Il grande gioco di Katahomo “Noi, utensili in carne e ossa”

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La provocazione del blog umoristico dove le persone si mettono in vendita. E ora arriva anche lo spot per ordinare al supermercato virtuale

TULLIA FABIANI

(repubblica.it) Come segnalibro c’è Laura e costa 800 euro; come consulente d’armadio Roberta, dieci euro di più. Per un pratico porta tutto, che a casa fa sempre comodo, ecco Andrea: installabile in pochi secondi e provvisto di pratiche ventose ai piedi. Se poi si è alla ricerca di cose un po’ sofisticate o dell’oggetto d’antiquariato allora in offerta, circa 4mila euro, si trova un cavaliere medievale, Zephyr: forte e vigoroso, maestro nell’arte della spada; ideale per sentirsi protetti. E l’armatura è compresa nel prezzo.

Dal business al tempo libero; dalla casa ai viaggi; dall’arte all’editoria, senza dimenticare amore, amicizia e famiglia. Nel mercato online di Katahomo, come recita lo slogan, ci sono ‘soluzioni in carne e ossa’: persone per ogni occasione speciale ed esigenza; persone con caratteristiche particolari, con pregi e qualità che determinano il costo finale del prodotto. Chiunque può decidere di mettersi in vendita e per essere accettati non ci sono prove da superare, curricula da presentare, né colloqui da sostenere. Ma di che si tratta precisamente e qual è il fine?


Il supermercato virtuale. "Tutto si presenta come un gioco – racconta Alice Avallone, 22 anni, studentessa di pubblicità all’Istituto europeo di Design e ideatrice del sito – si tratta di un blog umoristico dove le persone decidono di mettersi in vendita. Ho iniziato a mettere in vendita mia sorella, mio papà, qualche amico e poi pian piano mi sono arrivate parecchie proposte anche da estranei. L’idea – spiega la ragazza – è quella di sdrammatizzare il mettersi in vendita reale con cui ci troviamo a fare i conti ogni giorno. Il fatto di essere sempre in balia di un business e di vivere in base alle etichette che ci vengono date".
Così l’esperimento giocoso e sarcastico ha cominciato a ‘commerciarè in rete dall’autunno scorso: il nome Katahomo (http://www.katahomo.com/news.php) è nato dall’assonanza col termine ‘catalogo’ e poi precisa Alice, originaria di Asti, "coté in piemontese significa comprare". Ecco dunque il grande magazzino virtuale delle persone umane; quasi trecento prodotti piazzati in vari reparti e promossi online attraverso foto (reali), didascalie e prezzi, decisi naturalmente dall’azienda.

Scrittura mutante. Destinato a un target di giovani tra i 15 e i 30 anni, il blog ha attirato presto l’attenzione dei navigatori, anche di quelli più maturi. Merito della sua ironia e del fatto di essere un "guerrilla-storytelling": un divertente catalogo di "risorse umane" per chi pensa "che sapersi vendere sia troppo difficile" .
Secondo Carlo Infante, docente del laboratorio online Performing media, quando si parla di scrittura mutante il panorama in rete è vastissimo: "Fino a qualche tempo fa poteva essere considerato un fenomeno di tendenza. Oggi penso che valga l’accezione semplice che riguarda tutte quelle forme della scrittura che cambia in relazione ai nuovi media". In tal senso il progetto di Alice è risultato un buon modello, composto da una molteplicità di strumenti, di forme narrative, di possibilità espressive e da "un uso innovativo delle tecniche di scrittura attraverso la multimedialità".

I clienti e gli acquisti. Ad esempio, il sistema di compravendita. "Gli acquirenti sono persone che vengono a visitare il sito e comprano i prodotti attraverso i commenti – dichiara Alice – A volta fingono di aver già provato un prodotto e danno consigli agli altri possibili acquirenti. È capitato che una ragazza nella categoria amanti si lamentasse di un ‘prodotto’: Simone, l’amante discreto e acculturato. La ragazza gli consigliava di depilarsi perché nella foto appare troppo peloso". E si sa che il cliente ha sempre ragione.
Unico problema per Alice è chi prende l’azienda sul serio: "Ci sono state persone alla ricerca di un compagno che hanno scambiato Katahomo per un’agenzia matrimoniale e ragazze che hanno mandato il proprio booking pensando al sito come a un’agenzia di casting". Niente di tutto questo invece. Solo un grande supermercato virtuale con centinaia di prodotti di genere umano. In regime di libero e ludico mercato. (24 settembre 2007)

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