LA VERGOGNA DI ESSERE POVERI?

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povertà

Luigi Orsino

Con obbiettività bisogna ammettere che dall’unità d’Italia ad oggi il M5S è stato il primo ed unico movimento politico a basare la campagna elettorale su un aiuto a quella parte della popolazione da sempre considerata da tutti senza alcun valore, almeno fin quando per poter votare bisognava dimostrare di essere economicamente validi, dopo è divenuta un mero bacino di voti. Individui di nessun valore ai quali si potevano raccontare un cumulo di fesserie, rubarne artatamente i voti e poi fottersene altamente delle promesse.

Gli italiani hanno creduto alle promesse del movimento, lo hanno votato e questi hanno vinto (più o meno). Poi hanno anche fatto la legge a sostegno dei soggetti più deboli ma, perché c’è un ma, non hanno mantenuto tutte le promesse fatte. Il Reddito di cittadinanza non ha rispettato neanche lontanamente la soglia dei 780 € mensili al di sotto dei quali un singolo è nello stato di povertà assoluta, tagliato fuori dalla società, incapace di esprimere il suo potenziale di cittadino.

Si ha la netta impressione che la legge sia stata fatta solo per mantenere, alla meno peggio, le promesse elettorali ma i legislatori sembrano pentiti, anzi direi che si vergognino di aver, seppure in minima parte, rivalutato quella parte della popolazione da sempre ignorata. Allora hanno piantato una selva di paletti, partano dal presupposto che ognuno dei richiedenti il RdC sia un potenziale truffatore, ci ripensano e tagliano le cifre già abbondantemente al di sotto di quella promessa, usano i fondi stanziati non già per incrementare il beneficio ma per gettarli nel buco nero del debito pubblico che altro non è che un meccanismo speculativo per favorire i grandi, e ovviamente, ricchissimi investitori.

Insomma hanno fatto di tutto per intaccare la dignità ed umiliare chi, suo malgrado, era costretto a chiedere il RdC. Mi sono guardato in giro ed ho notato che la gente si vergogna ad ammettere di aver dovuto chiedere il sussidio, si sentono, giustamente offesi dallo sputo in mano ricevuto ma non hanno il coraggio di gridare la loro rabbia.

Ebbene io dico a tutti coloro che percepiscono il reddito che non hanno motivo di sentirsi in colpa, è un loro diritto in quanto italiani. In quasi tutti i paesi europei il reddito di cittadinanza è una realtà consolidata e ben più consistente di quella italiana, inoltre al reddito si affiancano altri benefici a vari livelli tutti tesi a rendere anche i meno ambienti dei consumatori. Il segreto è tutto lì se non crescono i consumi non può aumentare la produzione e non aumenteranno mai i posti di lavoro. Non bisogna essere un genio dell’economia per comprendere un’equazione tanto semplice. Eppure continuano a farci sentire brutti sporchi e pezzenti. Non siamo noi, economicamente disagiati, ad essere dei parassiti ma lo sono coloro che da sempre hanno rubato nel gestire la cosa pubblica.

Nulla è cambiato, le ruberie continuano e c’è chi dice che il RdC è la causa di tutti i mali, l’armageddon che travolgerà il paese. E’ falso. A trascinare l’Italia nel baratro è l’ingordigia di quei pochi che detengono il vero potere economico, una scorrettissima ripartizione della ricchezza. Nel paese che si posiziona tra quelli più industrializzati al mondo è intollerabile che vi siano oltre 20 milioni di poveri, dalla povertà assoluta a quella relativa.

In Italia vengono stanziati molti più fondi per gli immigrati che per gli italiani, fondi che logicamente ingrassano i furbi, ONG, Onlus e traffichini di ogni genere e natura. Poi gli sprechi infiniti che da sempre finanziano partiti politici e i loro soci.

USA
308 milioni di abitanti – 100 senatori – 440 deputati – 17 ministeri – 90.000 auto blu – 0,79 € litro benzina

ITALIA
60 MILIONI di abitanti – 315 senatori – 630 deputati – 23 ministeri – 650.000 auto blu – 1,80 € litro benzina

I VITALIZI DEI POLITICI ITALIANI SONO I PIÙ’ ALTI IN ASSOLUTO

Sono solo alcuni esempi di sprechi all’italiana, credetemi solo una goccia nel mare magno della corruzione. Ovunque si gira lo sguardo il marciume salta agli occhi.

E saremmo noi i parassiti? Noi che non riusciamo a trovare lavoro, noi che vediamo i nostri figli emigrare per iniziare la vita con un minimo di dignità, noi che abbiamo perso tutto perché lo Stato non è stato in grado di proteggerci.

Solo perché sia d’esempio: io ero un imprenditore benestante, non volendo piegarmi alla criminalità organizzata ho denunciato e lo Stato mi ha dimostrato tutta la sua riconoscenza, non mi ha protetto, mi ha portato via tutto e sono stato finanche costretto a vivere in una stalla dove ho visto tutta la mia famiglia ammalarsi. Come me tanti altri, storie anche peggiori della mia.

Se oggi lo Stato restituisce un poco del maltolto riconoscendo una piccola parte dei loro diritti a quei cittadini da sempre vessati non è neanche una briciola di ciò che dovrebbero.

So bene che chi non ha sofferto la fame, non ha dovuto ravanare nei cassonetti della spazzatura dei supermercati per mangiare (avete notato che ora li tengono sotto chiave?) non può capire di cosa sto parlando. I radical chic preferiscono parlarsi addosso e quando l’argomento, casualmente, cade sui poveri non mancano di portarsi i fazzoletti profumati al naso nel caso dovessero sentire la puzza della povertà solo a parlarne.

EBBENE IO NON MI SENTO COLPEVOLE, NON HO PERSO UN GRAMMO DI DIGNITÀ E NON RIUSCIRANNO MAI AD UMILIARMI.

NESSUNO SI DEVE VERGOGNARE DI ESSERE POVERO, A VERGOGNARSI DEVONO ESSERE COLORO CHE HANNO RUBATO CIO’ CHE A VOI MANCA.
Luigi Orsino

Fonte Link: https://unitedbloggersnetwork.wordpress.com/2019/07/26/la-vergogna-di-essere-poveri-pensiamo/?fbclid=IwAR01DONV-ta2vtl4bYiS0BiBaXlSLIpCam4nlAqWBjSVN87plf20YCweXA8

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