IL RITORNO DI D’ALEMA

Spread the love

D’Alema: "Sulla riforma elettorale
l’accordo bipartisan è possibile". Il vicepremier rilancia sul tema emerso dal dibattito parlamentare: "La destra è divisa, ma ha dato una disponibilità al confronto". Sui Dico: "Una sfida in Parlamento ai liberali del centrodestra"

(Repubblica.it) ROMA – Nella prima sera del dopocrisi torna in campo Massimo D’Alema. Il vicepremier individua la riforma elettorale come tema principale dei prossimi mesi e punta dritto alla possibilità di un accordo bipartisan. Un posizione che sembra uscita rafforzata dal dibattito in Parlamento con le aperture di Prodi e i "sì" decisi di Udc e Lega al confronto con l’Ulivo. Con Berlusconi che recalcitra ma non può evitare di dare la sua disponibilità e Fini che mostra per ora prudenza, ma teme di restare isolato.

"La destra, – è il giudizio di D’Alema – pur divisa e in modi diversi, ha dichiarato la sua disponibilità ad un confronto. Ora il Parlamento si è dato finalmente il compito di una legge elettorale e di misurate riforme istituzionali per approdare ad un assetto bipolare più razionale ed efficace".

D’Alema ne ha parlato al Tg5 e, poi, al congresso della sinistra giovanile dei Ds, dove, nel suo intervento, ha toccato i temi caldi degli ultimi giorni (dalle pensioni, ai Dico, all’Afghanistan, al sistema elettorale, appunto) riconoscendo che la crisi "è stata un campanello d’allarme non inutile. La maggioranza camminerà sul filo del rasoio e adesso ha bisogno della responsabilità e della serietà di tutti ma la scossa è stata salutare".

Legge elettorale. Fra i leader del centrosinistra, D’Alema sembra il più convinto della necessità di un confronto aperto e di un accordo generalizzato sul tema della legge elettorale: "Io credo che sia un fatto positivo questa volontà di tutti di discutere senza steccati di maggioranza o di opposizione, liberamente, per ricercare le soluzioni più ampiamente condivise, per dare al Paese un sistema politico che funzioni meglio". Secondo il vicepremier la legge attuale "non funziona" e tutti se ne rendono conto: "Alcuni sottolineano anche che sarebbe necessario introdurre qualche riforma costituzionale, in particolare per rendere più forte la governabilità del Paese e magari per differenziare il ruolo delle due Camere, che secondo me è un residuo del passato avere due Camere che fanno la stessa cosa. Questa volontà – conclude – io credo sia un fatto positivo".


E su questo delicato terreno, le aperture del centrodestra sono importanti perché "le riforme sono necessarie per approdare ad un assetto bipolare più razionale ed efficace e uscire dalla interminabile transizione della democrazia italiana".

Previdenza. Il vicepremier allarga il discorso all’intero comparto del lavoro: "E’ stato annunciato dal presidente del Consiglio il confronto con i sindacati su tutti i problemi, non solo la previdenza, perchè noi vogliamo discutere anche di nuovi ammortizzatori sociali, del fatto che bisogna rinnovare lo stato sociale. Non si tratta soltanto del tema delle pensioni, che viene agitato come uno spauracchio, si tratta di avere uno stato sociale più moderno, più efficiente, si tratta di accompagnare i cittadini in quest’epoca carica di incertezze".

I Dico. "Non è vero che il centrosinistra ha
abbandonato i Dico. Il governo ha fatto la sua parte, una parte importante mettendo in campo una proposta di mediazione tra forze laiche e cattoliche sulla quale ora è chiamato a discutere il Parlamento ma anche la società". D’Alema ne ha parlato al congresso della sinistra giovanile.

Per il vicepremier proprio sui Dico "dobbiamo sfidare una destra che si è definita impunemente liberale, dobbiamo sfidarla a mettersi alla prova". D’Alema difende l’impianto del ddl governativo ed osserva: "Ma che cosa c’è di offensivo per il matrimonio nel fatto che due omosessuali vadano all’anagrafe e si registrino come conviventi? Io sono sposato e non mi sento offeso. Altri dicono di esserlo quando invece… Ma lasciamo stare certi paradossi", ironizza il presidente dei Ds a proposito di quanti nel centrodestra si scagliano contro i Dico pur vivendo in un regime di coppia di fatto.

Afghanistan. Il ministro degli Esteri è convinto che in Parlamento ci sia una maggioranza larga a favore della linea del governo sulla missione in Afghanistan: ”La presenza dell’Italia in missioni di pace all’estero è condivisa dalla stragrande maggioranza del Parlamento, quindi, mi aspetto che il voto rispecchi la volontà della stragrande maggioranza del Parlamento”. ”Un voto – ha sottolineato il presidente dei Ds – riguarda tutte le missioni italiane all’estero”.

Partito democratico. "Abbiamo bisogno di una sinistra che sia protagonista del processo politico del Pd e non di una sinistra che sia ostacolo". D’Alema rinnova dal palco dei giovani della Quercia l’invito alle minoranze della Quercia a confluire nel Partito Democratico. "Il Partito Democratico – ha spiegato il vicepremier – è di fatto la volontà di costruire una nuova sinistra e di trasformare l’Ulivo in un grande partito". Il partito democratico "è l’unica, vera grande proposta politica e ora andiamo al congresso per coinvolgere tutti". (2 marzo 2007

Lascia un commento