Camera, il discorso di Conte: “Basta proclami e dichiarazioni bellicose”. Primi atti: “Asili nido, salario minimo e taglio eletti. No sconti su revisione delle concessioni autostradali e stop trivelle”

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l presidente del Consiglio si è presentato all’Aula di Montecitorio per chiedere il sostegno al nuovo esecutivo. Per prima cosa si è rivolto alla sua squadra, chiedendo “lealtà e collaborazione”: “Sarà un progetto politico di ampia portata, anche culturale”. Quindi ha illustrato le priorità: dalla scuola e la famiglia, fino alla legge per la riduzione dei parlamentari

La “sobrietà” e il “rigore” dei ministri per mettere fine all’epoca dei “proclami” e delle “dichiarazioni bellicose“. Quindi i primi atti concreti: la scuola e la famiglia innanzitutto, con l’azzeramento delle rette per gli asili nido ai redditi medio-bassi, ma anche la revisione delle concessioni autostradali su cui “non ci sarà nessuno sconto“. Poi il taglio dei parlamentari, la riduzione del cuneo fiscale insieme al “salario minimo”, lo stop alle trivelle e la revisione del decreto Sicurezza. Giuseppe Conte si è presentato, di nuovo, davanti all’Aula di Montecitorio per chiedere la fiducia e, nel discorso che ha tenuto a battesimo il Conte 2, ha cercato non solo di toccare tutti i temi più importanti per l’intesa tra Pd e M5s, ma anche di convincere del fatto che quello che nasce oggi è “un progetto” fatto per durare. Al suo fianco Luigi Di Maio, ora ministro degli Esteri, e la nuova titolare degli Interni Luciana Lamorgese. Nel discorso record di un’ora e 25, il premier si è posto come “garante” e “primo responsabile” del programma. Un piano, ha detto, da non considerare “una mera sommatoria delle diverse posizioni assunte dalle forze politiche che hanno inteso sostenere questa iniziativa”. Ma piuttosto, come già anticipato, una sintesi omogenea che nasce da una vera intesa. L’intervento ha raccolto gli applausi della nuova maggioranza, ma anche, soprattutto in chiusura, le proteste dai banchi delle opposizioni: “Elezioni, elezioni”, hanno gridato i deputati di Lega e Fdi. In contemporanea, davanti a Montecitorio c’è stata una manifestazione, alla quale hanno partecipato anche Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Conte: “Progetto politico di ampia portata, anche culturale”. Serve “lessico più consono” e basta con “dichiarazioni bellicose”
La prima preoccupazione del premier è stata quella di far capire che si apre una nuova stagione. E che, il cambio di passo, sarà chiaro soprattutto a partire dai toni. “E’ un progetto politico di ampia portata, anche culturale”, è stato l’esordio. “Vogliamo volgerci alle spalle il frastuono dei proclami inutili e delle dichiarazioni bellicose e roboanti. Io e tutti i miei ministri prendiamo il solenne impegno, oggi davanti a voi, a curare le parole, ad adoperare un lessico più consono e più rispettoso delle persone, della diversità delle idee. Ci impegniamo a essere pazienti anche nel linguaggio, misurandolo sull’esigenza della comprensione. La lingua del governo sarà una lingua ‘mitè, perché siamo consapevoli che la forza della nostra azione non si misurerà con l’arroganza delle nostre parole. I cittadini ci guardano, ci ascoltano, attendono da noi una parola e un’azione all’altezza della funzione alla quale siamo chiamati. Si attendono da noi consapevolezza del ruolo e anche un supplemento di umanità. Non possiamo deludere le loro aspettative”. 

“Il primo immediato intervento sarà sugli asili nido. Non possiamo indugiare oltre”
Conte ha iniziato illustrando all’Aula quali saranno gli ambiti su cui si concentrerà l’esecutivo Pd-M5s. E tra le priorità, ha messo la famiglia e soprattutto gli asili nido. Un tema molto caro al Movimento 5 stelle, ma pure al Partito democratico. “Scarsa formazione, carente dotazione di conoscenze e di competenze, difficoltà di conciliare vita familiare e vita lavorativa” saranno al centro dell’azione di governo. “Scuole e università di qualità, asili nido e servizi alle famiglie, specialmente quelle con figli, saranno dunque le prime leve sulle quali agire. Il primo, immediato intervento sarà sugli asili nido. Non possiamo indugiare oltre”. Conte è anche entrato nello specifico: “Questo governo, quale prima misura di intervento a favore delle famiglie con redditi bassi e medi, si adopererà, con le Regioni, per azzerare totalmente le rette per la frequenza di asili-nido e micro-nidi a partire dall’anno scolastico 2020-2021 e per ampliare, contestualmente, l’offerta dei posti disponibili, soprattutto nel Mezzogiorno. E’ una delle varie misure che introdurremo anche al fine di sostenere la natalità e contrastare così il declino demografico”.

“La riduzione del cuneo fiscale ‘a totale vantaggio dei lavoratori’ insieme al salario minimo”
Quindi il premier ha toccato altri due temi cardine per i due partiti che formano la nuova maggioranza: il cuneo fiscale e il salario minimo. “Nella prospettiva di una graduale rimodulazione delle aliquote a sostegno dei redditi medi e bassi, in linea con il fondamentale principio costituzionale della progressività della tassazione, il nostro obiettivo prioritario è ridurre le tasse sul lavoro – il cosiddetto ‘cuneo fiscale’ – a totale vantaggio dei lavoratori, e individuare una retribuzione giusta – il cosiddetto ‘salario minimo’”. E ha aggiunto: “Bisogna garantire le tutele massime a beneficio dei lavoratori, anche attraverso il meccanismo dell’efficacia erga omnes dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative”.

“Chiederemo nel primo calendario utile della Camera la calendarizzazione del ddl sulla riduzione dei parlamentari”
Conte non ha dimenticato di parlare del disegno di legge di riforma costituzionale che prevede la riduzione degli eletti. Proprio questo ddl è stato tra le condizioni necessarie poste dai 5 stelle per far partire l’intesa con il Partito democratico. “Per quanto riguarda il tema delle riforme costituzionali”, ha detto il premier, “è nostra intenzione chiedere l’inserimento, nel primo calendario utile della Camera dei deputati, del disegno di legge costituzionale che prevede la riduzione del numero dei parlamentari. Questa riforma dovrà essere affiancata da un percorso volto a incrementare le garanzie costituzionali e di rappresentanza democratica, anche favorendo l’accesso democratico alle formazioni minori e assicurando – nello stesso tempo – il pluralismo politico e territoriale”.

“Nessuno sconto sulla revisione delle concessioni autostradali. Stop alle trivelle”
Tra i punti su cui il premier ha deciso di esporsi chiaramente c’è appunto quello delle concessioni autostradali. Il tema, non solo ha diviso in passato 5 stelle e Pd, ma la stessa neoministra dem Paola De Micheli nelle scorse ha temporeggiato parlando di “revisione” e non revoca della concessione ad Autostrade in seguito al crollo del ponte Morandi. “Renderemo più efficiente e razionale il sistema delle concessioni operando una progressiva e inesorabile revisione di tutto il sistema”, ha detto Conte in Aula. “Quanto al tema di concessioni autostradali avviato a seguito del crollo del ponte Morandi, porteremo a completamento il procedimento senza nessuno sconto per gli interessi privati, avendo quale obiettivo esclusivo la tutela dell’interesse pubblico e la memoria delle 43 vittime, una tragedia che rimarrà una pagina indelebile della nostra storia patria”. Netta la posizione di Conte anche sulle trivelle, tema molto caro ai 5 stelle: “Siamo determinati”, ha detto, “a introdurre una normativa che non consenta più il rilascio di nuove concessioni di trivellazione per estrazione di idrocarburi. Chi verrà dopo di noi, se mai vorrà assumersi l’irresponsabilità di far tornare il Paese indietro, dovrà farlo modificando questa norma di legge”. 9 SETTEMBRE 2019

Fonte Link: ilfattoquotidiano.it

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