Milano, Sala: “Divieto di fumo all’aperto entro il 2030, a breve alle fermate dei mezzi”

Milano, Società e cronaca, Sorgenti
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L’annuncio del sindaco che poi parla anche di restrizioni per forni a legna delle pizzerie e fuochi artificiali. La Lega è contro la proposta, mentre il Pd approva

Milano, 18 gennaio 2020 – «Entro il 2030 non permetteremo più di fumare all’aperto» e «subito o a breve alle fermate dell’autobus o durante le code per i nostri servizi non si fumerà». Lo ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala, durante l’incontro con i cittadini nel quartiere Isola, spiegando che questo provvedimento è inserito all’interno del Regolamento Aria-Clima, che sarà discusso prossimamente dal Consiglio comunale e che spera sia approvato entro marzo

«Questa è la visione della Giunta – ha detto -, ogni proposta dovrà passare dal Consiglio comunale» e il possibile stop al fumo potrebbe essere introdotto «attraverso un’ordinanza, se viene approvato il regolamento che conterrà regole su tanti aspetti, perché il vero rischio è che si riduca» la questione ambientale «a traffico e riscaldamento, ma c’è altro» come ad esempio fuochi d’artificio o i forni a legna delle pizzerie. «Devono essere introdotti molti obblighi perché ciascuno faccia la sua parte», ha concluso Sala.

La Lega contro Sala

La Lega ha rimbrottato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, per l’annuncio sullo stop al fumo delle sigarette, tra le misure del futuro per combattere lo smog in città. “Come ogni weekend la magica fabbrica di armi di distrazione di massa ”made in Milano”, produce nuove trovate di marketing, e il signor Sala annuncia una stretta sul fumo in città. Purtroppo gli annunci non bastano per fare del bene ad una città in cui l’amministrazione ha cannato tutte le politiche ecologiche, da Area C ad Area B”, ha osservato Alessandro Morelli, deputato e capogruppo della Lega a Palazzo Marino. “Il signor Sala – ha aggiunto – ha usato l’ecologia per tassare i cittadini e fare cassa salvandosi la faccia. Non basterà spegnere le sigarette in strada affinché l’aria di Milano diventi pulita, forse bisognerebbe cambiare sindaco”. Paolo Grimoldi, deputato della Lega e commissario della Lega Salvini Premier in Lombardia non sa “se ridere o piangere” per la battaglia contro le sigarette. “Il vero problema dello smog – ha detto – arriva dalla A4 perennemente intasata a nord della città e delle tangenziali che circondano il perimetro cittadino. La prima cosa da fare sarebbe ‘la cura del ferro’ ovvero potenziare la rete ferroviaria e delle metropolitane“. Il problema è che “Trenitalia fa di tutto per rendere i viaggi dei pendolari verso Milano un calvario quotidiano, così molti prendono l’auto intasando la A4 e le tangenziali, e i tempi da lumaca per prolungare la metro a Monza significano altre decine di migliaia di veicoli in strada ogni giorno a inquinare, bloccando la A4 e le arterie collegate”.

Il Pd approva la proposta

“Vietare il fumo alle fermate dei mezzi pubblici è giusto e utile: il fumo delle sigarette contribuisce in città alla formazione dello smog in misura del 5/7%”. Così il consigliere comunale del Pd, e anima ambientalista del partito a Milano, Carlo Monguzzi, ha commentato l’annuncio del sindaco, Giuseppe Sala, che vorrebbe vietare il fumo in città. “Lo smog ha tante cause: auto, riscaldamento, bruciare la legna e quindi camini e forni, allevamenti intensivi, fumo da sigarette, porte aperte dei negozi con lame d’aria e altro – ha concluso –. Vanno combattute tutte. Chi, ad ogni provvedimento dice sempre che ci vuole ben altro è noioso e inutile”. Mentre per il capogruppo della Lega al Comune di Milano, Alessandro Morelli, «ogni weekend la magica fabbrica di armi di distrazione di massa made in Milano produce nuove trovate di marketing, e il signor Sala annuncia una stretta sul fumo in città”. “Purtroppo gli annunci non bastano per fare del bene ad una città in cui l’amministrazione ha cannato tutte le politiche ecologiche, da Area C ad Area B, il signor Sala ha usato l’ecologia per tassare i cittadini e fare cassa salvandosi la faccia. – ha concluso – Non basterà spegnere le sigarette in strada affinché l’aria di Milano diventi pulita, forse bisognerebbe cambiare sindaco”. 18 gennaio 2020

Fonte Link: ilgiorno.it

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