VIAGGI SPAZIALI? NO, WEB!

Spread the love

(La Stampa.it) Tornare sulla Luna? No, meglio un giro su YouTube. Conquistare Marte? E perché se si possono fare nuove amicizie su MySpace? C’è un ultimo grande american dream in crisi, in questi primi anni del Terzo Millennio. E’ il mito dei viaggi spaziali, dell’universo come ultima frontiera, dell’uomo su Marte.
Secondo alcuni sondaggi condotti tra il 2004 e il 2006 dalla Dittmar Associates, i giovani americani tra i 18 e i 25 anni sono a dir poco apatici nei confronti delle missioni nello spazio. Che si torni sulla Luna, a loro poco importa. E quando sentono parlare di un nuovo mondo da scoprire, pensano più ai reami virtuali di Second Life e World of Warcraft che non alla rossa superficie di Marte.

Per la Nasa è un bel problema. Come ha ricordato alla Associated Press Mary Lynne Dittmar, presidente dell’istituto di ricerche che ha effettuato i sondaggi, quei giovani che oggi snobbano il cielo per un pc in una stanza sono gli stessi che tra qualche anno saranno chiamati a pagare le tasse per finanziare le prossime missioni spaziali.
E si tratterà di spese piuttosto ingenti. Nel 2010, con la conclusione dei lavori sulla nuova stazione spaziale internazionale, si chiuderà la lunga stagione degli Shuttle. Le vecchie navette andranno in pensione, sostituite dalle più moderne, sofisticate e costose Orion, destinate a tornare sulla Luna entro il 2017 e più avanti, si spera, su Marte.
Recuperare lo spirito e il sostegno universale e incondizionato degli anni Sessanta, quando la corsa spaziale era un elemento chiave del duello scientifico contro l’Unione Sovietica, è presumibilmente impossibile. Ma alla Nasa sperano almeno di riaccendere l’interesse dei più giovani, scendendo proprio sul loro terreno preferito: Internet.
Le iniziative sono parecchie. Si va dallo Space Act Agreement, siglato a metà dicembre con Google per rendere disponibili online mappe dettagliate della Luna e di Marte (sulla falsariga di quelle terrestri di Google Earth), all’apertura di canali video ufficiali su YouTube; dalla sponsorizzazione di eventi sportivi come le Olimpiadi al coinvolgimento di star della fantascienza televisiva e cinematografica (David Duchovny di X Files, Patrick Stewart di Star Trek).
L’obiettivo è quello di riportare verso lo spazio i sogni delle giovani generazioni. Ma l’impresa non è da poco. Perchè non è soltanto il boom di Internet a testimoniare il crescente disinteresse dell’umanità verso le stelle e i pianeti lontani. Lo stesso genere della fantascienza ha da tempo abbandonato i viaggi ai confini dell’universo, preferendo esplorare ambienti più terrestri: dalla biotecnologia alle alterazioni genetiche, dagli scenari apocalittici legati al riscaldamento del pianeta alle reti digitali del cyberpunk. Anche nella fiction stiamo diventando più concreti, introspettivi, realistici, prosaici. Viaggiando, letteralmente, terra terra.

Luca Castelli

Lascia un commento