Regione, ecco chi ha finanziato gli eletti. La lista degli sponsor dietro il voto

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Regione, ecco chi ha finanziato gli eletti. La lunga lista degli sponsor dietro il voto

Molte aziende private ma anche cittadini e qualche coop

BOLOGNA – Molte aziende private, tantissimi cittadini e poche cooperative hanno finanziato la campagna elettorale per le ultime Regionali dei candidati alla presidenza e dei consiglieri. Erogazioni tutte lecite e tracciate. I nomi dei sostenitori economici dei politici di viale Aldo Moro sono depositati presso la Corte d’Appello, che ha autorizzato la stampa per la consultazione. Regole rigide, niente fotografie e fotocopie, ma soltanto la lettura dei documenti che per legge i candidati, poi risultati eletti, hanno consegnato a Palazzo Baciocchi. Dopo le polemiche sui finanziamenti da parte della coop modenese Cpl Concordia (finita in un’inchiesta della Procura di Napoli per presunti appalti truccati), che in questi ultimi anni ha finanziato in maniera regolare diversi partiti e politici tra cui il sindaco di Bologna Virginio Merola (20 mila euro nel 2011) e il primo cittadino di San Lazzaro Isabella Conti (2 mila euro nel 2014, poi restituiti), siamo andati a vedere chi ha finanziato i nostri eletti in Regione.

Alle ultime elezioni la Cpl non ha sostenuto nessun candidato. Il presidente della Regione Stefano Bonaccini aveva già dichiarato nelle settimane scorse di non aver ricevuto somme dalla coop modenese. Complessivamente la raccolta fondi del governatore ammonta a 99.612 euro, tra imprese private e singoli sostenitori. Alla fine, però, Bonaccini ha speso molto meno di quanto raccolto: solo 18 mila euro. Tra i suoi principali finanziatori c’è il gruppo Maccaferri, che attraverso le controllate Seci, Seci Real Estate, Seci Energia e Ener Ray ha devoluto per la campagna del presidente la somma di 19.600 euro. Altri 10 mila euro arrivano dalla Edi.Cer. spa, la società di attività editoriale, promozione e servizi controllata da Confindustria Ceramica. Nell’elenco dei finanziatori con 5 mila euro c’è anche la Usco spa di Modena (azienda che opera nel settore dei ricambi per macchine movimento terra), la Florim ceramiche con 7 mila euro e l’impresa Pizzarotti di Parma, che si occupa di grandi opere, con 5 mila euro. Diverse sono poi le aziende legate alla sanità privata che hanno devoluto una somma per la campagna elettorale del presidente Bonaccini: 4.950 euro arrivano dalla bolognese Noema Life, 3 mila dalla Casa di Cura Valparma, 2 mila da Villa Maria Luigia e altri 2 mila dal Poliambulatorio Dalla Rosa Prati (tutte e tre operano tra Parma e dintorni).

Il candidato alla presidenza della Lega Nord Alan Fabbri ha speso ufficialmente 46 euro, dichiarando però di essersi avvalso esclusivamente dei mezzi propagandistici predisposti o messi a disposizione dal partito. La campagna della candidata del M5S Giulia Gibertoni è costata invece 13 mila euro: soldi ricevuti da singoli cittadini per lo più via Pay Pal, con somme che vanno dai cinque ai mille euro. Paola Gazzolo, candidata in consiglio ma poi promossa assessore alla Protezione civile (lo era già nella precedente giunta Errani), ha speso 30.672 euro, ma ne ha raccolti 37.334 euro. Tra i suoi principali sostenitori risultano esserci due coop di Parma, la Proges e la Gesin (entrambe con 2.500 euro), lo studio di commercialisti Montanari & Associati di Piacenza (2 mila euro), un’azienda in ambito sanitario qual è l’Ingegneria Biomedica Santa Lucia (2 mila euro) e l’Aura srl di Parma (2 mila euro). Anche la modenese Palma Costi, dopo essere stata eletta nell’Assemblea legislativa, è passata tra i banchi della giunta diventando assessore alle Attività produttive. Tra i suoi finanziatori c’è Confindustria Modena con 2 mila euro. Un altro consigliere eletto nelle file del Pd, il modenese Giuseppe Boschini, ha ricevuto 18 mila euro dalla Fondazione Sias (Servizi e iniziative per attività sociali) di Modena, legata a Ermanno Gorrieri, comandante partigiano, sindacalista e politico italiano, scomparso nel dicembre del 2004. Nel consiglio di amministrazione della Fondazione compare anche il deputato Matteo Richetti e l’ex presidente della Provincia di Modena, Emilio Sabattini.

C’è chi però, dopo aver ricevuto il finanziamento, ha deciso di dare indietro i soldi. È successo alla presidente dell’Aula Simonetta Saliera, che ha rispedito il 12 dicembre scorso al mittente 4 mila euro che gli erano arrivati il 21 novembre da un’impresa privata. Ma dietro a questa decisione non c’è alcun mistero: la Saliera aveva deciso in campagna elettorale di non ricevere finanziamenti da aziende e appena si è accorta del bonifico ha provveduto a restituire la somma.

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