OCSE: BENE ITALIA SU RIFORME, ORA GIU’ TASSE E CONTRIBUTI

Spread the love

(ANSA) ROMA – Ridurre le tasse e i contributi previdenziali, allentare la contrattazione collettiva e spingere sulle privatizzazioni e liberalizzazioni, aumentando i poteri delle authority. Sono molti gli elementi della ricetta per aumentare produttività e crescita in Italia suggerita dall’ Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico nel suo terzo studio ‘Obiettivo crescita 2007’.
Ma per una volta non mancano gli apprezzamenti per il lavoro svolto finora: "Brava Italia" – si è rallegrato da Parigi il capo economista dell’Ocse Jean-Philippe Cotis – perché "sta entrando nel novero degli ‘studenti diligenti’ dell’Ocse". Merito anche delle liberalizzazioni volute dal ministro Bersani, "punto cruciale per per stimolare la concorrenza e quindi la crescita" e da cui "si possono attendere risultati importanti in termini di crescita e di esportazioni".

-AVANTI CON LE LIBERALIZZAZIONI. Ma il lavoro fatto finora non basta e dall’organizzazione parigina arriva l’invito a non abbassare la guardia. Occorre, invece, sfruttare la ripresa economica per dare slancio alle riforme. A cominciare proprio dalle liberalizzazioni, "un piano coraggioso e ambizioso che noi appoggiamo" – spiega Cotis – "sosteniamo questi sforzi anche perché sono riforme difficili. Come quelle dei taxi". Ma "ora è importante che l’Italia faccia tutto quello che ha detto", portando "a termine il lavoro iniziato". Un discorso esteso anche a livello europeo: secondo l’Ocse, infatti, la ripresa economica in atto, che dovrebbe durare "qualche anno" e finalmente si sta verificando anche nei paesi "ritardatari", non deve far abbassare la guardia ma al contrario stimolare le riforme economiche.

-VIA GOLDEN SHARE. Lo sforzo del ministro per le Attività produttive per aprire maggiormente al mercato settori come le assicurazioni e i farmaci deve agire da stimolo per andare avanti sullo stesso sentiero. E la strada per rilanciare concorrenza e produttività, secondo l’Ocse, passa necessariamente per la riduzione della presenza dello stato nel capitale delle società, "sostituendo le golden share con una regolamentazione imparziale, e rafforzando le authority", per permettere loro di fronteggiare meglio "i poteri anti-competitivi delle associazioni professionali".

-GIU’ TASSE E CONTRIBUTI. Nel suo documento di oltre 180 pagine, L’Ocse riconosce all’Italia di aver portato a termine il taglio del cuneo fiscale, e di aver realizzato "la seconda fase di tagli alla tassazione dei redditi". Ma queste misure non bastano: occorre ridurre ancora le tasse e i contributi previdenziali. Specie per i redditi medio-bassi, dove l’occupazione è scoraggiata dal cuneo fiscale. E sempre sul tema dell’occupazione, penalizzata negli ultimi anni da una bassa crescita della produttività, l’Ocse chiede di "promuovere il decentramento della contrattazione salariale" tenendo conto "delle differenze regionali in termini di produttività e costo della vita".

Lascia un commento