IL FESTIVAL DELLE NAZIONI CHIUDE ANCORA IN CRESCITA

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IL FESTIVAL DELLE NAZIONI  CHIUDE ANCORA IN CRESCITA

Si è svolta questa mattina la conferenza stampa di chiusura della 49a edizione del Festival delle Nazioni di Città di Castello, alla quale sono intervenuti Fernanda Cecchini Assessore alla cultura della Regione Umbria, Luciano Bacchetta Sindaco di Città di Castello, Michele Bettarelli Vicesindaco Assessore alle politiche culturali del Comune di Città di Castello, Giuliano Giubilei Presidente del Festival delle Nazioni, Aldo Sisillo Direttore artistico del Festival delle Nazioni, Roberto De Lellis Direttore organizzativo del Festival delle Nazioni.

L’IMPEGNO DEL FESTIVAL DELLE NAZIONI IN SOSTEGNO DEI TERREMOTATI DEL CENTRO ITALIA

Giuliano Giubilei: «A proposito del concerto annullato di Rokia Traoré, mentre gli artisti erano già qui a Città di Castello, l’artista non ha potuto raggiungere l’Italia a causa di un overbooking di AirFrance. Questa è la versione ufficiale alla quale ci dobbiamo attenere, i nostri legali stanno valutando se ci sono gli estremi per un’azione legale. Ci dispiace due volte, non solo perché il concerto era uno dei più attesi del Festival, ma anche perché avevamo deciso di devolvere l’incasso dei circa 500 biglietti venduti alle popolazioni terremotate. Abbiamo quindi deciso di fare uno sforzo ulteriore, ossia quello di rinunciare a due incassi, devolvendo interamente l’incasso della serata di chiusura di oggi con l’Orchestra della Toscana alla stessa finalità. Aggiungo, per quanto riguarda il nostro contributo alle comunità terremotate, che anche in occasione dell’incontro con Paolo Mieli – un incontro di grande successo che si è svolto ieri nel Salone dei Fasti di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio – l’incasso ricavato dalla vendita dei libri sarà devoluto alla Protezione Civile nazionale».

I DATI DEL FESTIVAL DELLE NAZIONI 2016
«I dati registrano un trend positivo che dura da quattro-cinque anni – continua Giuliano Giubilei –, un trend che a sua volta conferma la validità della formula del Festival delle Nazioni. Per quanto riguarda gli incassi, se escludiamo quelli dei concerti diciamo ‘delle grandi stelle internazionali’ (ossia Nyman nel 2013, Noa nel 2014, Goran Bregovic nel 2015 e Rokia Traoré nel 2016) ammontano a 22.000 euro nel 2013, 32.000 euro nel 2014, 31.000 nel 2015, 35.000 euro nel 2016. Quindi quest’anno abbiamo raggiunto il massimo, al netto delle grandi star, solo con il cartellone per così dire classico. Dal 2013 (edizione dedicata all’Europa) abbiamo venuto il 15% di biglietti in più rispetto al 2012 (Ungheria), nel 2014 (Armenia) oltre il 40% in più rispetto al 2013. Nel 2015 (Austria) il 35% in più rispetto al 2014. Quest’anno, tolti i 500 biglietti di Rokia Traorè, siamo ulteriormente in crescita di circa il 25-30%. È una crescita costante». 

I GIOVANI
«Accanto a questa innegabile crescita, l’edizione 2016 ha registrato un incremento anche nel numero di biglietti venduti ai giovani under 26, confermando anche per questa voce una tendenza che va avanti da tre-quattro anni. Vuol dire che se prima i giovani guardavano con sospetto la musica classica, ora sono quantomeno incuriositi e attenti. Il duo Musica Nuda, criticato da alcuni perché non ‘classico’, ha registrato il più alto sbigliettamento under 26. Inoltre grande successo ha riscosso anche quest’anno l’apertura del Chiostro di San Domenico, anche a ore tarde. Almeno 8-9000 persone hanno frequentato il Chiostro durante il periodo del Festival delle Nazioni. Addirittura c’è chi si è lamentato per le serate nelle quali non è stato possibile aprire al pubblico. Significa che il rapporto del Festival con la sua città e con i giovani è molto stretto».

Aldo Sisillo: «Voglio ricordare, a proposito dei finanziamenti pubblici, che nonostante le difficoltà, gli enti locali come i nostri hanno salvato diverse situazioni. Bisogna ricordare che il Fondo Unico dello Spettacolo è diminuito in questi ultimi dodici-tredici anni di quasi cento milioni e inoltre che sono stati ampliati i generi musicali finanziati. Questo ha fatto sì che anche il nostro Festival ha avuto una diminuzione dei finanziamenti statali.
Fatta questa premessa, sono molto soddisfatto di questa edizione del Festival delle Nazioni. Penso agli Itinerari didattici musicali e al rapporto che abbiamo instaurato con le scuole medie a indirizzo musicale del territorio. Quest’anno sono stati coinvolti Massimo Mercelli e Catherine Spaak in una manifestazione con l’orchestra giovanile. Poi ci fa piacere aver lanciato alcuni musicisti come il Quartetto Zaide, che ha avuto grande successo, e la pianista Sun Hee You, artisti che presto si faranno conoscere a livello europeo e mondiale. Penso anche alla giovane violista Maria Giulia Tesini vincitrice del Premio Burri, realizzato con il contributo del Lions Club di Città di Castello: uno dei nostri obiettivi è far crescere le competenze e le professionalità italiane, per permettere agli artisti di lavorare in Italia e non dover fuggire all’estero».

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