SILENZIOSO, PICCOLO BOOM TRA ECCELLENZE E ZAVORRE

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(ANSA) ROMA – La ripresa c’è, parola del Censis, che affida al suo 40/mo rapporto sulla situazione sociale del Paese un messaggio chiaro: se l’Italia sconfigge il pessimismo diffuso e tira fuori in questi mesi invernali "un impegno positivo" si potrebbe avere anche un "piccolo silenzioso boom". Una interpretazione che potrebbero apparire "troppo ottimistica", afferma lo stesso Censis, ma che "non è ingiustificata" viste le "forti scelte soggettive che sul piano economico/imprenditoriale si sono manifestate nel 2006". Il Rapporto affianca alle "eccellenze", presenti in particolare sul versante economico, le "zavorre sistematiche", come la "spesa pubblica indomabile", la criminalità, o le "leadership in crisi".

Ecco le "ECCELLENZE":
SEGNALI DI RITORNO ALLA VITALITA’ ECONOMICA: L’atteggiamento attivo, definito lo scorso anno come "schegge di vitalità", determina oggi maggiore fiducia nelle prospettive aziendali, che vengono ritenute positive per il 92,6% delle aziende con oltre 20 addetti. A fronte della crescita del pil pari all’1,7%, con cui si chiuderà verosimilmente il 2006, uno dei risultati che più colpisce è la crescita, nei primi 6 mesi, dell’occupazione (+1,6%, con punte del 2%). Per le imprese, tra gennaio e luglio l’indice del fatturato è aumentato dell’8,7% e gli ordinativi sono aumentati del 10,7% rispetto allo stesso periodo del 2005; emergono per l’incremento del valore delle vendite le industrie calzaturiere (+10,7%), la produzione di metallo (+11,5%), l’elettromeccanica (+12,5%) e dei mezzi di trasporto (+19,5%).

NUOVE STRATEGIE AZIENDALI VINCENTI: Oltre il 60% delle esportazioni 2005 è concentrato in settori in cui l’Italia è competitiva nel mondo: molte aree della meccanica che, con 59 mld, pesa per il 20% sull’export; i tessuti (in cinque anni +1,3%) arrivati all’11,8%; la produzione di tubi, dove l’Italia é leader mondiale con il’11,3%. Più imprenditori vanno all’ estero: il 13,3% delle imprese manifatturiere con oltre 50 addetti ha all’estero una parte della produzione, tra quelle con 200/500 addetti la percentuale sale al 29,4%, tra quelle con più di 500 al 37,2%; il numero degli investitori all’estero è cresciuto del 21,3%, arrivando a quota 5.750, per un totale di 16.832 imprese all’estero partecipate da italiani; in Cina ci sono 1.461 imprese italiane (+12,4% nell’ultimo anno). Crescono le medie e grandi imprese (periodo 2001-2004) rispettivamente del 7,8% quelle tra 10 e 49 addetti, del 6,4% quelle tra i 50 e 249 e del 5,9% quelle oltre i 250. – GRANDE IMPRESA E’ BIG PLAYER: Possiamo contare su un patrimonio di circa 2.000 grandi imprese che in prospettiva possono assicurarci una presenza più forte nei mercati emergenti e innescare un effetto di trascinamento della media impresa; il fatturato globale delle grandi imprese, per il 2005, ha superato i 512 miliardi di euro, pari al 36,2% del pil. Tra i big player, il Censis segnala: Enel, Eni, Finmeccanica, Fiat, Unicredit, San Paolo-Intesa, Generali, Telecom Italia.

SI CONSOLIDA ECONOMIA DELLE VACANZE: Nel 2005 c’é stato un aumento del 2,7% di arrivi e presenze, con un effetto di traino della domanda straniera (+3,6% arrivi e +5% pernottamenti). Vi é un’accentuata tendenza a spalmare le ferie durante l’anno, ormai solo il 43,5% dei è concentrato nel trimestre estivo. Le vacanze brevi, di 1-3 notti, sono aumentate del 13,1%, arrivando a costituire ormai il 46,7% del totale. Vi è un crescente uso delle seconde case di proprietà, che nel 2005 ha riguardato il 13% delle vacanze (l’11,8% nell’anno precedente). La disponibilità complessiva delle seconde case per vacanza può essere stimata in almeno 10 milioni di posti letto.

INTEGRAZIONE IMMIGRATI. Resta basso e decresce il tasso di disoccupazione tra gli stranieri (8,8%); è confortante il dato in forte crescita relativo agli stranieri extracomunitari titolari di impresa: circa 200.000 nel 2005.

A fianco delle eccellenze che l’Italia riesce ad esprimere, il Censis segnala le "ZAVORRE SISTEMATICHE":
SPESA PUBBLICA INDOMABILE. Nel periodo 2000-2005 la spesa pubblica corrente al netto degli interessi è passata da 475 mld di euro (pari al 39,9% del pil) a 622 mld (43,9% del pil) con un tasso medio di crescita annuo reale del +2,6%, mentre nello stesso periodo il pil è cresciuto dello 0,6%.

TEMPI LUNGI E ALTI COSTI INFRASTRUTTURE: Le opere compensative e indotte legate al programma complessivo dell’alta velocità si stima ammontino a circa 9,2 miliardi di euro.

INVOLUZIONE DI SCUOLA E UNIVERSITA’: Si conferma per una tensione all’investimento in istruzione più debole rispetto agli altri paesi; la spesa pubblica in istruzione sia in rapporto al pil (4,9%), sia in rapporto al totale della spesa pubblica (9,9%) sono inferiori alla media dei paesi Ocse, dove raggiungono rispettivamente le quote del 5,5% e del 13,3%.

 – WELFARE DI TIPO CLIENTELARE: Difformità di trattamenti, indebite strategie di selezione della domanda lavorano, in maniera sotterranea, all’interno del sistema di welfare. Il 32% delle famiglie italiane ha affermato di essere stata deviata dall’offerta pubblica verso quella privata.

CRIMINALITA’ EMERGENTE. Il 30,8% dei reati, 795.191 in valore assoluto, avviene nelle aree metropolitane di Milano, Roma, Torino e Napoli; ma l’incremento della paura e quindi delle denunce avviene in una graduatoria imprevista in cui ai primi posti si trovano Ferrara (+20,9% di reati denunciati in un anno), Perugia (+19,1% dal 2004 al 2005), Pisa, Rovigo, Salerno, Cuneo, Viterbo, tutte province solo marginalmente interessate dalle cronache criminali.

LEADERSHIP IN CRISI: svuotate dall’emersione dei ceti, corrose dall’ossessione mediatica, distratte dai malefici effetti del localismo corporativo, ancora incapaci di includere le donne, e incalzate dall’ambiguo primato dei singoli nelle decisioni bioetiche. (0!/12/2006)

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