro Comunale di Modena e del Teatro San Carlo di Napoli e tuttora collabora con il Teatro Regio di Parma, la Fondazione Toscanini e con la rassegna di musica moderna e contemporanea “Traiettorie”.

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