IRAQ: ONU, LE BASI PER AIUTI INTERNAZIONALI

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di EMANUELE RICCARDI

(ANSA) NEW YORK – Quattro anni dopo l’inizio della guerra in Iraq sono state gettate oggi le basi concrete dei meccanismi internazionali per la ricostruzione del paese mediorientale.

A New York, al Palazzo di Vetro, c’é stata oggi una riunione ad alto livello sull’Iraqi Compact Group (Icg)- che dovrà mettere a punto e definire i meccanismi economici per il rilancio dell’Iraq – sotto la presidenza del segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon. Come ha spiegato il viceministro degli esteri Ugo Intini, responsabile per le relazioni con il Medio Oriente, che guidava la delegazione italiana, il varo vero e proprio dell’Igc, con la presenza anche di paesi dell’area come Iran e Siria, avverrà nelle prossime settimane, probabilmente in Arabia Saudita.

In apertura dei lavori, Ban ha sottolineato il fatto che ‘le Nazioni Unite stanno moltiplicando gli sforzi umanitari e stanno lavorando con i vicini dell’Iraq e con gli altri paesi della regione, per rispondere ai crescenti bisogni di chi ha lasciato temporaneamente il paese, per gli sfollati… e per chi soffre non avendo più accesso ai servizi pubblici di base". Il segretario generale ha ricordato che l’Onu "si è impegnata ad appoggiare il varo del Compact….e farà tutti gli sforzi possibili per garantire che la comunità internazionale rimanga impegnata in questo processo".

Nel suo intervento al Palazzo di Vetro, Intini – ricordando l’importanza di una prima riunione internazionale sul futuro dell’Iraq, il 1 necessità di coordinare gli sforzi per la stabilizzazione politica in Iraq a quelli per la ricostruzione economica. "In modo da garantire questo coordinamento -h a spiegato il viceministro – siamo convinti che il follow up di questa ultima conferenza regionale debba ampliarsi a tutti i membri del G8 (i sette più ricchi, tra cui l’Italia più la Russia, ndr.), oltre a comprendere i paesi che hanno partecipato alle fasi preparatorie del Compact". Intini ha ricordato che l’Italia "é pronta a fornire il suo contributo, come ha già fatto in passato.. a tutte le iniziative e a tutti i fori politici giudicati utili dal governo iracheno".

Prima di intervenire al Palazzo di Vetro Intini ha incontrato il vicepresidente iracheno Adel Abdel Mahdi, ed ha avuto una sessione di lavoro con il numero due del Tesoro Usa Robert Kimmitt. Intini ha avuto quindi una serie di incontri all’Onu: in particolare con il sottosegretario per le operazioni di mantenimento della pace Jean-Marie Guehenno, ed il sottosegretario per gli affari politici B.Lynn Pascoe. Con Mahdi – ha spiegato lo stesso Intini alla stampa – sono stati approfonditi una serie di punti che riguardano le relazioni bilaterali tra Italia ed Iraq e si è parlato della "opportunità di ampliare le relazioni economiche". Il vicepresidente iracheno ha in particolare ringraziato l’Italia per il suo significativo impegno civile in Iraq, affermandosi "grato del fatto che una volta terminato l’impegno militare, l’Italia abbia confermato il proprio impegno civile".

 Secondo il viceministro, Kimmitt e Intini si sono trovati d’accordo sul futuro dell’Iraq Compact Group, ed in particolare sull’idea che i fondi nazionali per lo sviluppo del paese dovranno in futuro convergere in una cornice comune gestita da una autorità internazionale come l’Onu. Secondo Intini, infine, gli aiuti all’Iraq, attualmente su due binari paralleli, quello politico e quello economico, finiranno col convergere in un’unica iniziativa.

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