Montezemolo: riforma Stato per uscire da stallo

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(ansa.it) ROMA – L’Italia deve uscire dall’immobilismo, dall’apatia, conseguenze di anni di scelte non fatte. Per questo serve, con urgenza, una vera riforma dello Stato e, per rilanciare l’economia, più concorrenza, regole certe e puntare sulla produttività. Nel giorno dalla ‘colazione politica’ con i leader di An e Udc, Fini e Casini, il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo snocciola la sua ricetta-Paese. E lo fa ripetendo molti dei concetti che hanno punteggiato i sui 4 anni di mandato ai vertici dell’associazione degli industriali. La società italiana – ha detto infatti Montezemolo, intervenendo alla presentazione del libro ‘Mal di merito’ di Giovanni Floris all’Università Luiss di Roma – "é viscosa, conflittuale e soprattutto immobile. Possiamo e dobbiamo uscire da questo stallo". Per farlo però è necessario innanzitutto affrontare "la priorità: una vera riforma dello Stato, perché serve una politica forte, uno stato che faccia il suo mestiere". Come? "Con un primo ministro che possa mandare a casa i ministri inefficienti; con Camera e Senato che non facciano le stesse cose; riducendo il numero dei partiti e dei parlamentari; con una bella cancellata a Province, Comuni, Comunità montane". Uno Stato più snello dunque, dove prendere decisioni sia piùfacile e immediato. Ma la ricetta di Montezemolo non vuole, ovviamente, limitarsi alle istituzioni e alla politica. Al Paese, all’economia, serve "uno chock di ammodernamento": ecco allora che bisogna andare avanti con le liberalizzazioni ("senza compiacersene solo quando riguardano i vicini"), con la concorrenza, con le regole, che devono essere poche, certe e chiare. Bisogna – ha spiegato il numero uno di viale dell’Astronomia – "diffondere la concorrenza in tutti i settori della nostra società ". Ma – ha aggiunto – "la concorrenza da sola non basta. Anche per il mondo delle imprese una concorrenza senza regole è inaccettabile". Per questo è necessario "riportare il merito ed il rispetto delle regole in cima alla nostra scala di valori". Un attacco Montezemolo non lo ha risparmiato all’attuale sinistra radicale di Governo che, a suo modo di vedere, di fronte ai cambiamenti, alle liberalizzazioni, "continua ad avere una cultura da Medioevo".

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