Paolo Scarpa: PUNTARE SULLO SPORT PER SALVAGUARDARE I NOSTRI GIOVANI

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Non è che lo sport dia grandi esempi di questi tempi. Ahimè, anche nelle forme dilettantistiche. LB

Veniamo da anni in cui i tagli comunali hanno colpito duramente lo sport, mettendo in difficoltà numerose realtà della nostra città da sempre all’avanguardia nel settore della pratica e dell’educazione sportiva. Dobbiamo mettere a punto un nuovo modello gestionale: lo strumento principe saranno gli Stati generali dello sport, un momento assembleare di ascolto durante il quale ragionare del futuro con le società. Perché non esiste un solo modello sportivo ma ne esistono decine, ognuno con proprie regole ed esigenze. L’amministrazione comunale ha il dovere di occuparsi dei movimenti minori dove, grazie al volontariato diffuso, alla partecipazione delle famiglie ed alla rara filantropia di qualche imprenditore, ci si occupa dello sport vero, quello che non appare ma rappresenta la prima barriera al degrado sociale ed il più grande veicolo di civiltà e cultura di una comunità. Si deve favorire la pratica sportiva familiare attraverso meccanismi di defiscalizzazione o di conferimento di borse sportive per le famiglie a basso reddito con ragazzi praticanti lo sport. Contrariamente a quanto afferma l’amministrazione uscente gli interventi effettuati sulla Cittadella coprono solo una parte delle necessità. Occorre un serio intervento per dotare il parco di spogliatoi e docce adeguati alle necessità. La vocazione di tempio dello sport libero deve essere salvaguardata attraverso una generale manutenzione degli impianti e il “modello Cittadella” deve essere esportato in altri parchi cittadini incentivando al massimo la pratica sportiva libera.

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