Roberto Ghiretti sulla gestione del parco mezzi di Tep di parma

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“Parma ha un sogno: tornare ad essere una città modello nella politica, nella storia, nella cultura, nella società”. Così ha scritto Pizzarotti sul suo social preferito qualche giorno fa. Un’aspirazione che volentieri faccio anche mia perché, pur nella sua genericità, indica una meta sicuramente condivisibile. La politica però non ha il compito di sfornare a ritmo indiavolato pensierini buoni per il diario scolastico di uno studente delle scuole medie, ma deve dare concretezza alle idee, traducendole in azioni, in un modo di governare che faccia dei risultati ottenuti il metro attraverso il quale valutarne l’efficacia.

In questi giorni tra i numeri snocciolati a caso dal Sindaco c’è l’acquisto di 22 nuovi autobus per la nuova linea nord – sud che dovrebbe collegare l’autostrada con il Campus universitario.

Dunque anche Tep fa la sua parte nel consentire a Parma di tornare ad essere una città modello?

Vediamo. Tralasciando i mezzi per la nuova linea Tep sostanzialmente non fa investimenti sul parco vetture dalla fine del 2013 con il bel risultato che l’età media si avvicina pericolosamente ai 13 anni. Ma la notizia che dovrebbe fare scalpore è che in forza alla partecipata ci sono ancora 79 autobus tra euro 0, euro 1 e euro 2. È vero che tra questi 41 montano un filtro anti particolato, ma è vero anche che formalmente rimangono euro 2. Non esattamente un risultato di cui vantarsi in termini di impatto ambientale. Ma non basta. L’attuale vice presidente Rubini, l’uomo che prima di questa estate ricopriva la carica di presidente, colui che ha promosso la politica di zero investimenti sui mezzi, adesso ha trovato una soluzione al problema da lui causato! Per tamponare l’emergenza di mezzi obsoleti da sostituire e scorte mancanti vuole procedere all’acquisto di autobus usati.

In sostanza si tratta di mezzi che vengono venduti anche perché sono arrivati ad un’età e ad un chilometraggio tali da presupporre un incremento molto forte dei costi di manutenzione.

Tra il 2 e 3 novembre scorso ben 4 dipendenti Tep sono andati a Oslo per visionare 24 di questi bus, salvo scoprire, una volta arrivati lì, che non andavano bene in primo luogo perché a due porte invece che tre. Bastava farsi mandare qualche foto o una scheda tecnica dei mezzi per verificare queste fondamentali caratteristiche, invece sono andati in gita in quattro per due giorni fino in Norvegia!

Intanto, che mi risulti, poco o nulla viene fatto per ottenere dalla Regione finanziamenti per il rinnovamento del parco vetture, finanziamenti che pure ci spetterebbero; mentre in tema di ambiente segnalo che la linea filoviaria 1 è ferma ormai da più di un anno perché è in corso una procedura di esproprio per montare i ganci della filovia al palazzo della stazione.

Tutto questo per dire che per tornare ad essere una città modello non basta scrivere un pensierino su Facebook, occorre mettere in campo idee e capacità amministrativa. E se queste idee non si hanno occorre circondarsi delle persone giuste che possono averle.

Il caso Tep mi pare dimostri egregiamente come nella realtà dei fatti le aspirazioni del Sindaco si trovino a fare i conti con realtà ben diverse da quelle che si vorrebbe spacciare in rete. E mi fermo qui, ma su temi come cultura, servizi, lavori pubblici molto altro ci sarebbe e ci sarà da dire. 

Roberto Ghiretti
Parma Unita

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