I PUNTI DELL’ INTERVENTO DI PRODI ALLA CAMERA

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(ANSA) ROMA – L’economia va, e allora "non sprechiamo questa straordinaria occasione". Romano Prodi chiede la fiducia della Camera in nome della ripresa economica, che è interesse di tutti rendere stabile e duratura. Il premier chiede un impegno bipartisan sia sull’economia sia sulla la lotta alla criminalità. Sulla legge elettorale lascia carta bianca al Parlamento e strizza l’occhio alla Lega con un’apertura sul federalismo fiscale.

ECONOMIA: I dati dell’Istat, dice Prodi, sono "assolutamente confortanti". Il Pil all’1,9 per cento, dovuto sia all’aumento dei consumi sia alla crescita degli investimenti, dimostra che c’é "una crescita bilanciata, che coinvolge tutto il paese".

 "Non siamo ancora al grande slancio, ma possiamo favorirlo: insomma, siamo finalmente in una situazione diversa". Prodi si rivolge all’opposizione chiedendo di collaborare nel sostegno della ripresa: ‘Su molti punti siamo divisi, ma tutti dobbiamo avere l’obiettivo comune di consolidare la ripresa della nostra economia. E non dispero che su alcuni punti si troverà un consenso più ampio della maggioranza". Il premier mette l’accento sulla lotta all’evasione fiscale avviata dal suo governo, responsabile per il 34 per cento del recente aumento delle entrate fiscale.

"Non faccio trionfalismi, ma quando il governo mette seriamente all’ordine del giorno il tema della lotta all’evasione e all’elusione gli italiani cominciano a comportarsi in modo civile". Prodi promette che i dati sulla crescita non faranno cambiare idea al governo sulla necessità di continuare nella politica di rigore, perché "dobbiamo continuare il cammino verso il risanamento". La pressione fiscale, però, "dovrà diminuire" e Prodi ribadisce l’impegno ad abbassare l’imposizione sulla prima casa. Il premier promette che il governo andrà avanti sul tema delle liberalizzazioni: "Non ci fermeremo, questa è la strada del rilancio, che sta dando frutti superiori alle nostre previsionì.

 CRIMINALITA’: Anche su questo tema Prodi fa un appello bipartisan. Prodi chiede un impegno comune per sconfiggere la criminalità al Sud. Si appella al "senso di unità nazionale" per sconfiggere una piaga che rischia di frenare le possibilità di sviluppo del Mezzogiorno come approdo delle importazioni dai paesi asiatici. "Siamo a una svolta possibile per il Mezzogiorno, c’é solo questa condizione, e poi il Sud potrà fare un balzo in avanti. Per questo vi chiedo di collaborare".

 IL PROGRAMMA: Il premier dimostra di non avere buttato alle ortiche il programma dell’Unione dopo l’intesa sui 12 punti concordati al vertice della coalizione dopo le dimissioni del governo. "Il programma di 281 pagine è stato molto sfottuto, e forse è stata un’ingenuità presentarlo: ma ora è lì e noi lo seguiamo. Seguiamo le 281 pagine e i 12 punti, che sono ben di più del contratto in cinque punti in cui non si capiva niente".

 LEGGE ELETTORALE: Prodi insiste sulla necessità di riformare la legge, ma rinuncia a determinarne l’impianto e investe della questione il Parlamento. "In questo momento – sottolinea – non ho nessun piano preciso. Il tema è sul tappeto, dobbiamo dialogare con tutte le forze politiche presenti in Parlamento. Voglio che questo tema entri nelle aule del Parlamento, nel lavoro delle commissioni, e che si trovi uno sforzo comune perché questo non è un tema della sola maggioranza". Ben diverso il tono di Prodi rispetto a quello usato nel suo discorso al Senato, dove aveva tratteggiato una legge elettorale fortemente bipolare, tale da permettere di scegliere "non solo un partito ma anche un programma, una coalizione, una proposta di governo, un primo ministro".

 FEDERALISMO FISCALE: Prodi aggiunge alla riforma elettorale un tema caro alla Lega Nord: "E’ maturo il tema del federalismo fiscale", dice il premier ai deputati. Secondo Prodi, infatti, "dobbiamo dare un ruolo di forza alle regioni e agli enti locali anche per dare maggiore stabilità alla ripresa". Si tratta di un tema che Prodi giudica "prioritario".

POLITICA ESTERA: Prodi ribadisce la cornice della politica estera italiana, una politica che conferma le scelte fatte "in sei decenni di storia repubblicana": un giudizio che implicitamente include anche il governo Berlusconi. Tra i temi sollevati da Prodi, la necessità di rilanciare la costruzione della Costituzione europea e un impegno particolare per i Balcani: "Guai ad avere un atteggiamento di chiusura verso la Serbia, che ci porterebbe ad una ripresa del conflitto in tutta l’area".

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