Crisi di governo: revoca delle concessioni ad Autostrade, giustizia, norme su Whirpool e rider. Tutti i provvedimenti bloccati da Salvini

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Con la sfiducia a Conte, il leader leghista non ha solo staccato la spina all’esecutivo ma anche a molte misure cruciali e attese. La lista è lunghissima e va dalle vertenze che riguardano centinaia di posti di lavoro alle garanzie per i 55mila precari della scuola, dal salario minimo al taglio dei parlamentari, dalla commissione banche ai disegni di legge per snellire la burocrazia. M5s: “Salta pure la legge a favore della polizia locale”.

La riforma della Giustizia per accelerare i tempi dei processi sarà tutta da rifare. La Commissione d’inchiesta sui crac bancari non è nemmeno mai nata. Il Dl impresa con le norme a tutela dei rider e quelle per garantire l’occupazione negli stabilimenti dell’ex Ilva, dell’ex Alcoa e per risolvere la vertenza Whirpool rischia di finire su un binario morto. Scatenando la crisi di governo, Matteo Salvini non ha staccato la spina solamente all’esecutivo gialloverde: la lista dei provvedimenti bloccati dalla mossa della Lega è lunghissima. Norme in alcuni casi cruciali e attese da anni che ora saltano per aria oppure restano in bilico. Tra queste, il salario minimo e iltaglio dei parlamentari che ora i Cinquestelle chiedono di approvare in extremis. Così come la procedura di revoca delle concessioni ad Autostrade per l’Italiavenerdì il titolo di Atlantia, la holding della famiglia Benetton, è stato tra i pochi a chiudere in positivo a Piazza Affari. A quasi un anno dal crollo del Ponte Morandi, la crisi di governo riduce le possibilità di perdere il controllo delle tratte autostradali, su cui stava lavorando il ministro M5s Danilo Toninelli, uno di quelli finiti nella lista nera di Salvini. Che, riferiscono i Cinquestelle Giuseppe Brescia e Carlo Sibilia, fa saltare anche “la nuova legge a favore della polizia locale, attesa da trent’anni”.
Stralciata la riforma della Giustizia e il taglio dei parlamentari
Prima della mozione sul Tav che si è trasformato nel casus belli della sfiduciapresentata dal Carroccio nei confronti del premier Giuseppe Conte, l’ultimo scontro tra M5s e Lega si era consumato sulla riforma della Giustizia. Il ministro dell’Interno ha a lungo osteggiato il testo elaborato dal ministro Alfonso Bonafede chiedendo separazione delle carriere e il bavaglio alle intercettazioni. Dopo la rottura dell’alleanza, Salvini ha gettato la maschera, annunciando una riforma leghista à la Berlusconi per porre fine alla “repubblica giudiziaria”. Intanto, la riforma che avrebbe accorciato i tempi dei processi – il limite massimo era stato fissato a 6 anni – e imposto una stretta anche alla durata delle indagini preliminari, è finita nel cestino. Resta solamente l’entrata in vigore a gennaio 2020 della riforma della prescrizione che però un nuovo governo contrario potrebbe facilmente bloccare per decreto. Il 9 settembre doveva invece essere votato alla Camera il taglio di 345 parlamentari. Salvini blocca anche questo provvedimento: vuole il voto subito. Ma il M5s preme per arrivare a un’approvazione lampo prima di tornare alle urne. 11 AGOSTO 2019

Fonte Link: ilfattoquotidiano.it

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