La Provincia di Ascoli Piceno è la patria del ‘vino vegan’

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Il rispetto dell’ambiente, e della propria salute, è diventato una discriminate essenziale nei nostri acquisti, anche se parliamo di vino. Il vino biologico è un fenomeno ormai affermato nel nostro Paese e l’82 per cento degli appassionati di enologia ha aumentato il consumo di tale categoria di vino negli ultimi quattro anni.

Eppure anche il vino biologico è spesso precluso ad una fetta crescente di consumatori, i vegani. I vegani possono bene vini che contengono esclusivamente sostanze di origine minerale, nella fase di vinificazione, invece, si possono utilizzare sostanze di origine animale come le proteine del latte (caseinati) e dell’uovo (ovoalbumina), usate nella chiarificazione dei vini.

Proprio per tutelare gli acquirenti che conducono uno stile di vita completamente cruelty-free è stata creata “Qualità vegetariana vegan”, la prima certificazione nazionale per prodotti vegetariani e vegani, nata dalla collaborazione tra il Gruppo Csqa-Valoritalia e l’Associazione vegetariana italiani, ente che si occupa di certificare le aziende vitivinicole che scelgono di produrre vino vegano e controlla tutte la fasi della produzione, dalla lavorazione in cantina all’imbottigliamento, garantendo l’assenza di prodotti di origine animale compresi i materiali per l’imbottigliamento, come la colla per le etichette fino al nastro adesivo con cui si chiudono i cartoni.

Attualmente sono dieci le aziende italiane che possono fregiarsi del bollino vegan, di queste ben quattro sono nella provincia di Ascoli Piceno. Sono l’azienda agrobiologica San Giovanni, la cantina Offida e la società agricola Ciù Ciù, tutte nel Comune di Offida, e l’azienda vinicola Costadoro di San Benedetto del Tronto.

Fonte Link: http://www.vivereascoli.it/index.php?page=articolo&articolo_id=527515 

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