Crisi di Governo: Conte ottiene la fiducia anche al Senato

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Il Presidente Giuseppe Conte al Senato

Alessandro Cipolla – Mario D’Angelo

Conte ottiene la fiducia in Senato per superare la crisi di Governo. Oltrepassata la soglia minima per rimanere in carica: 156 i Sì, 140 i No


Dopo il disco verde della CameraGiuseppe Conte incassa anche il voto di fiducia al Senato. Tuttavia la maggioranza è stata molto risicata, ben lontana dal successo di ieri alla Camera.

Nella lunga e caotica giornata di ieri, infatti, alla fine Conte ha ottenuto 321 voti favorevoli a fronte di 259 contrari, andando così oltre la soglia della maggioranza assoluta. Al Senato sembrava già molto difficile raggiungere l’asticella dei 161 senatori, ma alla fine la conta è stata inferiore.

Il Senato ha approvato la fiducia al Governo con 156 voti a favore, 140 contrari e 16 astenuti. I votanti sono stati 312.

Nonostante sia stato mancato l’obiettivo, al Presidente del Consiglio, grazie all’astensione di Italia Viva, è bastata anche la maggioranza relativa, sebbene i responsabili siano stati meno del previsto. In ogni caso è stata superata la soglia minima di 155 voti a favore, e a questo punto è difficile che Conte si dimetta.

Crisi di governo: Conte incassa la fiducia al Senato

Conte ottiene la fiducia, e supera (di poco) la soglia minima per mantenere il carica il Governo. Doveva essere di almeno 155 voti a favore, ne sono arrivati 156.

Mai come oggi i numeri sono stati importanti. Al Senato la maggioranza assoluta è di 161 senatori, ma senza i 18 voti di Italia Viva i giallorossi partivano da una base di 152 voti certi (sarebbero stati 153, ma un M5S ha il Covid).

I responsabili o costruttori – molti ex del Movimento 5 Stelle e altri esponenti del Gruppo Misto come Tommaso Cerno e Sandra Lonardo, nonché alcuni senatori e senatrici di Forza Italia – sono arrivati. Alla fine Conte ha incassato 156 voti di fiducia.

Si è dovuto attendere un poco prima di sapere il risultato, perché la presidente Casellati ha dovuto verificare la validità di due senatori – Ciampolillo e (l’ex?) renziano Nencini, che erano risultati assenti sia durante la prima che durante la seconda chiama. Alla fine i loro voti, senza i quali il totale sarebbe stato di 154, sono stati riammessi.

Un risultato che basta a superare questa prova e, sembra, anche per andare avanti con il Governo.

Il leader di Italia Viva Matteo Renzi, che ha aperto la crisi, nel corso del suo intervento ha lanciato un attacco molto duro a Conte accusandolo di “avere paura di salire al Quirinale” e di “cambiare idea per non cambiare la poltrona”. Nella sua replica, il presidente Conte aveva detto che se non ci fossero stati i numeri il Governo sarebbe andato a casa. 19 Gennaio 2021

Fonte Link: money.it

 

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