PASTO FUORI CASA: E’ BOOM!

Società e cronaca
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(ANSA) BOLOGNA – Il pasto fuori casa sfonda il muro dei 60 miliardi, cifra pari a un terzo dei consumi alimentari in Italia. Il dato è contenuto nel Rapporto annuale di Nomisma sui consumi alimentari, commissionato dalla Fiera di Rimini e presentato in occasione dell’apertura della 37/a Mostra internazionale dell’Alimentazione, che si tiene fino a martedì 13 nel quartiere fieristico riminese.

Tra le novità messe in evidenza dalla ricerca,"la nuova frontiera" rappresentata dai piatti pronti confezionati acquistati in supermercati e iper. Si tratta di prodotti cotti e conditi in vaschette già confezionate (insalate di riso e di farro, verdure lessate e grigliate, insalate con il condimento pronto all’uso,macedonie) che vengono venduti al banco senza assistenza alla clientela, si consumano freddi o velocemente riscaldati al microonde, elettrodomestico di cui le aziende sono in gran parte dotate.

Prodotti veloci che per il 32,8% del campione esaminato (6,6 milioni di italiani) rappresentano una ottima alternativa per il pasto fuori casa. Fra chi preferisce i cibi pronti preconfezionati, il ‘risparmio di denaro’ è indicato come prioritario solo dal 13,6% del campione. Appaiono invece più importanti le motivazioni legate al servizio, con il 47,5% che indica nel risparmio di tempo il principale motivo di apprezzamento. In particolare, la pausa pranzo viene utilizzata sempre più come momento di svago o attenzione agli interessi della persona (shopping, fitness, internet, salutismo riferito alla freschezza dei cibi) piuttosto che come momento di socializzazione tra i colleghi e quindi di pasti conviviali.

Tra i cibi pronti c’é molta attenzione all’etnico con il 5% dei pasti confezionati acquistati dalla Grande distribuzione costituito da cous cous cotto e condito. Chi acquista, apprezza la possibilità di avere già pronte ricette non tradizionali (oltre al cous cous, anche la paella) elaborate, che se realizzate tra le mura domestiche, possono invece richiedere tempo e abilità che non sono alla portata di tutti. Nomisma sottolinea come la spesa sia in aumento: nel 2006 61,010 miliardi di euro, il 4,9% in più rispetto all’anno precedente. La spesa media mensile di una famiglia per il pasto fuori casa è stata di circa 70 euro, ripartiti tra ristoranti e trattorie (45,7 euro), bar e pasticcerie (22,7 euro), mense aziendali e scolastiche (3,4 euro).

La spesa media mensile procapite invece è stata di 27,6 euro, ripartiti tra ristoranti e trattorie (17,6 euro), bar e pasticcerie (8,7 euro), mense aziendali e scolastiche (1,3 euro). Il trend di crescita si è consolidato nei primo semestre del 2006: il 74% del ‘panel’ ha consumato almeno un pasto fuori casa; 18 milioni di italiani hanno consumato un pranzo fuori casa per motivi di lavoro (soprattutto uomini di età compresa tra i 25 ed i 34 anni, risiedenti al Nord); 19 milioni lo hanno fatto invece per svago e la maggior parte si è recata al ristorante; hanno invece consumato una cena per motivi di svago 28 milioni di italiani. Consuma abitualmente pasti fuori casa, sia a pranzo, sia a cena, il 78,2% del campione.

Nei grandi centri urbani, la percentuale di chi consuma fuori casa sia il pasto sia la cena sale all’82% coinvolgendo circa 7,6 milioni di persone. Il 28% degli intervistati ha poi dichiarato di consumare un pranzo fuori casa durante tutti i giorni della settimana lavorativa. Un ulteriore 7% consuma un pranzo fuori dalle mura domestiche anche nei giorni non lavorativi mentre un 19% dichiara di fare un pranzo extradomestico in media 2 o 3 volte la settimana. 

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