Governo, la Camera concede la fiducia al Conte due con 343 sì e 263 no. Scambio di accuse tra la Lega e il premier: “Venduto, elezioni”. Replica: “Coerenti solo con le vostre convenienze”

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LA CRONACA DI GIORNATA – Via libera da Montecitorio tra le contestazioni di Lega e Fratelli d’Italia fuori e dentro l’Aula. Duro scontro tra il presidente del Consiglio e gli ex alleati

Fiducia dalla nuova maggioranza, aspre critiche e contestazioni dai vecchi alleati. Il giorno del primo passo parlamentare del governo Conte 2 passerà alla storia per due fatti: l’ampio via libera di Montecitorio (343 sì e 263 no) e le violente contestazioni di Lega e Fratelli d’Italia, che hanno attaccato il nuovo esecutivo fuori e dentro l’aula. Il voto delle 21.26, infatti, è arrivato al termine di una giornata convulsa, iniziata con la manifestazione convocata nella piazza antistante alla Camera da Giorgia Meloni, proseguita con il lunghissimo intervento di Giuseppe Conte (leggi il discorso integrale), infiammatasi con gli attacchi in aula da parte di Lega e Fdi e infine segnata dalla durissima replica del presidente del Consiglio (leggi). In serata, poi, l’ampio sì della Camera alla fiducia e la soddisfazione dei protagonisti del nuovo governo, già pronti al secondo tempo che si giocherà tra meno di 12 ore a Palazzo Madama.

La giornata – Sin dalla mattina, fuori dall’Aula di Montecitorio e in contemporanea con il discorso di Conte, hanno manifestato Fratelli d’Italia e Lega. “Elezioni subito!”, “voce al popolo sovrano, ridateci l’Italia!”, alcuni degli slogan. Dalle 11 Conte ha parlato per un’ora e 25 (leggi il suo discorso). Al suo fianco la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e quello degli Esteri Luigi Di Maio. Al termine dell’intervento, l’Aula è stata sospesa e il premier si è recato al Senato a consegnare le dichiarazioni programmatiche. I lavori sono ripresi alle 13.30 per il dibattito generale, durato fino alle 17.50, quando il premier ha preso nuovamente la parola e ha duramente attaccato la Lega (leggi). A sua volta Conte è stato contestato dalle opposizioni: bagarre in Aula, con il presidente Fico costretto a richiamare più volte i deputati salviniani e di Fratelli d’Italia. Alle 18.50 sono iniziate le dichiarazioni di voto, mentre la chiama è iniziata intorno alle 19.30. Alle 21.26, come detto, l’esito del voto.

Il discorso e le accuse dell’opposizione – Giuseppe Conte, nonostante le proteste fuori dall’Aula, si è presentato a chiedere la fiducia con un discorso, tra i più lunghi della storia della Repubblica, con il quale intendeva inaugurare una nuova stagione di pacatezza. Lui che aveva inserito nel suo discorso un richiamo a Giuseppe Saragat (“Fate che il volto di questa Repubblica sia un volto umano”) anche per rimarcare il cambiamento dei toni rispetto all’esperienza precedente. Annunciando le linee programmatiche del suo nuovo governo, Conte ha sottolineato che il primo banco di prova sarà la manovra. Poi riduzione di tasse e debito pubblico, infine una serie di riforme: dal fisco alla giustizia, dal taglio dei parlamentari alla nuova legge elettorale, passando per l’autonomia regionale e la revisione dei decreti sicurezza, promettendo più opere pubbliche e più lavoro, un’Italia più verde e più smart. E poi ancora interventi per gli asili nido e una legge di genere per equiparare gli stipendi delle donne, la sempre rinviata legge sulla rappresentanza sindacale. Applausi dal Pd. “Oggi si chiude la stagione della cattiveria, dell’odio e credo si possa guardare avanti” ha commentato il ministro e capo delegazione del Pd al governo, Dario Franceschini, che ha promesso: “Adesso ci rimbocchiamo le maniche per il bene del paese”.

In occasione della replica e dopo gli attacchi subiti durante la discussione generale, il premier si è ripreso la scena per una nuova e dura reprimenda dei metodi del Carroccio e del suo leader. Ha rinfacciato alla Lega di aver avuto “reazioni emotive” e ceduto a “proclami”, di essere “coerente” solo con le proprie “convenienze elettorali“, ha rimproverato Matteo Salvini per le sue assenze ai Consigli europei. “Il fatto di pensare che una singola forza politica o addirittura il suo leader possa decidere ogni anno a suo piacimento o addirittura a suo arbitrio di poter portare il Paese alle elezioni è irresponsabile” ha detto Conte nel momento clou della sua replica, con il volto teso e costretto a riprendere la parola tra mille interruzioni, urla da stadio, sfottò, applausi ironici, deputati leghisti che alzano la loro sedia al grido “poltrone!”, “buffone”, “venduto” e “elezioni”. Grida che precedono le dichiarazioni di voto in cui Fi ha annunciato di non voler votare la fiducia e dove Giorgia Meloni ha ribattuto stizzita al premier (“volgare è imbullonarsi alla poltrona”) e denunciato “manovre di palazzo“: “Sarete travolti da un’Italia libera e sovrana” ha profetizzato la leader di Fdi. Sulla stessa linea d’onda la Lega, che ha ribattuto con durezza (“Conte non è stato eletto ma portato qui dal partito del Vaffaday“).

CRONACA ORA PER ORA

22.15 – Speranza: “Sarà governo della lotta alle disuguaglianze”
“Fiducia alla Camera ok. Questo dovrà essere il governo della lotta alle disuguaglianze, a partire dalla possibilità per tutti di poter accedere a cure di qualità”. Lo scrive su Twitter il ministro della Salute Roberto Speranza.

21.44 – Tre assenti nel M5s e due nel Pd
I sì 343, i no 263, più tre astenuti.
Sono i numeri del voto di fiducia in Aula alla Camera al governo M5s-Pd-Leu. Alla prima fiducia, il 6 giugno 2018, l’esecutivo M5s-Lega ebbe 350 sì, 236 no e 35 astenuti. Secondo i tabulati dell’Aula Leu si è presentata a ranghi completi (quattordici deputati su quattordici), mentre ci sono stati tre assenti nel M5s e due assenti nel Pd. Per il M5s erano assenti Alvise Maniero, Massimiliano De Toma, Emanuele Scagliusi. Per il Pd mancavano Giacomo Portas e Luciano Pizzetti. In missione – e dunque assenti giustificati – anche quattro parlamentari M5s: Francesca Businarolo, Federica Dieni, Maria Marzana, Leda Volpi. Si sono astenuti, come annunciato, tre deputati delle minoranze linguistiche mentre hanno votato sì i tre deputati di +Europa.

21.43 – Di Maio: “Massimo sostegno a Conte, è l’ora del coraggio”
“Bene la fiducia alla Camera. Massimo sostegno alle parole del presidente Conte. M5S ha idee chiare: lavoro, imprese, ambiente, scuola, famiglia sono priorità. Ma anche taglio parlamentari e revoca concessioni autostradali. È il momento di correre, è il momento del coraggio. Ci siamo!”. Lo twitta il ministro degli Esteri Luigi Di Maio dopo la fiducia alla Camera del governo Conte bis. Secondo Di Maio, “il M5S ha idee chiare: lavoro, imprese, ambiente, scuola, famiglia sono priorità. Ma anche taglio parlamentari e revoca concessioni autostradali”.

21.35 – Conte: “Sono soddisfatto del risultato”

21.31 – Zingaretti: “Altro passo per Italia giusta e competitiva”
“Bene il Presidente Conte e la fiducia alla Camera. Un altro passo in avanti per cambiare l’Italia e renderla più verde, giusta e competitiva”. Lo scrive su Twitter il segretario del Pd Nicola Zingaretti dopo il voto di fiducia al governo alla Camera.

21.26 – Con 343 sì e 263 no la Camera concede la fiducia al Governo Conte due (9 SETTEMBRE 2019)

Fonte Link: ilfattoquotidiano.it

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