Viva il Melodramma, perplessità sulla regia del Nabucco

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Nabucco Festival Verdi 2019

Egregio Direttore ho letto le lettere di alcuni lettori non contenti della regia dell’attuale Nabucco, in programmazione per il Festival Verdi.

Io stesso ho visto questa produzione, con un ottimo cast musicale, cui tutti hanno tributato i meritati applausi. Ritengo, invece, che da un punto di vista registico, sia stata una produzione senza emozioni, piena di distrazioni inutili ed irritanti e non rispettosa del libretto. Non vorrei parlare tanto della regia di questo Nabucco ( contestata chiaramente nella serata del debutto ), quanto vorrei portare il mio parere su queste regie, che oggi imperversano in numerosi teatri, non tanto “moderne” quanto non rispettose della trama e incomprensibili alla quasi totalita’ degli spettatori nei messaggi che vogliono trasmettere. Non sono per nulla contrario alle regie “moderne” , purche’ siano rispettose del libretto, come i recenti Foscari, ad esempio, che giudico essere stata una eccellente produzione da un punto di vista registico e non solo musicale.

Mi spiego meglio.

Parliamo del Melodramma : “dramma cantato , testo teatrale destinato ad essere messo in musica, dramma musicale (Treccani).

Verdi ( e non solo lui ) non ha scritto la musica e poi l’ha adattata ad un libretto ma e’ partito da una trama, da un testo, dalle parole scritte in questo, ed ha poi messo sul pentagramma le note per esprimere gli accadimenti, i sentimenti, gli stati d’animo, le emozioni che escono dalle singole parole e dal contesto che viene narrato.

A mero titolo di esempio, nell’Ave Maria dell’Otello gioca su piani, pianissimi e legati e chiude la preghiera con un la bemolle sulla parola “ave” in pianissimo e tutto questo per esprimere la dolcezza di una preghiera alla Madonna e la mestizia di Desdemona che si avvicina alla morte o nel finale del Trovatore, Leonora ,morente, canta al suo amato Manrico per il quale ha sacrificato la vita per tentare di salvarlo “ prima che d’altri vivere….” facendo salire Leonora in dolcezza al si bemolle acuto e pochi istanti dopo fa cantare la stessa nota ad Azucena in fortissimo in “sei vendicata o madre” perche’ i personaggi e quello che dicono sono cosa completamente differente.

Le partiture di Verdi (e degli altri grandi musicisti ) sono piene di annotazioni su come rendere al meglio cio’ che viene cantato o suonato e ogni nota, ogni pausa, ogni accento, ogni staccato o legato, ogni dinamica del suono ecc hanno un senso connesso con le parole con quanto sta avvenendo.

Se i registi intendono stravolgere il libretto devono fare un’ opera titolando “ spettacolo di Pinco Pallino su musiche di Giuseppe Verdi” e non fare la regia di Nabucco o di Tosca perche’ questo e’ tutt’altra cosa . Stravolgendo gli avvenimenti si stravolge anche la musica.

Non concordo affatto sul rinunciare a raccontare il libretto nel suo svolgimento. Il libretto, il testo dell’opera, le parole cantate e i personaggi ci sono gia’, altrimenti l’opera va riscritta se si vogliono portare altri messaggi anche attuali e sicuramente di grosso interesse ma questo e’ un’altra cosa , perche’, ribadisco, la trama e le parole di un’opera quelle sono e quelle restano e sono legate strettamente alla musica.
Viva il melodramma. (Parma 08/10/2019)

Raffaele Viggiano

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