La Toscanini: DALL’OSCURITÀ ALLA LUCE CON BEETHOVEN E ŠOSTAKOVIČ venerdì 20 e sabato 21 dicembre ore 20.30 all’Auditorium Paganini. 

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DALL’OSCURITÀ ALLA LUCE CON BEETHOVEN E ŠOSTAKOVIČ 

La Sinfonia n.4 del genio di Bonn e il Concerto n.1 per violoncello del compositore russo. Solista è lo spagnolo Pablo Ferrández che ritorna come artista in residence. Alla guida della Filarmonica Toscanini

il direttore principale Alpesh Chauhan.

Concerti venerdì 20 e sabato 21 dicembre ore 20.30 all’Auditorium Paganini.

Alpesh Chauhan direttore principale de La Toscanini

 

Prosegue il cammino beethoveniano di Alpesh Chauhan direttore principale della Filarmonica Arturo Toscanini che nella Stagione in corso completerà il ciclo delle sinfonie iniziato in quella passata. Venerdì 20 e sabato 21 dicembre (Auditorium Paganini, ore 20.30) tocca alla Quarta collocata al termine di un programma comprendente, sempre del genio di Bonn, l’Ouverture Leonore n.3 composta per l’opera Fidelio e datata 1806, proprio come la Sinfonia; completa il Concerto per violoncello n.1 di Šostakovič che segna il ritorno, questa volta in qualità di artista in residence, di Pablo Ferrández straordinario protagonista nella serata d’apertura della Stagione 2018-2019 nel Concerto di Dvořák che qualche anno prima lo aveva rivelato quali uno dei violoncellisti di maggior valore della nuova generazione.

“Una slanciata ragazza greca fra due giganti nordici” – disse Schumann della Sinfonia n.4 (i due giganti sono la l’Eroica e la Quinta).  Da queste parole, la Quarta sembra essere eclissata dalla precedente e dalla seguente; in realtà è un’opera ricca di temi delicatissimi, un corteggiarsi vicendevole tra le voci degli strumenti con i legni sempre in primo piano e con dialoghi che si intensificano nel terzo movimento chiuso dallo squillare delle trombe. Una sinfonia dai colori brillanti dunque, e in apertura di concerto l’Ouverture Leonore n.3 ricca di tensione drammatica: un brano avvinghiato all’opera Fidelio riconoscibile dalla citazione dell’aria di Florestano del secondo atto.

Caratterizza il Concerto per violoncello n. 1 di Dmitrij Šostakovič, composto in quaranta giorni nel 1959 e dedicato a Mstislav Rostroprovič, l’inciso tematico di quattro note corrispondenti all’acronimo DSCH, la traslitterazione tedesca delle iniziali del nome del compositore, Re Mib Do Si, presente nel primo, nel terzo (Cadenza) e nel quarto movimento in un crescendo di tensione armonica che esplode nella ripetitività della ritmica dei timpani dell’Allegro con moto. “Il filo rosso tra i brani si trova nel fatto che ciascuno esprime con forza e caratura diversa – spiega Alpesh Chauhan- un cambiamento d’intensità luminosa: da un momento cupo a emozioni più positive: sia la Sinfonia n.4 che termina in un clima festoso, come la bella Ouverture Leonore n.3 così carica di elettricità, sia Šostakovič uno dei concerti in assoluto più difficili per violoncello in cui la cadenza copre un movimento intero. Tutti e tre passano dall’oscurità alla luce.»

 

I biglietti sono disponibili presso la biglietteria della Toscanini che ha sede in viale Barilla 27/A, all’interno del Parco Eridania, presso il CPM Toscanini, e che osserva i consueti orari: da martedì a sabato dalle 10 alle 13, il giovedì apertura pomeridiana dalle 14 alle 17). La vendita on-line è sul sito www,biglietterialatoscanini.it sino alla mezzanotte del giorno precedente il concerto.

 

Il botteghino serale dell’Auditorium Paganini (0521-391379) apre alle 19 la sera del concerto. Informazioni possono essere richieste scrivendo all’email biglietteria@fondazionetoscanini.it, o telefonando allo 0521-391339. I prezzi vanno dai 40 euro del biglietto intero posti oro (33 nel settore blu) ai 10 euro della tariffa Academy destinata agli studenti delle scuole primarie e secondarie e dell’Università di Parma e valida in tutti i settori.

 

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